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IMU: Una ipotesi di strategia per aiutare i piccoli negozi

 

In una campagna elettorale che, sinora, non ha mostrato particolari spunti d’innovazione economica, qualcosa si è mosso. Matteo Di Benedetto, un giovane candidato al consiglio comunale di una grande città, ha avuto una buona idea che potrebbe portare ad un piccolo, ma utile, miglioramento delle prospettive economiche per piccoli negozi ed uffici.

Inutile negare che il piccolo commercio sia in crisi, soprattutto nelle aree più periferiche o con minor frequentazione. La desertificazione dei centri cittadini è sotto l’occhio di tutti, e questo fenomeno ha tre vittime: il commerciante, che cessa la propria attività e non ha più un introito economico; il proprietario dell’immobile, che spesso perde una fonte di reddito indispensabile e che, in molti casi, non è che un precedente proprietario dell’attività andato in pensione; la popolazione, che vede ridotta la propria sicurezza soprattutto in zone della città ridotte spesso a dormitorio con poche superfici commerciali – professionali presenti. Un tema che dovrebbe essere affrontato soprattutto dal governo centrale, ma in merito al quale qualcosa può essere fatto anche dai comuni. Vediamo la proposta di Di Benedetto:

“Consideriamo in via preliminare che attualmente l’aliquota IMU, volutamente deliberata dal Comune di Bologna, per le categorie catastali A 10 e C 1 è quella massima possibile per legge e cioè l’1,06% (che potrebbe aumentare all’1,14% per una serie di ragioni).

Aggiungiamo che nei rapporti di locazioni di negozi ed uffici il proprietario dei muri dovrà pagare l’IMU senza poterla dedurre dal suo reddito personale (la cui base imponibile è forfettariamente fissata al 95% del canone, pagando così l’IRPEF anche sull’IMU già pagata); non potrà accollare al conduttore le spese condominiali straordinarie; non potrà liberamente recedere dal contratto per almeno 12 anni; non potrà, salvo un caso particolare, adeguare il canone al 100% della variazione del tasso di inflazione come definito per legge.

Prendiamo quindi atto del fatto che l’IMU concorre fortemente ad aumentare il canone di locazione che il proprietario è costretto a chiedere al conduttore, fissandolo alle volte a cifre troppo alte soprattutto per le periferie, con il consequenziale rischio di sfitto.

Aggiungiamo che spesso il proprietario dei muri non può essere il commerciante-professionista il quale, soprattutto per le nuove attività, non può accollarsi gli oneri dell’acquisto dell’immobile.

Ciò detto, riteniamo che intervenire sull’IMU possa concorrere allo sviluppo di attività commerciali e professionali da parte o del proprietario del locale o di terzi che così prenderanno in locazione i muri a canoni ragionevoli.

Pertanto, nei limiti di quanto l’attuale normativa sembra consentire al Comune, ferme eventuali restrizioni sopravvenute e riservandoci la possibilità di procedere ad ulteriori variazioni dell’aliquota o delle categorie in base alle zone del territorio in cui sono siti gli immobili, proponiamo:

 

  1. l’azzeramento dell’aliquota IMU per immobili in categoria A 10 o C 1 con superficie catastale inferiore a 35 m² (escluse pertinenze) situati nel territorio comunale fuori dalla cerchia muraria;
  2. l’abbassamento allo 0,5% dell’aliquota per immobili con le caratteristiche di cui sopra situati dentro la cerchia muraria”,

 

per tutti i locali rientranti in dette categorie che risultino o dati in locazione o adibiti all’attività professionale o d’impresa del proprietario, avendo quale obiettivo combattere lo sfitto”.

L’Idea è buona di per sé, e potrebbe anche essere sviluppata in modo ulteriore con una “zonizzazione” più attenta della città e l’analisi delle zone in cui il piccolo commercio o le attività professionali sono più in sofferenza. In questo modo si potrebbero aiutare sia le piccole attività, sia i piccoli proprietari degli immobili, dando respiro in un periodo storico segnato da grandi difficoltà. La proposta ci piace e invitiamo anche i piccoli commercianti, i professionisti e i piccoli proprietari immobiliari di Bologna ad ‘ascoltarla’. Potrebbero trarne davvero un beneficio.

 

Matteo, in bocca al lupo per le elezioni. Per chi ne fosse curioso, Matteo è candidato a Bologna per la Lega

 

 


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