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Il Dodd-Frank act è divenuto operativo negli USA: piccola rivoluzione per le banche.

Paulvolcker

 

Paul Volckner

Il 21 luglio è stato un giorno di grande importanza per il sistema bancario USA. Infatti dopo 5 anni di sospensione è entrato in vigore il Dodd Frank Act, il cuo nome esteso è “Dodd–Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act”.

Questa legge, nata con la finalità di proteggere i risparmiatori ed i consumatori da eventuali fenomeni speculativi distruttivi simili a quelli accaduti nel 2007. Però i regolatori americani se la sono presa molto comoda nell’applicarla.

La regola base contenuta all’interno di questa legge occupa uno spazio apparentemente secondario: si tratta della cosiddetta “Volcker rule”, dal nome di Paul Volcker, l’economista voluto dal Obama a capo del President’s Economic recovery Advisory Board, il comitato creato ad hoc per individuare soluzioni che impedissero in futuro crisi simili a quella del 2007-2008. Volcker pose in luce come le banche commerciali fossero necessarie al funzionamento di un’economia moderna, per cui non fosse corretto che queste istituzioni essenziali si  impegnassero in investimenti ad alto rischio diretti, e pose in luce la pericolosità dei nuovi investimenti derivati.

Queste stringenti indicazioni furono incluse in un articolo del Dodd-Frank act di sole 165 parole. Alle banche commerciali sono state esplicitamente vietate due attività:

  • Proprietary trading, cioè operazioni di borsa dirette, effettuate con i propri mezzi e non su incarico dei clienti, in azioni, titoli obbligazionari o derivati.
  • dal possesso diretto o dall’investire in hedge fund o in private equity fund.

Questa definizione apparentemente semplice ha necessitato il coinvolgimento di ben sei agenzie di controllo con i relativi regolamenti operativi. Infatti sull’applicazione di questa norma vigilano: la Federal reserve, la Security and Exchange Commission, la Commodities Future Trading Commission, la Federal Deposit Insurance Corporation e The Office of the Comptroller of Currency. Una norma semplice ed apparentemente univoca ha richiesto un preambolo di 891 pagine e 71 pagine di regolamenti estremamente burocratici e complessi.

L’obiettivo di queste regole è quello di impedire alle banche, ed a tutte le loro filiali mondiali (con tutti i problemi di diritto comparato derivanti) di immischiarsi in attività speculative e rischiose, e di mescolarsi con conflitti di interesse. Il problema è che esiste un’area grigia : come sono da considerarsi le operazioni di controassicurazione ? e gli swap con la clientela ? Le banche sono state costrette in questi anni a predisporre una regolamentazione attenta e precisa, con centinaia di eccezioni per, ad esempio, le operazioni su titoli di stato o quelle create per ridurre il rischio medio. Studi legali di grido hanno lavorato a lungo per poi giungere alla conclusione che era impossibile per una banca avere la certezza che le norme siano state perfettamente rispettate. Gli analisti di bilancio spesso si sono trovati nella necessità non solo di valutare le singole voci dell’attivo e del passivo, ma di studiare le ragioni alle spalle della loro creazione per capire se avevano una finalità speculativa o meno.

Banche straniere con interessi marginali negli USA han colto l’occasione per uscire dal mercato nordamericano, ma , nonostante questo l’OCC (office of Comptroller and currency) ha espresso l’auspicio che, sebbene i vantaggi non siano immediatamente quantificabili, questi verranno  generare una maggiore solidità degli istituti bancari, una migliore gestione del rischio ed una diminuzione dei conflitti con la clientela. Bisogna adire che molte delle attività speculative sono state esternalizzate, spesso ad ex dipendenti che operano con società create ad hoc, e questo ha incrementato l’area grigia delle attività bancarie. Inoltre l’uscita delle banche da certi settori ne ha determinato il calo della liquidità, incrementando la fragilità di certi settori del mercato .

In generale, per quanto la Dodds-Frank sia nata con le migliori intenzioni, forse sarebbe stato meglio predisporre una legislazione più completa ed incisiva, ripristinando la divisione fra banche d’affari e banche commerciali generalmente accettata sino agli anni novanta del secolo scorso.

 

 

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