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IL REGALO DEL GOVERNO ALLE BANCHE CON LE NORME EMERGENZIALI SUL PROCESSO CIVILE (di Giuseppe Palma)

Non ne ha parlato nessuno, tranne io e Paolo Becchi nel nostro ultimo libro.

Dall’8 marzo c’è l’obbligo per gli avvocati di pagare il contributo unificato e i diritti esclusivamente con STRUMENTI INFORMATICI (sostanzialmente con la carta di credito): un regalo alle banche  che prima non c’era, poco meno di 2 € ad ogni transazione.

Fino al 7 marzo, infatti, se l’avvocato decideva di iscrivere la causa a ruolo (civile) con strumenti telematici, poteva scansionare il contributo unificato e la marca per diritti (i tagliandini della Lottomatica) con ZERO commissioni. Alla prima udienza, o appena passava in cancelleria, consegnava gli originali dei tagliandini della Lottomatica.

Dall’8 marzo non è più possibile perché non solo è prevista l’obbligatorietà dell’iscrizione a ruolo per via telematica (fino al 7 marzo vigeva il più che giusto doppio-binario cartaceo/telematico), ma anche il pagamento con STRUMENTI INFORMATICI del contributo unificato e dei diritti, con un regalo alle banche dal quale nessun avvocato può sfuggire trattandosi di un obbligo.

Il processo civile italiano, dal 30 giugno 2014, è uno dei più DIGITALIZZATI d’Europa: esiste infatti da sei anni a questa parte l’obbligo del DEPOSITO TELEMATICO di tutti gli atti endoprocessuali (in buona sostanza 7 atti su 8, dove per l’ottavo – l’iscrizione a ruolo – esisteva fino al 7 marzo il doppio-binario).
Che bisogno c’era di prevedere ulteriori obblighi in tal senso profittando della scusa dell’emergenza, stante tra l’altro la condivisibile sospensione dei termini processuali dal 9 marzo all’11 maggio?

Trattandosi di norme emergenziali, che per legge esauriscono la loro efficacia il 30 giugno, mi auguro che non vengano in alcun caso prorogate e che il governo non le tramuti in norme valevoli anche dopo il periodo d’emergenza. Sarebbe inaccettabile!

Non ne ha parlato nessuno, tranne io e Paolo Becchi nel nostro ultimo libro “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

Giuseppe PALMA

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Qui un mio VIDEO sull’argomento (su facebook):

CORONAVIRUS E GIUSTIZIA: LA FINE DEL DIRITTO DI DIFESA La giustizia è stata completamente abbandonata. Gli avvocati sono stati messi nelle condizioni peggiori. Eppure, tanto per non dimenticare, il processo penale è a garanzia dell'imputato: esiste solo a sua difesa, non di certo per il giudice o il PM. Sono Beccaria e Filangieri ad essere calpestati.La giustizia civile è messa ancora peggio, con norme assurde e senza senso (l'obbligo del pagamento del contributo unificato esclusivamente con strumenti informatici è un palese regalo alle banche).Tutto questo è condito da innumerevoli protocolli, talvolta incomprensibili, che mutano da tribunale a tribunale.Il peso del #coronavirus nell'ambito della #giustizia è stato scaricato esclusivamente sugli avvocati, i quali – nell'esercizio del diritto di difesa – sono indispensabili. Senza avvocati e senza difesa non può esistere il processo, tant'è che l'art. 24 della Costituzione definisce il diritto di difesa come INVIOLABILE. Giuseppe PALMA

Gepostet von La Costituzione – Pagina dell'avv. Giuseppe Palma am Sonntag, 24. Mai 2020

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Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

Qui i link per l’acquisto:

http://www.historicaedizioni.com/libri/democrazia-in-quarantena/

https://www.ibs.it/democrazia-in-quarantena-come-virus-libro-paolo-becchi-giuseppe-palma/e/9788833371535

https://www.mondadoristore.it/Democrazia-quarantena-Come-Giuseppe-Palma-Paolo-Becchi/eai978883337153/

https://www.libreriauniversitaria.it/democrazia-quarantena-virus-ha-travolto/libro/9788833371535

 

 


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