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Il virus del Covid-19 in calo nelle acque reflue USA.

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Mentre la pandemia di COVID-19 continua a influenzare la vita quotidiana in tutto il mondo, soprattutto per le imposizioni delle autorità,  i dati relativi ai livelli del virus nelle acque reflue stanno segnalando un calo deciso.

Secondo i dati forniti da Biobot Analytics, una piattaforma che monitora il COVID-19 attraverso le acque reflue, i livelli del virus SARS-CoV-2, responsabile dell’infezione da COVID-19, sono diminuiti del 5% nelle due settimane tra il 30 agosto e il 13 settembre negli USA. Questo potrebbe sembrare una buona notizia, ma è fondamentale guardare oltre.

Amy Kirby, responsabile del Sistema nazionale di sorveglianza delle acque reflue presso i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), aveva precedentemente affermato che una percentuale significativa di persone con COVID-19 rilascia RNA virale nelle feci, contribuendo all’analisi delle acque reflue come strumento per monitorare la diffusione del virus. I dati del CDC mostrano che i siti di acque reflue in cui i livelli del virus sono aumentati dal 10% al 99% sono diminuiti tra il 30 agosto e il 12 settembre. Tuttavia, i siti in cui i livelli del virus sono aumentati del 100% o più hanno mostrato una tendenza ad un aumento nel numero. Questo significa che c’è un minor numero di focolai rilevanti, ma questi sarebbero più intensi.

Questi dati sarebbero da interpretare con attenzione nei risultati e sarebbe interessante sapere, in tempo reale, quello che sta anche accadendo in Italia. Purtroppo i nostri dati vengono diffusi con un certo ritardo. Comunque l’estate sta finendo, anzi è finita, e il fatto di stare al chiuso potrebbe essere coerenze con una concentrazione dei contagi in aree concentrate, come accade anche con le malattie stagionali. Purtroppo in Italia cisi è concentrati solo sulle notizie sulla variante Pirola, senza invece specificare quanto sia diffuso realmente il virus.

 

 


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