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Italia paese di folli: nel 2012 arrivano 255.000 immigrati, e gli immigrati disoccupati arrivano a 385.000

IMMIGRATI: UN ESERCITO CON SEMPRE PIU’ DISOCCUPATI

I cittadini stranieri disoccupati in Italia sono stati 385mila nel 2012. E’ quanto si evince dal terzo rapporto annuale ‘Gli immigrati nel mercato del lavoro in Italia’ del ministero del Lavoro. “In valore assoluto il fenomeno della disoccupazione straniera, nella lunga fase di crisi, assume caratteri decisamente allarmanti”.  Il tasso di disoccupazione, pari al 14%, “sopravanza di 4 punti il valore relativo ai cittadini italiani”. Rispetto al 2011, gli individui stranieri in cerca di lavoro crescono del 19,2% relativamente alla componente Ue del 25,4% a quella extra Ue. Considerando l’ultimo triennio (2010-2012), il numero delle persone in cerca di lavoro di cittadinanza Ue è cresciuto di oltre 35mila unità, mentre tra le forze di lavoro di cittadinanza extra Ue, l’aumento è superiore alle 72mila persone.

 

NEL 2012, ANNO DI CRISI NERA, SONO ENTRATI IN ITALIA 250.000 IMMIGRATI

A pagina 13 del rapporto si nota che la popolazione straniera in Italia e’ aumentata nel 2012 di 255.000 unita’, molte di piu’ della Germania (che non era in crisi economica), mentre in Francia gli arrivi sono bloccati (+38.000) ed adirrittura in Spagna sono in corso rimpatri (-92.000).

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In sintesi l’Italia ha importato massicciamente immigrati, nonostante una crisi terrificante, e cio’ ha accelerato l’incremento di disoccupazione tra gli Italiani ed ancor piu’ tra gli Immigrati precedentemente arrivati.

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Gli altri paesi in difficolta’ (esempio Spagna, Irlanda, Portoganno) hanno iniziato politiche di rimpatrio, a prescindere che i governi locali siano di destra o di sinistra. Semplicemente in questa fase l’immigrazione massiva e’ un non senso economico.

 

UN IMMIGRAZIONE DI POVERACCI

A pagina 59 e 60 del rapporto c’e’ un quadro interessante: ma chi sono gli immigrati che arrivano?

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Ricapitoliamo:

Gli immigrati costituiscono appena l’1% di Dirigenti e Quadri ed il 2% dei Liberi Professionisti, ed il 3% degli impiegati

La percentuale di immigrati sale al 7% tra i Lavoratori in Proprio

Le percentuale di immigrati raggiunge ben il 23% dell’intera forza lavoro italiana tra gli Operai (addetti ad industria, costruzioni, braccianti) ed e’ ampiamente maggioritaria tra le badanti

Traduciamo:

Non importiamo Cervelli, anzi ne esportiamo. Invece importiamo massicciamente braccia (anche se magari non servono). 

 

In conclusione:

L’Italia non ha alcuna politica degna di questo nome sul fronte del’immigrazione. A differenza delle altre nazioni europee in difficolta’ che stanno rimpatriando immigrati, l’Italia continua a permettere una forte immigrazione in piena fase di crisi economica, che dal punto di vista economico e’ priva di senso, e causa forti problemi alle fasce deboli e popolari della popolazione italiana (tra giovani ed operai il tasso di disoccupazione e’ in crescita) e tra gli immigrati arrivati in precedenza (il cui tasso di disoccupazione e’ in crescita vertiginosa).

Da noi, i governanti dormono un sonno profondo e si perdono in discussioni su “Ius Soli”, col Minsitro paragonato all’Orango detto dall’ex-ministro autore del porcellum. Classe Dirigente Italiana di cialtroni e semplicemente Folle.

 

L’Italia necessiterebbe di una “governance” dell’immigrazione, che consenta:

A) di attirare immigrazione di cervelli e talenti, e non unicamente di braccia

B) di avere flussi di immigrazione nei momenti di espansione, riducentoli o azzerandoli nei momenti di crisi (eventualmente procedendo a rimpatri); in sintesi avere politiche immigratorie funzionali alle necessita’ dell’economia.

In Italia semplicemente non esiste alcuna “governance” dell’Immigrazione, e non e’ esistita in passato con nessun governo, a prescindere dal colore. A dire il vero non esiste sostanzialmente nessuna governance in nessun settore economico e sociale.

 

(*) Reload di articolo pubblicato su Scenarieconomici.it il 15 Luglio 2013.

By GPG Imperatrice

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