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INSTEX: LO SCHEMA FRANCO-ANGLO-TEDESCO PER INFINOCCHIARE WASHINGTON

 

 

Regno  Unito, Francia e Germania annunciano la creazione di Instex, un sistema per aggirare le sanzioni imposte da Washington sull’Iran per i sospetti tentativi del paese di realizzare armi nucleari. Il “Veihcolo” come viene chiamato, ha inizialmente la finalità di permettere il commercio, aggirando il sistema SWIFT, di prodotti alimentari ed umanitari non sottoposti all’embargo degli USA, ma l’obiettivo dichiarato dal ministro degli esteri tedesco Heiko Maas è quello di allargare lo strumento verso altri paesi e verso altri prodotti, anche coperti dal bando.

Instex, registrato da una settimana, è composto da un canale per i pagamenti dall’Europa verso l’Iran ed uno che si muove viceversa, da Teheran verso l’Europa. L’iniziativa è nata sotto l’egida della UE ed è una creazione presentata direttamente, ed abbastanza sfrontatamente, dalla responsabile della politica estera comune, Mogherini.

L’Europa non ha appoggiato la decisione di rompere il cosiddetto “Nuclear deal” fra Iran e resto del mondo, ma l’iniziativa europea, che anticipa le  pressioni USA sul sistema di pagamenti internazionali SWIFT, che, pur avendo sede in Belgio, più volte si è piegato a Washington bloccando i pagamenti di alcuni sistemi bancari nazionali e quindi escludendoli dal mondo. Instex vuole proprio evitare questo, permettendo di aggirare Washington.

Per ora Instex è una provocazione e nulla più, perchè legata a settori in cui il commercio non è considerato ostile da Washington. Il Segretario di Stato USA Mike Pompeo è stato abbastanza chiaro sulla volontà USA di punire qualsiasi azienda che faccia commerci con Teheran, e Hauwei, come sappiamo, ha già sentito la sua rabbia. Il messaggio quindi è rivolto a gruppi come Siemens, Maersk, Total, Daimler, Peugeot, Renault che hanno interessi in Iran e che non vorrebbero interromperli.

Renault Tondar costruita in Iran

L’Italia è temporaneamente esentata dal problema perchè ha avuto una sorta di esenzione per il commercio con Teheran, insieme alla Grecia ed al Giappone. Ora consideriamo alcuni fatto:

  • Carlos Gosh è stato arrestato quando voleva spingere aduna maggiore integrazione fra Nissan e Renault, praticamente un take-over. Il Giappone è uno stretto alleato degli USA…
  • La crisi del Venezuela non è casuale come  accadimento, perchè da un lato è avvenuta dopo l’elezione di Bolsonaro, quindi di un governo filo americano in Brasile, ma anche nel momento giusto per riaprire un fornitore internazionale di petrolio prima di agire verso il Medio Oriente;
  • nel 2019 potrebbe essere completato il gasdotto Nord Stream 2, fortemente voluto da Germania e Russia ed osteggiato da Polonia ed USA, sia per motivi strategici, sia commerciali, ora che gli US vorrebbero esportar Gas Naturale liquefatto;
  • ricordiamo che il trattato INF che è stato cancellato ora riguardava i missili balistici a medio raggio, quelli che mettono a rischio l’Europa, non gli USA. Berlino resta ancora più scoperta.

Come vediamo il gico si fa ancora più complicato. Un certo nucleo europeo vorrebbe opporsi a Washington e potrebbe essere pronto a tutto nel farlo, ma gli USA sono sempre stati un alleato generoso, o meglio più generoso dei vicini. Il gioco si fa veramente duro.

 


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