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IL LIMITE DEL CONTROLLO

Sulle sponde del mar Egeo, chiacchierando con Ctesibio, un immaginario pescatore, abbiamo ragionato sull’impossibilità di controllare ogni cosa su questo pianeta.

Imporsi e sottomettere un gruppo umano ha i suoi limiti, oltre i quali i sottomessi cambiano stato, come qualsiasi altro tipo di materia sottoposta ad azioni esterne.

Scopriamo insieme il punto di vista del pescatore.

Lui ci racconta che sotto questa bandiera azzurra  con croce e strisce bianche vivevano famiglie di pescatori, agricoltori ed operai. Viveva un attività industriale volta alla cantieristica.

Questi soggetti sono stati all’improvviso estromessi dal mercato preso d’assalto dal nuovo totem europeo, che tutto sacrifica in nome di un quanto mai insostenibile turboliberismo a moneta unica.

Continua l’anziano con le mani piene di mare: Coloro che ci hanno sottoposto alla catena dell’Euro, non hanno solamente creato nuovi poveri, al fine di alimentare la loro smania di potere e  controllo, ma anche creato nuovi esseri resistenti che si difendono adattandosi all’ambiente.

Chi ha imposto al paese di procurarsi prima i soldi e solo dopo fare una spesa pubblica, ha creato una massa sempre più importante di genti che vanno a caccia di euro e a nulla servono le regole, la prima regola che sovrasta ogni legge è la sopravvivenza.

Perché pagare tasse ad uno “stato”che spreca il contributo per rimborsare un “fantomatico” debito.

Come sempre il potere, accecato da suo autoreferenzialismo, non si rende conto che il miglior modo per far circolare ricchezza (anche nelle proprie tasche) è avere tubi che immettono e drenano denaro dello stesso diametro o leggermente più grande dal lato immissione.

Ma loro hanno studiato finanza e non l’idraulica come Erone di Alessandria, ed insieme alla scienza dell’acqua si sono persi anche la filosofia, e sotto di essa ancora una volta periranno.

Queste persone spinte dalla stessa forza che spingono le corporazioni multinazionali, emettono scontrini che riportano solo la prima parte di una comanda, e poi ne emettono altri non fiscali per le ordinazioni successive, nessun turista straniero lo capirà, e chi lo capisce silenziosamente approva, ma del resto con un iva del 24% sul servizio bar e ristorante come puoi fare?

Quelli oltre il gottardo poi sono perlopiù abbagliati che il paradiso come l’hanno letto sulla bibbia esiste, e non sta da loro.

La narrazione continua e Ctesibio mi svela che ci sono noleggiatori che operano in sconto del 30% e più, non sono le grandi compagnie pubblicizzate su internet, e forniscono un servizio aggiunto indicando luoghi veramente genuini, selvaggi e meravigliosi che questa terra offre.

Ci sono pescatori che noleggiano la propria barca con insieme la mappa di Annone senza chiederti la carta di credito.

Ctesibio perché racconti queste cose a me?

Gli altri sono solo turisti, noi invece abbiamo la stessa faccia, due popoli davanti allo stesso mare.

Ctesibio mi sai dire cos’è il Meltemi? 

Quel vento che agita la bandiera Ellenica, ultima roccaforte della cristianità, confine culturale che l’europa dovrebbe comprendere meglio, perché multiculturalità significa rispetto di ogni posizione ideologica, di credo, di usanza, di politiche sovrane e di certo non significa una miscellanea stereotipata di genti utili solo a chi agisce senza frontiere, dove i clienti sono esclusivamente delle unità a diversa codifica linguistica.

Roberto Alice

 

 

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