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Intervista a Simone di Stefano presidente di Sovranità

distefano

 

Abbiamo intervistato Simone di Stefano, presidente del movimento identitario  Sovranità e candidato alla presidenza della regione Umbria alle ultime elezioni. Sovranità è l’espressione politica del movimento Casapound.

1) Prima di tutto Grazie mille per aver concesso questa intervista a Scenarieconomici.it. I risultati dell’ultima tornata amministrativa, per quanto parziali, hanno cambiato il quadro politico italiano. Come è andata per Sovranità/CPI e come leggete i risultati.
I risultati ci dicono che abbiamo grandi potenzialità se riusciamo a giocare la partita elettorale lontano dalle logiche del “voto utile”. In Umbria dove eravamo fuori dagli schieramenti e correvamo contro un centrodestra che aveva potenzialità di ribaltare una regione rossa da 70 anni, ci siamo fermati sotto l’1%. Dove non si presentava la logica del “voto utile”, ovvero dove c’era ballottaggio e l’elettore era libero di esprimersi al primo turno abbiamo sfiorato il 7% (Bolzano, Lamezia). Questo non vuol dire che dobbiamo per forza partecipare ai carrozzoni moderati, ma che dobbiamo essere inseriti in contesti “liberi” o vincenti per misurare l’effettivo peso elettorale del movimento politico.
Per noi il progetto vincente è un blocco nazionale con Salvini e tutti quelli che vogliono essere contro l’Euro e le folli politiche Ue.
2) L’Italia ormai dal 2011 è in crisi economica. La disoccupazione è al 13% e non è prevista in discesa, La disoccupazione giovanile è alle stelle. La prodotti interno lordo è al livello del 2006, gli investimenti privati sono a -28% rispetto al 2008. Qual’è, secondo voi, la causa della nostra situazione attuale ?
I motivi sono molteplici. Ne indico 3 per comodità.
Siamo in competizione diretta (e non facciamo nulla per proteggerci, anzi) con economie che non hanno le nostre stesse regole, i nostri salari, le nostre conquiste sociali, le nostre leggi per la sicurezza sul lavoro, per la sicurezza ambientale… Per usare solo due parole stiamo subendo una “concorrenza sleale”.
Siamo in competizione con economie che hanno la SOVRANITÀ monetaria, mentre noi abbiamo demandato la proprietà e la gestione della nostra moneta ad un organismo privato, la BCE, che non opera nell’interesse della nostra economia.
Il Capitale ha smesso di avere una funzione sociale, che è quella di far “girare” l’economia nell’interesse anche delle nazioni, e preferisce orientarsi sui mercati finanziari drogati da strumenti che ormai fanno somigliare le BORSE a quelle sale scommesse dove si può giocare su partite “virtuali” giocate da anonimi circuiti elettronici.
3) Ipotizziamo che fra un mese foste al governo, quali sono le 5 misure che assumereste?
Le riassumo semplicemente i passaggi in stretto ordine cronologico che per noi sono indispensabili per tornare ad una moneta italiana Sovrana.
1) Separazione fra banca commerciale e banca d’affari. Se vuoi giocare in borsa, lo fai coi soldi tuoi, non con quelli dei depositi.
2) Consentire alle aziende di Stato (Finmeccanica, Eni etc) di accettare in pagamento titoli di debito Italiano emesso in Euro, garantendo alle aziende il cambio dei titoli incamerati con la nuova moneta sovrana in 10 anni. Stringere accordi in tal senso anche con grandi gruppi privati italiani (Beretta, luxottica etc). Questo principalmente per evitare che il nostro debito in Euro sia “gettato” sui mercati da i nostri chiamiamoli “competitori” internazionali per causare “picchi” di spread.
3) Nazionalizzazione di Bankitalia, riportandola sotto il controllo dello Stato e assegnarli ruolo di prestatore d’ultima istanza nei confronti dei titoli emessi dallo Stato in nuova moneta Sovrana.
4) Uscita dall’Euro ed emissione della nuova moneta Sovrana. Possiamo chiamarla Lira, tallero, sovrano… Non importa.
5) Nazionalizzazione Autostrade (e ritiro unilaterale concessioni ad Atlantia ed altri privati), investendo tutti gli introiti in debito pubblico emesso in moneta sovrana. Obbligo per chi opera nel mercato Responsabilità Civile Auto di immobilizzare i capitali esclusivamente in debito pubblico emesso in moneta sovrana.
6) Protezionismo, pesante intervento pubblico in infrastrutture e ricerca, accordi bilaterali forti con Russia e Giappone.
Mi rendo conto che questo potrebbe crearci qualche problema con la Ue, ma francamente ce ne freghiamo.
4) La cronaca estera ed economica vede al centro il problema della Grecia e del suo possibile default. Se voste al posto di Varoufakis e di Tsipras, come vi comportereste ? Accettereste il memurandum di austerità della troika, dichiarereste default  o uscireste dalla UME (euro)?
Fortunatamente l’Italia non è la Grecia e noi siamo ancora una nazione industriale con un comparto pubblico forte, con cui attuare un piano di rientro del debito pubblico come illustrato prima.
La Grecia, per salvarsi può anche fare default e uscire dall’Euro, ma contemporaneamente deve accettare di diventare uno stato satellite della Russia.
E secondo me a questo punto non ci sono altre soluzioni per loro.
5) come giudicate il comportamento della BCE ? secondo voi sta facendo abbastanza per affrontare la crisi del sud europa?
La BCE non per me non dovrebbe neanche esistere. Comunque dubito fortemente che abbia le risposte giuste per una crisi europea che è prima spirituale e identitaria e poi economica. Una banca privata (BCE) che fa “alleggerimento quantitativo” nei confronti di altre banche private che sono in sofferenza non mi sembra una grande soluzione. Nei fatti le banche NON stanno facendo circolare denaro contante, ma se lo tengono ben stretto nei forzieri, dopo aver bruciato i risparmi dei correntisti nelle follie finanziarie stile “albero dei soldi” di collodiana memoria.
Grazie per l’intervista.

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