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IL PACCHETTINO FISCALE: pannicelli caldi senza un disegno, il grosso rischia di essere uno spreco

il Governo “Salvo intese” dà l’ennesimo calcio al barattolo mandandolo avanti con la cassa integrazione, ma facendo ben poco per una soluzione veramente definitiva del problema economico ed occupazionale italiano. Solo una o due misure hanno senso da questo punto di vista, il resto sono soldi praticamente al vento.

Partiamo da quello che è utile:

  1. la decontribuzione del 30% al Sud sul lavoro dipendente può avere un senso, anche se continuiamo con una politica “Supply side” che si rivela insensata senza una ripresa della domanda. Inoltre la misura è finanziata solo fino a fine anno, rimandando l’eventuale estensione al 2025 ed oltre, ma in forma ridotta, e Sub Judice di Bruxelles, tanto per non farsi mancare nulla;
  2. rinnovo del “Reddito di emergenza”, di 400 o 800 euro…. che sembra molto una paghetta elettorale per il Sud. Lo metto fra gli utili, anche se magari poteva essere studiato qualcosa di diverso.
  3. 1,67 miliardi a comuni ed aree metropolitane, quattro soldi che vanno almeno a chi poi li spende sul territorio.

Vediamo quello che è inutile e/o dannoso:

  1. 500 milioni per il settore auto diretti all’acquisto di auto con basse emissioni o emissioni nulle. quindi diamo un contributo diretto alle aziende straniere che producono auto. Ricaduta sul morente sette italiano pari a zero, ma bisogna fare finta di fare qualcosa;
  2. Il 50% dei versamenti e dei contributi sospesi a marzo, aprile e maggio dovranno essere saldati entro il 16 settembre in un’unica soluzione o in quattro rate mentre il restante può essere spalmato in 24 rate a partire da gennaio 2021. Quindi da settembre le aziende avranno un bel po’ di incremento del peso contributivo. Proprio quello che ci vuole. Sono stati inoltre differite al 15 ottobre 2021 i termini per la ripresa della riscossione fiscale dopo la sospensione dei termini dei versamenti da cartelle di pagamento e dagli avvisi esecutivi sulle entrate tributarie. quindi fra due mesi arriveranno i famosi C’è inoltre la proroga fino al  31 dicembre dell’esenzione di Tosap e Cosap per le attività di ristorazione danneggiate da Covi- Praticamente la carità e comunque è solo un rinvio di qualche mese;
  3. Prorogata fino al 31 gennaio 2021 la moratoria su prestiti e mutui per le Pmi. Il termine, originariamente fissato al 30 settembre 2020, viene esteso fino al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico. Quindi avranno qualche mese in più per organizzare il proprio fallimento, per riorganizzare i libri contabili prima di portarli in tribunale, perchè dopo un’estate al minimo, quando è andata bene, non si capisce perchè dovrebbero andare avanti;
  4. possibile cessione di Sace al ministero dell’Economia e delle Finanze. Il progetto è un riassetto della società di assicurazione crediti e sostegno all’export, ora sotto l’ombrello di Cassa Depositi e Prestiti. Un’operazione da 4,5 miliardi di euro. D’altronde già oggi, per effetto delle previsioni del decreto Liquidità, Sace pur restando formalmente sotto le insegne di Cdp fa di fatto capo al Mef. Quindi alla fine coi soldi pubblici si sono fatti un giochetto di potere interno al governo, parte della gara fra PD e M5s;
  5. Fondo cashback per i pagamenti digitali incrementato a 1,7 miliardi. Una mancetta demagogica.

Alla fine dei 25 miliardi il grosso, speso senza un disegno preciso e distribuito in una serie di mancette, se ne sprecano fra il 50% ed il 60%. Niente politica industriale, niente piani organizi di rilancio, nessun piano di ripresa economica organico, nessun strumento monetario. Piccole mance che asciugano risorse senza nessun scopo preciso, giusto quello che può fare questo governo….


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