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Il Tesoro impone sanzioni a 18 banche iraniane. Eliminate dal mercato del dollaro

Giovedì il Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato nuove sanzioni contro altre 18 banche iraniane, secondo il sito web del dipartimento, al fine di “fermare l’accesso illecito ai dollari statunitensi”.

Questo dopo che il mese scorso, secondo quanto riferito, l’amministrazione Trump stava valutando sanzioni aggressive sull’intero sistema finanziario iraniano, essenzialmente cercando di tagliare la Repubblica islamica completamente dal mondo esterno. Così ora sembra che Washington si stia muovendo per inserire effettivamente nella lista nera l’intero sistema finanziario iraniano in questo ultimo colpo devastante.

“Come parte di questa azione, l’OFAC ha sanzionato sedici banche iraniane per aver operato nel settore finanziario iraniano e una banca per essere posseduta o controllata da una banca iraniana autorizzata”, ha annunciato il Tesoro degli Stati Uniti. “Inoltre, l’azione di oggi include la designazione di una banca affiliata all’esercito iraniano sotto l’autorità di contro-proliferazione del Tesoro”.

I nomi delle diciotto banche appena sanzionate, inclusa la Hekmat Iranian Bank, l’istituzione chiave che si dice sia al servizio  delle forze armate iraniane e il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, sono elencati sul sito web del Tesoro degli Stati Uniti.

“I nostri programmi di sanzioni continueranno fino a quando l’Iran non interromperà il suo sostegno alle attività terroristiche e terminerà i suoi programmi nucleari”, ha continuato la dichiarazione del Tesoro. Ha inoltre affrontato le accuse secondo le quali Washington così venga ad interrompere gli aiuti ed i rifornimenti essenziali per il popolo iraniano, affermando che comunque il blocco “continuerà a consentire transazioni umanitarie a sostegno del popolo iraniano”.

Questa affermazione è stata comunque fortemente contestata dagli iraniani, che hanno chiamato gli USA ipocriti affamatori:

La mossa segna una divergenza forte fra le politiche di Trump e quelle promesse da Biden: mentre il primo appare durissimo nei confronti di Teheran, pur  non arrivando allo scontro militare, il secondo sembra essere disposto a cedere alla pressioni europee ed iraniane ed a rientrare nell’accordo nucleare.


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