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Il Kazakistan tenta il “Rebranding” del petrolio per non farlo scambiare per quello russo

 

Il Kazakistan ha cercato di rinominare il proprio petrolio, che esporta attraverso i porti russi, nel tentativo di distinguerlo da quello russo e di rischiare di vederlo sanzionato in modo ufficiale o ufficioso

La ridenominazione è avvenuta dopo che la scorsa settimana l’Unione Europea si è impegnata a bloccare tutto il petrolio russo in arrivo via mare entro la fine di quest’anno.

Il petrolio estratto in Kazakistan è stato ribattezzato KEBCO – Kazakhstan Export Blend Crude Oil – ha riferito la Reuters il 3 giugno, citando CNPC-Aktobemunaigaz, un produttore di petrolio kazako che spedisce il suo prodotto attraverso i porti russi. Finora veniva  esportato insieme a quello russo sotto il marchio REBCO, Russian Export Blend Crude Oil, che il mondo conosce meglio semplicemente come greggio degli Urali. Ora il REBCO vale un terzo in meno rispetto al normale Brent, per cui il kazakistan vuole andarsene.

Il greggio Urals normalmente viene scambiato al di sotto del prezzo del Brent. Ma “lo sconto della qualità russa rispetto al Brent si è ampliato, poiché gli acquirenti tradizionali del greggio si sono ritirati a causa di un misto di restrizioni ufficiali e autosanzioni”, ha riferito Bloomberg il 31 maggio.

Tenendo conto di tutto ciò, non c’è dubbio che Aktobemunaigaz abbia attribuito la nuova denominazione del petrolio kazako ai “recenti e significativi cambiamenti geopolitici”.

L’obiettivo è quello di “evitare gli effetti negativi dei cambiamenti sulle esportazioni di petrolio kazako attraverso i porti russi”, ha dichiarato la società.

Fonti delle compagnie petrolifere kazake coinvolte nel commercio attraverso i porti russi hanno dichiarato alla Reuters che il nuovo nome sarà utilizzato nella documentazione ufficiale a partire dal 6 giugno.

“È una misura necessaria, in modo che il nostro petrolio non venga sanzionato, mentre il suo nome mostra chiaramente il Paese di origine nei documenti”, ha detto l’agenzia citando un commerciante senza nome. “Altrimenti avremo problemi ad aprire lettere di credito”.

Il petrolio proveniente dal Kazakistan non è soggetto a sanzioni, ma finora rischiava di essere scambiato per quello russo.  Poiché l’anno scorso circa il 96% delle esportazioni ha raggiunto il mondo attraverso la Russia, questo crea un problema di immagine per il petrolio kazako.

Sarebbe interessante mantenere sottocchio quanto KEBCO verrà prodotto. Perchè il dubbio che un po’ di russo diventi, per miracolo, kazako nel porto di imbarco c’è….

 


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