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Immaginare un futuro eutopico

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Mi ha stimolato questa riflessione Carlo Freccero, con un articolo che ha scritto su L’Antidiplomatico, dal titolo “Le élite sono il nuovo Mago di Oz”, che trovi QUI . Inizia con questa frase: “C’è una sorta di paradosso che riguarda i grandi progetti, utopici o distopici, in corso di realizzazione oggi: sono al centro della scena, ma nessuno è in grado di vederli“.

Quanto più un progetto per il futuro è messo in bella mostra, tante più persone non riescono a vederlo, per questo Carlo Freccero fa riferimento alla “Lettera rubata” di Edgar Allan Poe e alla storiella de “Il Re è nudo”. In realtà oggi siamo anche in presenza del classico “Elefante nella stanza“, perché esiste un progetto “distopico” che viene portato avanti da un piccolo gruppo di persone a livello mondiale, ma nessuno ne parla o ne discute, come se non esistesse, mentre invece potrebbe avere conseguenze disastrose per l’intera umanità.

Intanto chiariamo la differenza tra utopia, eutopia e distopia:

  • utopia, dal greco antico ou (non) e tópos (luogo), significa “non-luogo”, è un assetto politico, sociale o religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale, meta puramente teorica e del tutto irraggiungibile;
  • eutopia, dal greco antico  (buono o bene) e tópos (luogo), significa quindi “buon luogo”, è un assetto politico, sociale o religioso migliore presente nella realtà o comunque raggiungibile;
  • distopia, dal greco antico dys (cattivo o negativo) e tópos (luogo), significa quindi “cattivo luogo”, è un assetto politico, sociale o religioso peggiore presente nella realtà o comunque raggiungibile.

Lasciamo stare le utopie, che proprio perché sono puramente teoriche e del tutto irraggiungibili, sono considerate un futuro non realizzabile nella realtà, e proviamo invece a ragionare su eutopie e distopie, che in fondo sono due facce della stessa medaglia: un progetto può essere eutopico per alcuni, ma contemporaneamente distopico per altri. In particolare il progetto The Great Reset portato avanti dal WEF è sicuramente “eutopico” per la ristretta cerchia di soggetti che lo hanno ideato, perché permette loro di seguitare ad arricchirsi a scapito di tutti gli altri, mentre è certamente “distopico” per la maggior parte della popolazione mondiale che ne subirà le conseguenze.

Non voglio entrare nel merito di questo progetto che viene portato avanti con l’obiettivo di mantenere il controllo su tutto il resto dell’umanità e favorire gli interessi di pochi privilegiati. Da un certo punto di vista può anche essere comprensibile che vogliano aumentare e consolidare il potere che hanno.

Il problema è chiedersi come mai nel resto della popolazione, anche tra quelli che criticano apertamente questo progetto e lo temono, non c’è nessuno che provi mai ad ipotizzare un progetto alternativo che sia altrettanto realizzabile.

In fondo sappiamo che non esiste la realtà, ma solo la nostra percezione. Quindi c’è un rapporto molto stretto tra la nostra percezione e la realtà, tra la nostra capacità di immaginare il futuro e la sua possibile realizzazione. Se analizziamo tutti i grandi cambiamenti dell’umanità, scopriremo che sono sempre avvenuti perché alcune persone hanno cominciato a immaginarli, aggregando poi intorno a questa loro visione altre persone. E solo quando questa visione è stata condivisa da un numero di persone sufficientemente ampio, superiore ad una certa “massa critica”, allora si è realizzata.

Il problema è che oggi, purtroppo, abbiamo tutti perso questa capacità “visionaria” di immaginare il futuro che vogliamo, condizionati anche dal fatto che tutti i mezzi di informazione fanno di tutto per eliminare dalla discussione qualsiasi forma di pensiero critico alternativo rispetto alla versione mainstream.

Il risultato è che la realizzazione di un futuro “distopico”, che la maggior parte della popolazione non vorrebbe, diventa ineluttabile solo perché non riusciamo ad immaginarne un altro alternativo. In sostanza quello immaginato e comunicato da chi disporre di tutti i mezzi di informazione principali, diventa praticamente l’unico possibile e realizzabile.

Se invece vogliamo realizzare un futuro diverso e migliore per noi e per i nostri figli, dobbiamo cominciare prima di tutto ad immaginare un futuro alternativo a quello proposto dal mainstream, possibilmente “eutopico” per la maggior parte delle persone e certamente non “distopico” come quello che ci viene propinato ogni giorno, basato sulla paura del Debito, della CO2 e dei Virus, che hanno tutti una unica conseguenza: sottrarre risorse per arricchire poche persone a scapito di tutte le altre.

Oggi la nostra società è basata sul denaro, sul debito che questo denaro genera, ma anche e soprattutto sul profitto e sulla rendita finanziaria a tutti i costi, che generano tre grandi distopie: disoccupazione, disuguaglianza e distruzione dell’ambiente.

Per progettare e realizzare un futuro diverso e migliore per tutti, dobbiamo prima di tutto mettere al centro dei nostri obiettivi le persone ed il loro benessere, cercando poi gli strumenti necessari per massimizzare la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi, utilizzando in modo sostenibile le risorse scarse che abbiamo, ma potendo contare su tutte le innovazioni industriali, tecnologiche ed informatiche che conosciamo.

In questo libro scritto all’inizio del 2022, abbiamo provato a delineare un The Great RE-BEST alternativo al The Great Reset, caratterizzato da una Rinascita Economica per un Benessere Equo e Sostenibile per Tutti e basato sullo sviluppo di nuovi strumenti di scambio innovativi e tecnologici per favorire gli investimenti nell’economia senza debito verso i mercati finanziari. Il libro è disponibile sul nostro sito Moneta Positiva, sia in versione cartacea che elettronica, anche in inglese, previa piccola donazione alla nostra associazione:

Libri Moneta Positiva

Il progetto nel libro è illustrato in n.12 passi:

  • 1° passo – Economia e benessere
  • 2° passo – I falsi miti dell’economia
  • 3° passo – Il debito è il tumore della società
  • 4° passo – Analisi e cause delle crisi
  • 5° passo – Il piano di autofinanziamento interno
  • 6° passo – Banca pubblica MCC+BPB+MPS
  • 7° passo – Conti Correnti Fiscali
  • 8° passo – Conti Correnti di Risparmio
  • 9° passo – Piattaforma “Conto Italia”
  • 10° passo – Benessere Equo Sostenibile per Tutti
  • 11° passo – La società che vogliamo realizzare
  • 12° passo – Il mondo che immaginiamo nel futuro

Il progetto è stato illustrato anche in questo seminario tenuto alla Facoltà di Economia di Siena il 4 aprile 2022, dove ho provato ad illustrare il The Great RE-BEST agli studenti attraverso una serie di semplici slides. Dobbiamo e possiamo immaginare un futuro diverso e migliore di quello verso il quale stiamo andando, nella speranza che sempre più persone si convincano dell’importanza di progettare e realizzare il futuro che vogliamo per il nostro meraviglioso paese.

LORO non molleranno facilmente, ma NOI non molleremo MAI,

Fabio Conditi

Presidente dell’associazione Moneta Positiva

https://monetapositiva.it/

 


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