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INSIDER TRADING DE BENEDETTI-RENZI: I GIUDICI INSABBIANO di Francesca Romana Fantetti

La procura di Roma del solerte giudice Giuseppe Pignatone aveva di nascosto rattamente archiviato il reato di insider trading di Matteo Renzi e Carlo De Benedetti. I giudici Giuseppe Pignatone e Stefano Pesci avevano cioè prontamente archiviato il reato grazie al quale Carlo De Benedetti ha guadagnato ben 600 mila euro, cioè avendo avuto da Renzi la notizia preventiva del decreto d’urgenza – che urgente non era – sulla trasformazione delle banche popolari in società per azioni.

Ora è stato invece aperto, sempre da Pignatone e l’altro, un piccolo fascicolo contro chi ha riferito la faccenda e l’imbroglio di Carlo De Benedetti e di Renzi. Pur di scagionarli, i giudici della procura di Roma hanno addirittura messo per iscritto una ridicolaggine su cui possiamo davvero sghignazzare tutti, se non fosse vera tragedia, e cioè che se De Benedetti avesse davvero saputo da Renzi del decreto sulle popolari avrebbe investito più di 5 milioni di euro. Certo, De Benedetti avrebbe potuto investire tutti i soldi degli italiani, cioè i nostri soldi che i governi di sinistra mai eletti dagli italiani – Monti-Letta-Renzi-Gentiloni – e loro amici in affari gli hanno fatto avere ad esempio dalla banca sinistra Monte dei Paschi di Siena i cui debiti monstre vengono messi costantemente sul conto di noi italiani.

Mentre dunque l’illegittimo Renzi al governo con l’imbroglio arricchiva le tasche del fuggito all’estero De Benedetti, tessera numero uno del Pd dotato di bottino estorto agli italiani, Renzi stesso con Boschi, Padoan, Lotti e compagni mandavano, tramite distruzione del sistema bancario italiano per decreti d’urgenza che urgenti non erano, letteralmente a morire ammazzati, o meglio a morire suicidati, i risparmiatori italiani depredati e turlupinati.

Vale a dire che mentre i risparmiatori italiani venivano saccheggiati da Renzi- Boschi al governo, Renzi- Boschi medesimi davano a De Benedetti le informazioni utili per fargli lucrare 600 mila euro in un colpo secco grazie a speculazione truccata sui titoli delle banche, compresa Etruria. Il reato di insider trading, lo si ricorda qui, consiste nel sfruttare notizie riservate per trarne guadagni e punisce chiunque, nel caso specifico De Benedetti, che ha effettuato operazioni su strumenti finanziari sulla base di informazioni privilegiate acquisite in virtù della propria posizione.

Quindi, al contrario di ciò che hanno inteso nascondere i pm romani, nell’operazione di De Benedetti sulle popolari trasformate in società per azioni con decreto d’urgenza di Renzi- Boschi, c’è non solo l’intera fattispecie delittuosa del reato di insider trading ma, anche quelli di abuso di potere di Renzi- Boschi e compagni, di rivelazione di notizie sensibili, e del reato penale di strumentalizzazione della cosa pubblica per interessi economici e fini personali “politici” propri.

Si tratta cioè di reati puniti non solo penalmente ma che lo devono essere anche politicamente, con l’allontanamento dalla cosa pubblica dei rei ed il risarcimento di quanto causato. De Benedetti, si sarà ampiamente sdebitato con il bulletto illegittimo e compagni. Dal governo illegittimo tanto quanto dalla Svizzera Renzi- Boschi ordivano contro l’Italia e gli italiani). Ricoprendo un ruolo e la funzione pubblica – non a caso rubati – Renzi ha utilizzato la propria posizione e i pubblici poteri per conseguire e fare conseguire ingiusti vantaggi a Carlo De Benedetti tessera numero uno del Pd. Si controllino bene tutte le operazioni e i passaggi del periodo antecedente e successivo al decreto sulle popolari, soprattutto le contribuzioni ed i contributori alla fondazione Open di Renzi. Si guardino bene gli acquisti dei titoli delle banche popolari un po’ più distanti e non solo a ridosso della pubblicazione del decreto “d’urgenza” e, conseguentemente, si guardi chi ha realizzato ogni plusvalenza, tra chi frequentava Renzi, ad esempio dai tempi molto precedenti della Leopolda.

Si vedrà che il programma a frega italiani ed a vantaggio di alcuni sinistri, tra cui De Benedetti, era da tempo nelle corde di Renzi e compagni. L’intercettazione tra Carlo De Benedetti e il suo intermediario finanziario dopo le comunicazioni fornite dallo spione Matteo Renzi dimostrano in tal modo manifestamente il corto circuito ed il collasso del sistema marcio italiano in cui vorrebbe regnare un potere politico familistico e amorale costruito su scambi di favori e truffe agli italiani, informazioni privilegiate e tasse da orbi contro noi tutti, speculazione finanziaria e incassi economici e politici personali privati su operazioni e provvedimenti pubblici.

In Italia i giudici inventano di sana pianta i reati, si pensi al concorso esterno che nei codici non è scritto, non esiste, ma per il quale ad esempio Dell’Utri viene tenuto a marcire in galere, in compenso gli stessi giudici sinistri non indagano ed insabbiano – malamente, come si è visto – i reati codificati, cioè quelli che il legislatore ha votato ed inserito nei codici italiani, come il reato di insider trading. Per Renzi e De Benedetti i giudici seppelliscono gli italiani ed i nostri interessi, analogamente a quanto fatto già ad esempio per Roberto Rossi, il pm promosso procuratore di Arezzo, per i numerosi insabbiamenti ed archiviazioni a favore di papà Boschi e per Banca Etruria.

Gli italiani rimangono bistrattati, non tutelati né protetti, non difesi dai loro/nostri stessi giudici, paurosi pavidi e vili con De Benedetti. Che vogliamo fare? Come organizzarci?


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