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Il mistero della Voyevoda: nave di soccorso o panfilo “in incognito” per lo Zar? La verità potrebbe essere diversa
Ufficialmente serve per le emergenze, ma i ritardi e le finiture di lusso svelano un’altra verità: Mosca prepara uno yacht di Stato “inattaccabile” per la diplomazia futura.

La Russia ha recentemente introdotto in servizio nel Baltico una nuova nave “di salvataggio”, la Voyevoda. Tutto normale, direte voi: una nazione con una vasta estensione marittima ha bisogno di mezzi di soccorso. Tuttavia, come spesso accade quando si scava sotto la superficie della propaganda (da entrambe le parti della barricata), emergono dettagli che fanno storcere il naso a chiunque abbia un minimo di sensibilità economica e geopolitica.
Voci insistenti, provenienti dall’interno della stessa Russia, suggeriscono che questa nave non serva solo a salvare naufraghi, ma a garantire il comfort di Vladimir Putin o della sua cerchia ristretta. Insomma, uno yacht presidenziale travestito da mezzo di servizio per aggirare le sanzioni occidentali. Quanto questo è vero?
Un progetto colossale (e sospettosamente lento)
La Voyevoda appartiene alla classe Project 23700, disegnata dal Severnoye Design Bureau. Parliamo di un colosso da 7.500 tonnellate, lungo 111 metri e largo 24. Sulla carta, è una nave del Marine Rescue Service (Morskaya Spasatelnaya Sluzhba), destinata al soccorso e al controllo dell’inquinamento.
Il contratto risale al 2016, con consegna prevista nel 2019. Invece? La nave è stata consegnata solo alla fine del 2023 dopo interminabili “lavori di allestimento” e solo ora è stata inserita nella linea della Marina russa. Ecco le caratteristiche:
- Velocità: 22 nodi.
- Autonomia: 5.000 miglia.
- Capacità: 4 imbarcazioni minori e 2 elicotteri.
Fin qui, tutto tecnico. Ma ecco la domanda che sorge spontanea: perché una nave di soccorso ha impiegato quattro anni extra per essere completata? La risposta potrebbe risiedere in ciò che c’è dentro, non fuori.
“Comfort Potenziato”: Eufemismo per Lusso di Stato?
Analizzando i documenti del cantiere Yantar, emerge che la nave è dotata di strutture definite a “comfort potenziato”. E qui la narrazione ufficiale scricchiola. Non stiamo parlando di cuccette dignitose per l’equipaggio, ma di:
- Otto unità residenziali con camere da letto, bagni privati e uffici.
- Una sala conferenze.
- Aree passeggeri di alto livello.
Nel 2019, il cantiere ha cercato un appaltatore per allestire questi spazi con un budget di partenza di circa 2,9 milioni di dollari (al cambio dell’epoca). Ma ha davvero senso economico spendere quasi 3 milioni di dollari in rifiniture di lusso per una nave che dovrebbe sporcarsi di olio e salvare vite nel Baltico?
Esperti del settore navale russo, citati dal quotidiano Kommersant già nel 2017, avevano espresso forti dubbi:
“L’architettura ricorda più uno yacht da esplorazione che una nave da lavoro. Il design è utilitaristico, ma c’è ogni motivo per credere che servirà per le esigenze specifiche di funzionari governativi di altissimo livello”.
La strategia dietro il “Travestimento”
L’economia di guerra russa è sotto pressione, e l’inflazione morde il potere d’acquisto dei cittadini comuni. In questo contesto, l’investimento appare come uno schiaffo alla sobrietà pubblica, tipico delle élite stataliste che predicano sacrificio e praticano il lusso.
Le Sanzioni hanno bloccato molte navi dei politici e potenti russi. Gli yacht degli oligarchi e dello stesso Putin (come il Graceful o il Scheherazade, quest’ultimo bloccato a Marina di Carrara) sono bersagli facili per i sequestri occidentali. Una nave “grigia”, ufficialmente parte della flotta di soccorso statale, gode di un’immunità diplomatica e operativa ben diversa. È un bene dual-use: soccorso in mare, ma anche nave comoda e lussuosa.
Che sia davvero lo yacht personale di Putin è discutibile: la sicurezza del Presidente richiederebbe scorte e sistemi di difesa antimissile che una nave civile, per quanto grande, difficilmente può garantire in solitaria contro i droni ucraini. È più probabile che sia un mezzo ibrido che possa assumere diverse funzioni. Gli Yatch sono spesso anche luoghi di meeting internazionali (ricordiamo il famigerato Britannia), per cui questo nuovo mezzo potrebbe assumere questa funzione in un prossimo futuro: una nave dove passare qualche giorno o ora a discutere di politica, magari dopo la fine del conflitto ucraino e la normalizzazione dei rapporti internazionali.
Questo spiegherebbe anche perché non c’è stata nessuna fretta nel completare una nave. Uno Yacht di rappresentanza non è particolarmente utile quando le relazioni internazionali sono nel congelatore. Magari ora potrà avere degli usi migliori.
Domande e risposte
Perché camuffare uno yacht da nave di soccorso?
Per due motivi principali: sicurezza legale e discrezione interna. Le navi statali di servizio come la Voyevoda sono molto più difficili da sanzionare o sequestrare nei porti internazionali rispetto ai mega-yacht privati. Inoltre, in tempo di guerra, è politicamente meno imbarazzante inaugurare una “nave di soccorso” piuttosto che un nuovo palazzo galleggiante.
La nave può operare realmente per i salvataggi?
Tecnicamente sì. La Voyevoda mantiene le specifiche di base per operazioni di soccorso (gru, capacità di carico, elicotteri). Tuttavia, la presenza di allestimenti di lusso e la potenziale presenza di VIP a bordo potrebbero limitarne drasticamente l’operatività reale in scenari di rischio elevato. È un classico caso di inefficienza da “doppio ruolo”.
È verosimile che Putin la usi personalmente?
È improbabile che diventi la sua nave principale. La sicurezza è la priorità assoluta per il leader russo, e la Voyevoda, pur grande, non sembra avere i sistemi di difesa aerea e antimissile necessari per proteggere il “Capo” in acque aperte, specialmente con la minaccia dei droni marini ucraini. Potrebbe essere usata per brevi spostamenti o da funzionari di rango inferiore.









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