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Il cortocircuito della magistratura nel caso Robin Tax (e Kercher): encore, con il pareggio di bilancio in costituzione siamo a rischio “golpe legale”?

Vorrei tornare su un argomento già dibattuto in passato*, ossia il rischio insito nell’avere introdotto il pareggio di bilancio in Costituzione. E questo in relazione a come il sottoscritto intende i principi di giustizia oltre che di buon senso anche derivanti dalla stucchevole sentenza su Meredith Kercher da parte della nostra Magistratura, vedasi oltre – la sensazione di sdegno non è solo della cittadinanza italica, … -.

In breve, è bene chiarire a tutti ancora una volta come la Corte Costituzionale – e quindi l’intera magistratura – rischi di fare cortocircuito (– anzi lo ha già fatto, le prove purtroppo ci sono –). Sostanzialmente la nostra Costituzione contiene tutti i dettami per una legge giusta e non prevaricante, per quanto riguarda lo Stivale che diventò moderna Repubblica la storia della Carta Costituzionale – in termini riduttivi – ha le radici a partire dallo Statuto Albertino (…), con successive evoluzioni fino ad arrivare alla Carta attuale. Ricordo gli studi classici in cui veniva insegnato che prima degli antenati della Costituzione il sovrano arrivava ad avere potere assoluto, memento il jus primae noctis... Chiaramente la Carta Costituzionale dovrebbe garantire equilibrio e chiarezza, vera base del nostro diritto. Or dunque, accanto ai principi tradizionali, Mario Monti su richiesta europea inserì nel 2012 nella nostra Costituzione anche il pareggio di bilancio, unico paese in crisi ad averlo fatto, anzi unico paese ad averlo voluto nella Costituzione in maniera così diretta ed immediata.

Cosa comporta questo? Semplice, che le decisioni in punta di diritto che possono avere ripercussioni sulle finanze pubbliche e sul pareggio di bilancio possono essere piegate alle esigenze finanziarie dello Stato. E visto che i limiti di bilancio ce li mette e ce li metterà l’Europa di fatto significa che la nostra Costituzione sarà il vero baluardo [insormontabile] che ci obbligherà al rispetto dei dettami euro-austeri. Alla fine, pensateci bene, perchè si fa causa? Perchè si chiede giustizia? Forse per sfizio? O per principio? No, si chiede giustizia per cercare una punizione e comunque per fare in modo di ottenere la riparazione di un danno. Ora, guardiamo il caso della Robin Tax: essa è stata dichiarata illegale dalla Corte Costituzionale. Mi sono preso lo sfizio di andare a vedere cosa ha scritto un’azienda tedesca a bilancio in relazione all’interpretazione data dalla Corte italiana; ho preso dunque l’azienda utility (settore elettrico e gas) più grande della Germania attiva in Italia. In pratica anche i tedeschi sembrano non capacitarsi della ratio della decisione che ha riconosciuto da un parte anticostituzionale l’applicazione di detto provvedimento ma dall’altra parte ha riconosciuto la clausola ex nunc, ossia che comunque nulla è dovuto in riparazione del danno alle aziende che hanno pagato tale tassa, appunto, contro la Carta Costituzionale. E questo perchè? La Corte è stata chiara richiamando nelle motivazioni il fatto che, stante l’incostituzionalità, se fosse stato reso quanto pagato a causa di una legge errata ci sarebbero stati problemi di bilancio per l’Italia.

Dunque, nel caso in esame le aziende che hanno speso soldi per il ricorso costituzionale hanno avuto solo la soddisfazione di aver ragione ma alla fine non ottengono nulla di materiale: anche se tale tassa era anticostituzionale avendola già pagata non verrà restituita. Ben inteso, con la sola soddisfazione non si cresce e non si fa occupazione.

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Quanto accaduto è gravissimo. Bisogna che tutti sappiamo che la Corte valuterà anche in futuro nelle sue decisioni gli effetti dei limiti di bilancio imposti dall’Europa. Ciò significa che alla fine tutti i cittadini che potranno veder leso un principio costituzionale potranno magari avere ragione ma rischiano di non aver nessun indennizzo soprattutto se dovesse essere troppo cospicuo, nessuna riparazione del danno se la Corte riconoscerà – vedasi Robin Tax – la preminenza del pareggio di bilancio. Immaginate che si decida di tagliare le pensioni in modo anticostituzionale a causa della crisi, magari durante una situazione di emergenza post crack greco là da venire: stante la ratio della Robin Tax, beh, fate voi….

Capite la gravità della situazione? Questo è un paese in crisi di valori, lo stesso paese che a questo punto non casualmente nel caso Meredith Kercher – per la cui sentenza mi vergogno di essere italiano – ha condannato una persona per concorso in omicidio (persona di colore, che ha patteggiato non avendo probabilmente le risorse per pagarsi l’avvocato Bongiorno) senza che alla fine ci sia nessun condannato per l’omicidio in quanto i due unici imputati sono stati assolti! Vergogna nazionale! Mi domando davvero a cosa sia servito il sangue dei nostri avi periti per avere una Costituzione viste le situazioni sopra descritte…

Razionalmente questo paese fa paura, si rischia una deriva autoritaria del tutto legale e tutti noi possiamo esserne vittima (a quando un esproprio dei beni a termini di legge?). Anzi, probabilmente ci siamo già nella deriva autoritaria. Come faro per il futuro, ritengo che ancora una volta la storia ci venga incontro, ancora una volta ricordando le gesta di eroi del nostro glorioso passato. In questo caso vorrei scomodare Publio Cornelio Scipione detto l’Africano, colui che sconfisse Annibale, il quale dopo essere stato variamente perseguito dai magistrati, prima di andare in auto-esilio pronunciò le fatidiche – e molto attuali – parole:

Ingrata Patria, non avrai le mie ossa

Meditate gente, meditate.

Jetlag per Mitt Dolcino

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*https://scenarieconomici.it/sentenze-agcom-sulle-tariffe-quelle-robin-tax-i-primi-sintomi-deriva-autoritaria-attuata-per-via-giudiziaria-finalizzata-pagamento-debito-per-restare-nelleuro/

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