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In otto mesi 1% della popolazione del Guatemala e dell’Honduras è entrata negli USA, e potrebbe arrivare al 25%

 

 

Secondo il capo della Homeland Security USA, Kevin McAleenan, dallo scorso settembre ben l’uno per cento di tutta la popolazione dell’Honduras e del Guatemala è entrata negli USA, come da luui stesso pubblicamente rivelato. Per una singola provincia del Guatemala la cifra arriva al 3%, in soli otto mesi.

Alla conferenza delle Americhe a Washington McAleenan ha posto in luce come si tratti spesso di famiglie deboli con figli a carico, che si mette a percorrere un cammino lungo per poi fermarsi a stazionare nei pressi dei confini USA e questo viene ad essere un’enorme problema di carattere umanitario, ma anche di sicurezza. Nel solo mese di marzo 2019 103,000 migranti irregolari sono arrivati negli USA, la maggior parte, circa il 90% dal confine sud con il Messico, ma il peggio deve ancora venire. Secondo una ricerca USAID circa un guatemalteco su quattro pensa di emigrare all’estero, e per la maggior parte lo farà negli USA. Si tratta di una massa di quattro milioni di persone, tale da stravolgere la demografia di interi stati USA, e parliamo di un solo paese centroamericano, senza considerare Honduras, Nicaragua ed El Salvador.

 

Un problema colossale che viene a mostrare le incrinature dell’apparato peer il controllo delle migrazioni USA, lento e permeabile, che permette a molti di restare senza però concedere nell’immediato o nel futuro uno status legale. Nello stesso tempo la risposta non può essere solo di carattere legale e/o normativo, anche perchè gli USA costituiscono un’attrazione troppo forte per paesi che non hanno nulla da perdere , o quasi.  La soluzione deve venire da una collaborazione con i paesi in questione ed il DHS ha posto in evidenza come uno sviluppo economico con l’espansione delle subforniture anche da quei paesi potrebbe fermare o controllare il flusso, ma quanto questa politica possa essere compatibile con l’America First di Trump è tutto da capire.

 


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