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“Kill Chain”, ovvero la pericolosa strategia di Seul per prevenire un attacco della Corea del Nord

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Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, insediatosi a maggio, ha pubblicamente dato nuova enfasi al cosiddetto sistema “Kill Chain” per contrastare un attacco nucleare nordcoreano. Si tratta di un sistema raffinato, ma pericoloso, che vuole mettere fuori gioco la macchina nucleare della Corea del Nord nel caso giungano dei segnali di mobilitazione.

Sviluppato per la prima volta un decennio fa, quando la Corea del Nord ha accelerato il suo sviluppo nucleare, il sistema “Kill Chain” prevede attacchi preventivi contro i missili del Nord ed eventualmente contro i suoi vertici se viene rilevato un attacco imminente al Sud.

La minaccia proveniente dalle armi nucleari nelle mani di Kim Jong-un destabilizza tutta l’area ed è molto difficile difendere il Sud in caso di attacchi, visto che gli spazi sono così ristretti che Seul è a portata delle artiglierie a lungo raggio del Nord. L’unica forma di vera prevenzione è spazzare via la minaccia in modo preventivo, colpendo direttamente le istallazioni strategiche di PyongYang e i vertici politici e militari. 

Il problema è che tutto si basa sull’interpretazione dei segnali di mobilitazione del Nord. La Corea sta sviluppando una propria rete di satelliti di sorveglianza specificamente rivolto alla sorveglianza del Nord. inoltre sta predisponendo un comando strategico per la prevenzione degli attacchi. Il problema è che un attacco preventivo basato sulla presenza di segnali del genere può funzionare, ma può anche portare al fraintendimento di quanto sta accadendo dall’altra parte e quindi portare a un attacco ingiustificato.  “Posso capire perché la decapitazione della leadership sia allettante per la Corea del Sud, ma minacciare di uccidere la leadership di uno Stato dotato di armi nucleari è particolarmente pericoloso”, ha affermato. Jeffrey Lewis, ricercatore missilistico presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies (CNS), ha definito i piani “il percorso più plausibile verso una guerra nucleare nella penisola coreana”.

Inoltre la Corea del nord ultimamente sta sviluppando armi ipersoniche, contro le quali le difese sudcoreane sono impotenti e che lasciano un tempo di preallarme brevissimo. Kim avrebbe ottime ragioni per pensare di poter condurre un attacco su Seul e sopravvivere dopo.

Quindi c’è il problema dei rapporti con gli USA, la cui alleanza non viene a coprire la possibilità di un attacco preventivo. Quindi la strategia di Seul è ambiziosa, ma anche molto rischiosa e di non sicuro successo. Però è anche l’unica possibile e mette in evidenza l’avanzamento tecnologico della Corea del Sud.

 


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