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Il grande rispetto che va portato per un magistrato bravo ed onesto come Davigo non impedisce di chiedere chiarimenti sul perché Tangentopoli fu fermata a seguito dell’intervento USA

Ho letto oggi sul Corriere l’intervista a Piercamillo Davigo*, l’incorruttibile giudice del Pool Mani Pulite. Premetto che ai giudici incorruttibili ed onesti tutti gli italiani devono portare rispetto.

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Altra cosa è le realtà dei fatti: nelle more della farraginosa giustizia italiana lasciare ai magistrati apportare cambiamenti strutturali alle istituzioni e/o agli equilibri politici significa inequivocabilmente alimentare qualcosa di simile ad un golpe. Infatti la magistratura NON può costituzionalmente fare politica sebbene praticamente lo abbia fatto appunto da Tangentopoli in avanti. E, non mi si fraintenda, parlo con spirito costruttivo, a termini di legge: il fatto che la Costituzione non preveda la commistione politica/magistratura ha una chiara logica finalizzata ad evitare svolte autoritarie in forza di un eccesso di concentrazione di potere. Il vero problema è che Tangentopoli non ci sarebbe mai stata senza la caduta del muro di Berlino che obbligò i poteri globali storici a fare piazza pulite dei retaggi – e dei personaggi – diventati improvvisamente scomodi (…). Chiaro, in Italia gli amici americani hanno una storica posizione di preminenza, posizione che gli spetta nel post seconda guerra mondiale, ossia nelle more di quanto ci è stato permesso – diventando ricchissimi – grazie alla benevolenza post bellica degli amici americani (della serie, se la guerra l’avessero vinta i tedeschi invece che ricchi saremo diventati serbatoio di manodopera a basso costo non risparmiante, più o meno quello che ci stanno spingendo a diventare con l’euro e l’EU austera, ndr).

Il problema dei nostri giorni è che siamo nel mezzo di una sfida globale al predominio USA, sfida posta non tanto dalla Russiache diventerebbe veramente temibile solo a valle di una alleanza con la Germania o peggio con l’EU tedesca – ma dalla Cina che facendo leva su una politica accortissima (e su un miliardo e passa di consumatori oltre che dalla detenzione di obbligazioni USA per un ammontare ciclopico) è ormai in grado di adattare gli equilibri internazionali alle proprie esigenze. E dunque la risultante discontinuità globale rischia di riverberarsi anche sul sistema Italia ormai in crisi non solo di valori ma anche di politica di livello.

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Diciamola tutta, fino a ieri non si muoveva foglia senza che gli USA lo volessero, Tangentopoli si attivò a partire dalla caduta del muro di Berlino e fu fermata solo per volere di un pezzo da novanta come l’ambasciatore Reginald Bartholomew che fece comprendere all’inquilino democratico di Washington – B. Clinton, come tutti i Dem post JFK non molto amico degli italiani, ndr – come una destabilizzazione italica in tale momento storico NON fosse nell’interesse americano: dunque Tangentopoli si fermò, anche a seguito del famoso speech privato del fu Justice A. Scalia al pool mani pulite in cui venne chiarito che la detenzione preventiva in carcere, strumento principe utilizzato per portare avanti la “pulizia” di Tangentopoli, non fosse accettabile per i principi democratici USA.

FireShot Screen Capture #257 - 'C’era un legame tra il pool di Mani Pulite e il consolato americano I Tempi_it' - www_tempi_it_cera-un-legame-tra-il-pool-di-mani-pulite-e-il-consolato-americaFireShot Screen Capture #258 - 'C’era un legame tra il pool di Mani Pulite e il consolato americano I Tempi_it' - www_tempi_it_cera-un-legame-tra-il-pool-di-mani-pulite-e-il-consolato-america

Il vero problema è che le indagini mediatiche, gridate, con intercettazioni magari indebitamente pubblicate a mezzo stampa sono un enorme strumento di destabilizzazione anche e soprattutto politica che – seguendo l’indirizzo invocato di Davigo – potrebbe non essere nell’interesse del Belpaese, almeno oggi. Anzi in generale tale strumento non è praticamente mai nell’interesse di alcun paese che lo subisca, a maggior ragione se in presenza di una crisi economica epocale. Dunque, oggi Davigo dice in pratica che il lavoro iniziato dal Pool Mani Pulite non è stato finito: ciò forse significa che bisogna portarlo a termine? E se così fosse, siamo consci che perseguire OGGI tali fini significherebbe anche destabilizzare l’Italia? Per questo le eticamente giuste ragioni di Davigo vanno mediate, un ottimo spunto di riflessione sul nostro futuro.

