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IMMOBILI COMMERCIALI: ARMAGHEDDON DAGLI USA ALL’ITALIA.

 

Il 2017 sarà probabilmente il peggior anno per il commercio al dettaglio USA . Secondo The Economic Collapse Blog  più di 300 catene del dettaglio USA hanno dichiarato bancarotta nel 2017, e non siamo che a giugno . Si tratta di 8640 negozi chiusi , con intere Mall, centri commerciali, abbandonati a se stessi.

La successiva era la più grande mall negli USA quando venne aperta, vi lavoravano 5000 persone

 

 

 

 

Se pensate che si tratti di chiusure che non hanno nessun impatto lavorativo, una delle chiusure più recenti riguarda la catena Gymboore, che in Italia è una perfetta sconosciuta e  che, entrando in amministrazione controllata, chiuderà 800 dei suoi 1200 negozi, licenziando la gran parte dei suoi 11 mila dipendenti.

Si calcola che negli USA il 20% delle Mall chiuderà nei prossimi 5 anni, con una ricaduta anche finanziaria terrificante. Non si tratta della ricaduta di Amazon, che ormai opera a pieno regime da più di 10 anni, ma di qualcosa di più profondo, di una riorganizzazione del commercio. A questo punto la situazione appare come una ripetizione del 2007, o del 1929: la borsa ai massimi, ma l’economia reale annaspa .

In Italia abbiamo una rivoluzione simile nei centri città, dove è sfitto un negozio su 4. Questo eccesso di offerta ha portato ad un leggero riaggiustamento degli affitti, ma solo parziale.

Naturalmente la situazione viene a variare da città a città :

Ora se Milano ha tenuto un po’ di più , ci sono città in cui si è quasi dimezzato, quali Genova. Qualcuno penserà che è giusto che qualche ricco capitalista paghi per la crisi, ma spesso questi negozi sono di proprietà di famiglie dai redditi medio bassi, magari i precedenti conduttori, per cui gli introiti ne costituivano l’unico reddito. La proposta per introdurre una cedolare secca sugli affitti commerciali provenienti dallo stato di sfitto  non è mai stata realmente discussa.

In Italia a pagare quindi sono per ora i centri cittadini e la classe media, che comunque costituiva l’asse portante del Paese, anche nei consumi. Comunque è sempre più evidente che ora la crisi si sta spostando anche sulle mall italiane. L’ennesimo colpo a chi parla i “Ricchezza” dell’Italia  degli italiani  citando le proprietà immobiliari

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