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Impero francese: referendum in Nuova Caledonia, Parigi vince

 

Al 90,23% del conteggio dei voti, il no all’indipendenza della Nuova Caledonia Francese, un piccolo paradiso nel Sud Pacifico vicino all’Australia, vince con il 96,32%, secondo il canale televisivo NC 1st. Quindi l’Impero francese non perde un petalo del suo potere, che prima pareva conteso dagli indipendentisti Kanak appoggiati dall’Australia.

I separatisti avevano annunciato che non sarebbero andati alle urne, adducendo l’impossibilità di organizzare “una campagna equa” e questo ha mandato in depressione gli indipednentisti. Anche il Covid è stato utilizzato nella campagna elettorale, nonostante, dopo una fiammata, non vi siano dei casi attualmente.

Il risultato della chiamata al boicottaggio del  FLNKS, il fronte di liberazione locale,  sembra essere stato seguito alla lettera. L’affluenza alle 17:00 si è attestata al 41,60%, in caduta libera rispetto ai referendum precedenti. I lealisti hanno quindi “Vinto facile”, ma la vittoria stessa ha perso significato.

A giugno a Parigi comunque le parti avevano parlato di un  “un periodo di stabilità e convergenza” che porterà a un  “referendum di progetto” entro giugno 2023, che, in caso di si domenica, riguarderebbe la costituzione di un nuovo Stato e, in caso negativo, su un nuovo statuto della Repubblica. a questo punto quindi, al massimo, ci sarà un cambiamento dello stato del Territorio d’Oltremare che, comunque, resterà francese. Comunque il FLNKS rifiuterà di incontrare i ministri del governo Macron almeno sino alle elezioni presidenziali dell’aprile 2022.  “Alcuni dei partiti indipendentisti non vogliono negoziare prima delle elezioni presidenziali: ne prendiamo atto. Lo Stato non intende confondere velocità e fretta neanche in questa importante fase. La dichiarazione di Parigi del 1 giugno in arrivo per garantire la fine dell’accordo di Noumea consente di prevedere questo periodo di transizione fino a giugno 2023”, è stato indicato nell’entourage del ministro.

Qualunque sia il risultato del referendum, “il giorno dopo, ci sarà vita insieme” con la Francia, in particolare “data la realtà geopolitica della regione”, ha assicurato giovedì il presidente Emmanuel Macron.

Questo referendum fa parte di un processo di decolonizzazione iniziato nel 1988 dopo diversi anni di violenze tra i Kanak, il primo popolo, e i Caldoche., cioè i discendenti dei colonizzatori francesi, di origine europea. Questi scontri culminarono nella presa di ostaggi e nell’assalto alla grotta di Ouvéa nel maggio 1988 (25 morti). L’ONU considera la Nuova Caledonia come un “Territorio da decolonizzare” dall’interferenza francese. per poterlo consegnare direttamente a USA e Australia…


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