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Il reddito di cittadinanza. Secondo me (un corsivo di Giuseppe Palma)

Come ben sapete, in linea di principio non sono affatto d’accordo col reddito di cittadinanza, ma c’è da dire che nel 2019 quasi 1,7 mln di disoccupati percepiranno 780 euro al mese, che diventeranno più di 1.000 per i nuclei familiari. Ciò produrrà un interesse da parte dello Stato nel creare le concrete condizioni per mettere il percettore del sussidio a trovare lavoro. E non a mille km da casa ma, nelle prime due offerte dignitose che i centri per l’impiego andranno ad individuare, rispettivamente non oltre i 100 e i 250 km dalla residenza, salvaguardando in tal modo la famiglia e il legame col territorio. Insomma, lo Stato sarà attore principale nella ricerca del lavoro. Un primo colpo ben assestato al neoliberismo imperante da oltre due decenni.
Inoltre, l’obbligo di spendere nel mese l’intera cifra del reddito percepito produrrà effetti positivi sulla domanda interna, che Pd e falsi europeisti negli ultimi anni hanno letteralmente distrutto.
Non a caso sono proprio il PD e la finta sinistra che impazziscono perché, dei disoccupati, oramai non si occupavano più da diversi anni. Coloro che oggi lanciano il progetto “siamo europei“, tanto per citarne una, sono gli stessi che votarono il Fiscal compact e il pareggio di bilancio in Costituzione. E che diedero in un colpo solo 20 miliardi alla banche dimenticando completamente i bisogni degli italiani.

Io resto contrario al reddito di cittadinanza (avrei preferito un forte choc fiscale accompagnato dalla totale decontribuzione per 5 anni per i nuovi assunti a tempo indeterminato), ma per onestà intellettuale non posso nascondere che il RdC contiene, quantomeno nelle intenzioni, non pochi aspetti positivi.

Intanto la sinistra (Pd e affini), che pubblicamente abbraccia gli Stati Uniti d’Europa proponendo in tal modo la fine della Repubblica, si allontana sempre più dai popoli per cercare di portare a compimento gli scopi delle élites.

Giuseppe PALMA


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