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Economia

Israele cancella i (pochi) dazi sulle merci Made in USA

Israele ha provato a placare Trump con un taglio dei dazi ai prodotti a stelle e strisce, ma senza sucesso, almeno per ora

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Israele  ha cancellato le sue rimanenti tariffe sulle importazioni dagli Stati Uniti, hanno detto i funzionari martedì, un giorno prima dell’annuncio di Trump sui dazi reciproci. Non sappiamo se poi i dazi del 17% annunciati ieri dal Presidente tengano conto della mossa, ma probabilmente non la consideravano.

La mossa necessita ancora della firma finale del ministro dell’Economia Nir Barkat e della commissione Finanze del Parlamento – entrambe attese – ma una volta effettuata “le tariffe su tutte le importazioni dagli Stati Uniti saranno cancellate”, ha detto l’ufficio del primo ministr

Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale e il più stretto alleato di Israele, con scambi bilaterali per 34 miliardi di dollari nel 2024.

Gli USA sono la meta maggiore dei prodotti israeliani (fonte Tradingeconomics)

Mentre sono la seconda fonte di beni importati


“La rimozione dei dazi sulle merci americane è un altro passo… per aprire il mercato alla concorrenza, per diversificare l’economia e per abbassare il costo della vita”, ha dichiarato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu in una dichiarazione congiunta con Barkat e il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

“Oltre ai benefici economici per l’economia e per i cittadini israeliani, l’attuale mossa ci permetterà di rafforzare ulteriormente l’alleanza e i legami tra Israele e gli Stati Uniti”.

Barkat ha dichiarato che l’abolizione delle tariffe è un passo complementare alle relazioni commerciali bilaterali “che promuoverà un’ulteriore cooperazione economica in futuro…”

Israele e gli Stati Uniti hanno firmato un accordo di libero scambio 40 anni fa e circa il 98% delle merci provenienti dagli Stati Uniti sono ora esenti da tasse. Il Ministero delle Finanze ha osservato che la riscossione dei dazi sulle importazioni statunitensi – soprattutto nel settore agricolo – ammonta a circa 42 milioni di shekel (11,3 milioni di dollari) all’anno. Una cifra ridicola, che vale la pena di sacrificare nel tentativo di migliorare i rapporti fra le due parti, e di abbassare al minimo i dazi che, attualmente, sono stati fissati al 17%.

Smotrich aveva già firmato un ordine per porre fine alle tariffe sulle importazioni statunitensi e aveva scritto a Barkat e al ministro dell’Agricoltura Avi Dichter chiedendo loro di sostenere la mossa.

Smotrich ha esortato i ministri a coordinarsi rapidamente con gli enti statunitensi competenti per attuare l’alleggerimento delle tariffe per evitare le potenziali conseguenze per le importazioni israeliane, dal momento che le tasse di Trump devono essere imposte sia a “Paesi amici che nemici”.

“La completa eliminazione delle tariffe sulle importazioni dagli Stati Uniti è un passo significativo per salvaguardare l’economia israeliana in un periodo delicato e per rafforzare i legami economici con il nostro più importante alleato, gli Stati Uniti”, ha dichiarato Smotrich.

Il Ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che la sua politica è quella di proteggere l’agricoltura locale e che potrebbe compensare gli agricoltori israeliani se le politiche tariffarie di Trump danneggiassero il settore.

Nello stesso tempo è difficile che un aumento delle importazioni dagli USA possa comportare un serio danno agli agricoltori israeliani, per banali ragioni climatiche.

Per ora gli USA non si sono sentiti obbligati a cambiare la propria posizione sui dazi, e voci della Casa Bianca hanno parlato di una mossa tardiva. Comunque questa è la base di partenza per ulteriori trattative.


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