FireShot Screen Capture #254 - '_Così intervenni per spezzare il legame tra Usa e Mani pulite_ - La Stampa' - www_lastampa_it_2012_08_29_italia_cronache_cosi-intervenni-per-spezzare-il-legame-tra-usa-e

Un vecchio adagio dice che il giusto è nemico del bene, tradotto significa che non è importante fare la cosa giusta ma piuttosto non fare errori.  Ergo, una pulizia a fondo del sistema italico in un contesto in cui esistono paesi nostri vicini che chiaramente vogliono approfittarsi di noi e delle nostre residue ricchezze sarebbe un errore? E, più importante, detta destabilizzazione sarebbe nell’interesse americano?

All’ultima domanda ritengo di dover dare risposta negativa, un’Italia che dovesse implodere per via giudiziaria in seno all’EU tedesca ormai rivolta ad est rischierebbe seriamente di non essere nell’interesse americano. Posso sbagliarmi ma ritengo che le verità sia questa.

Infatti il vero rischio è che qualcun altro, ad esempio gli ex poteri coloniali europei [UK esclusa] vogliano oggi utilizzare gli stessi strumenti di destabilizzazione fino a ieri appannaggio degli amici americani per destabilizzare Roma con lo scopo non di mantenere Roma orientata ai valori occidentali ma più materialmente di impossessarsi delle enormi ricchezze che l’Italia esprime da secoli! Infatti la debolezza più grande dell’Italia vis a vis con i grandi paesi europei non è economica o finanziaria ma di stabilità di sistema e soprattutto istituzionale, leggasi l’Italia è facilmente destabilizzabile. Per questo ritengo che gli USA non abbiano alcun interesse oggi a lasciare destabilizzare il Belpaese in quanto coloro che dovessero avere interesse a perseguire tale fine presto o tardi si porrebbero in diretta competizione con Washington stessa.

Torniamo a Davigo: la sua elezione alla presidenza dell’ANM è un chiaro sintomo di debolezza della magistratura italiana stoppata dai poteri globali storici nell’opera di pulizia “a fondo”, direi a causa di un mancato interesse globale a perseguire tale fine (…). Leggasi, la direttiva è che il Governo deve stare dove è in quanto nell’interesse della stabilità anche mondiale.

Il fatto che Davigo sia nella posizione attuale potrebbe dirci invece che “qualcuno” non voglia accettare detto indirizzo e che quel “qualcuno” ci sta parlando – osteggiando lo status quo storico– per il tramite di un potere dello Stato. La prima domanda è chi ci sia dietro a questo disegno, e qui temo ci sia lo zampino dei nostri vicini assieme ad una nutrita schiera di serpi in seno (per inciso, Davigo – persona onesta – non ne fa certamente parte). La seconda questio è quali siano i fini, ed anche qui temo che lo scopo sia destabilizzare l’Italia per evitare che questa destabilizzi a sua volta la creatura europea, della serie andate a vedere chi trae enorme vantaggio dall’euro e troverete il presunto colpevole.

Resta il fatto che Davigo è un bravo magistrato, incorruttibile, onesto che rischia però di essere uno strumento in mani altrui. Ossia, temo stia giocando inconsciamente una partita più grande di lui e di noi messi assieme.

Il problema infatti non è solo se la magistratura voglia finire il lavoro iniziato –  e non terminato –  con Tantengopoli destabilizzando l’Italia , “lavoro” che non dimentichiamo ha ucciso il più grande e visionario imprenditore italiano dell’ultimo mezzo secolo, Raul Gardini (annientato, almeno nell’atto finale, con le sentenze di un giudice corrotto, quel Diego Curtò della Proccura di Milano che poi venne incarcerato, peccato in cella singola e con TV a colori come riportato dal Corriere della Sera dei tempi). Infatti l’altra faccia della medaglia, non meno pericolosa, è se sia possibile una non meno grave forma di destabilizzazione italica come conseguenza del volere dei poteri globali storici (…) nel momento in cui dovessero essere contrari alla destabilizzazione italica per via giudiziaria invocata da Davigo nella sua intervista di oggi al Corriere, leggasi nel contesto di un potere giudiziario italiano che volesse giocare una partita diversa da quella degli ultimi 70 anni.

Ecco, per le varie forme possibili di destabilizzazione temo che l’Italia sarà un luogo molto pericoloso nei prossimi anni, non solo per il business ma – temo – tout court.

Il francesismo non è stato usato a caso, memento la recente destabilizzazione governativa nel caso Total/Val d’Agri: certamente Enrico Letta ci guarda con interesse dal centro di Parigi in quanto potrebbe far parte di un disegno in cui potrebbe avere un “ruolo attivo” nei volatili assetti italici futuri, assetti che temo sarebbero molto più che destabilizzanti per l’Italia. E quindi da evitare.

Jetlag per Mitt Dolcino

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* http://www.corriere.it/politica/16_aprile_22/davigo-politici-continuano-rubare-ma-non-si-vergognano-piu-86ad1ea2-07f3-11e6-baf8-98a4d70964e5.shtml

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