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“Inquietanti analogie.” di R. SALOMONE-MEGNA

Le cronache di questi giorni, mentre arde la calura estiva, sono monopolizzate da due vicende che, di primo acchito, sembrano quanto mai distanti tra loro, ma in realtà sono partorite dallo stesso “pabulum” culturale.

Mi riferisco alla arcinota vicenda della nave Sea Watch 3 con le “spericolate” imprese del suo capitano, la fräulein Carola Rackete, e a quanto sta emergendo a Reggio Emilia, in Val D’Enza, con l’inchiesta “Angeli e Demoni” condotta dal p.m. Valentina Salvi.

Nel primo caso, una ricca giovane trentenne tedesca, appartenente alla upper class europea, infarcita di cosmopolitismo, archetipo della generazione Erasmus, infrangendo una mezza dozzina di leggi internazionali decide di entrare nelle acque libiche per prendere a bordo 52 sedicenti profughi.

Si ricorda che la guardia costiera libica aveva vietato questo accesso essendo l’intervento di soccorso in mare nell’area di sua competenza.

Ma il capitano tedesco, che sfoggia una capigliatura rasta di tutto rispetto, a capo di un equipaggio tedesco finanziato da una O.N.G. tedesca, su di una nave battente bandiera olandese, sceglie che deve essere lei ad intervenire, per poi fare rotta verso l’Italia.

Nonostante gli avvertimenti a non entrare in acque territoriali italiane, si dirige verso Lampedusa dove, trascorsi 17 giorni, attracca d’imperio dopo aver colliso con una motovedetta della Guardia di Finanza.

In 17 giorni avrebbe certamente compiuto il periplo dell’Africa, sarebbe arrivata in un amen in Tunisia oppure a Malta, abbondantemente avrebbe raggiunto la Francia ( Corsica ) e perfino l’ Olanda o la Germania.

Ma il capitano aveva deciso che l’unico porto sicuro fosse quello di Lampedusa.

E dico il capitano, non la capitana, come tanti hanno scritto e ripetuto, ricordando molto sommessamente che i sostantivi che indicano cariche e ruoli non hanno genere, ma sono neutri, per cui ne basta uno, checché ne dica l’ex Ministro dell’Istruzione, la tanto dotta Valeria Leggieri la quale, temendo di essere destinata all’oblio della storia, crede di passare ai posteri per la ribalda idea, di differenziare i titoli a seconda se si tratta di un uomo o di una donna.

D’altronde, stiamo nell’U.E. e quindi Deutschland über alles”, per cui Lampedusa era e Lampedusa sia. Tralasciamo tutti gli sviluppi successivi pro bono pacis.

Passiamo ora ai fatti orribili di Reggio Emilia, all’inchiesta “ Angeli e demoni” che ha coinvolto l’intero settore dell’affido della Val D’Enza.

Che orrore, che tristezza!

Dei giovanetti venivano sottratti ai propri genitori per essere affidati a delle case-famiglia.

Per operare la sottrazione della potestà genitoriale, si creavano situazioni di disagio domestico inesistenti, si ingeneravano addirittura nelle menti dei giovanetti ricordi di abusi mai avvenuti.

Il motivo?

Per ogni affido le onlus percepiscono una retta che va dai duecento ai quattrocento euro giornalieri.

L’acronimo di organizzazione non lucrativa di utilità sociale sa sempre di più di ossimoro.

Auri sacra fames! ( O esecrabile fame dell’oro! Virgilio Eneide)

E pensare che, quando ero giovane, associavo la città di Reggio Emilia alla magnifica canzone di Fausto Amodei “ Per i morti di Reggio Emilia”.

Cosa direbbero oggi i compagni Ovidio Franchi, Afro Tondelli, Marino Serri, Reverberi e Farioli, se uscissero dalla tomba, di fronte alle gravi responsabilità della classe politica reggiana?

Sarebbero attoniti per quanto contestato al sindaco Pd di Bibbiano (Reggio Emilia) Andrea Carletti, ai politici locali, ai medici, agli assistenti sociali, agli psicologi e agli psicoterapeuti delle onlus coinvolte.

Sarebbero basiti, sapendo che costoro come dei criminali della peggiore risma, sono accusati, a vario titolo, di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso.

Una volta sottratti ai propri genitori, alcuni bambini sono stati affidati a persone prive dei requisiti necessari tra cui anche esercenti di sexy shop e coppie di omosessuali.

E’ impossibile non indignarsi e non provare strazio quando creature innocenti tolti alle loro famiglie d’origine vengono consegnati ad adulti senza testa e senza cuore, così come risulta dalle intercettazioni ambientali della Procura.

Cosa direbbero i morti di Reggio Emilia, invocati da Fausto Amodei?

Questo non lo possiamo sapere, ma sicuramente coglierebbero l’abisso morale in cui è precipitata una certa sinistra italiana, quella radical chic, quella arcobaleno, che ha sostituito ai lavoratori i consumatori ed all’internazionalismo il cosmopolitismo, ai diritti sociali quelli civili, smarrendo per sempre gli antichi valori di tutela dei più deboli e degli indifesi.

Ma cosa collega il sindaco di Bibbiano alla Sea Watch3 ?

Il neoliberismo.

Mentre un tempo il capitalismo fordista e taylorista si fermava ai cancelli delle fabbriche, oggi il neocapitalismo pervade l’intera società, entra nella vita delle persone ed, al pari degli stati etici di inizio novecento, ambisce alla creazione dell’uomo nuovo.

L’uomo nuovo è una monade gaudente, immerso in un continuo presente, cosmopolita, giovalinista, senza patria, senza religione, senza famiglia, degno componente della società liquida.

Per Carola non devono esistere le frontiere, per il sindaco di Bibbiano ed i suoi accoliti la famiglia tradizionale, cellula costitutiva della nostra società, deve essere distrutta.

Tutti orridi figli del pensiero neocapitalista.

Mala tempora currunt!


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