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IL COMMISSARIO EUROPEO BRETON: COMUNQUE PAGHERETE IL RECOVERY FUND…

Thierry Breton è il commissario europeo all’industria. Al contrario di Gentiloni viene preso con molta serietà a Bruxelles, tanto che ogni sua conferenza stampa ha una ricaduta molto importante sui media. Quando si muove per i corridoio della capitale europea lo fa sempre seguito da uno sciame di giornalisti e di … giornaliste  che tentano di cogliere qualche sua parola. Del resto dietro di lui c’è uno dei due poteri europei, la Francia di Macron, mica una mezza calzetta come Conte, ed il suo curriculum imprenditoriale è, effetti, notevole.

Thierry Breton ha concesso una lunga e completa intervista alla rivista francese l‘Opinion ha espresso la sua visione sul Recovery Fund, o meglio Next Generation Fund, lo strumento che dovrebbe riportare, almeno in teoria, la “Solidarietà” all’interno dell’Unione.  Al di là dei proclami di facciata vorrei però porre alla vostra attenzione due passaggi essenziali:

 1) Domanda: In questo contesto molto particolare, cancellare una parte del debito, è possibile?
Il debito è un contratto. In linea di principio, qualsiasi debito deve essere rimborsato. Mi sembra
bello da ricordare, soprattutto quando ci si prepara nella zona euro di prendere in prestito 2.000 miliardi sui mercati … Il debito generato dalla Commissione è ovviamente destinato al rimborso.
Questi 500 miliardi presi in prestito, con una scadenza di trenta anni, saranno quindi a lungo termine. E loro beneficerà di tassi di interesse molto bassi, che li renderà perfettamente assorbibili da futuri bilanci della Commissione tra ora e il 2050.

2) Domanda: quindi dovremo in parallelo all’utilizzo  pensare alle risorse per cui costituire rimborsare la capitale.

Vi sono due ipotesi. O, come  sembra improbabile , i 27 stati membri  aumentano gradualmente il bilancio del Commissione pro rata per i effettuare i rimborsi. O  si decide di dotare il bilancio europeo  di risorse nuove . Ad esempio permettendo di incassare imposte puramente europee pagate da parte di terzi come la tassa Gafa (la tassa sule grandi società digitali NdT) attraverso  f un accordo nel quadro dell’OCSE. Oppure, meccanismi di regolazione C02 ai confini per tassare i prodotti fabbricati al di fuori dell’Unione e che non rispettassero i nostri standard ambientali nel quadro del patto verde. In termini fiscali, questo le idee non mancano mai, ma una cosa è certa, queste tasse si applicherebbero a attività che beneficiano del nostro mercato interni e non sarebbero tasse individuali . Non usciremo  da una crisi – ancor meno di una crisi di questo
scala – se volgiamo aumentare imposta sulla famiglia.

Ora capite perchè Thierry Breton sia considerato il più lucido nella famiglia zoppicante della commissione: è l’unico che capisca qualcosa di economia. Purtroppo la sua comprensione è limitata esternamente dai soliti preconcetti (tipo la moneta è una quantità limitata) oppure da ovvi fattori di carattere ambientale.

Alcune osservazioni stringenti:

  • Tutto si basa sui tassi attuali “Bassi” del debito della commissione. Però i tassi bassi sono veramente tali solo in un ambiente moderatamente inflazionistico. Se il futuro fosse deflazionistico, con tassi di crescita nulli o negativi, anche i tassi attuali bassi non sarebbero tali. Paradossalmente dovrebbe augurarsi una politica monetaria inflazionistica….
  • la copertura quindi si verrà a basare su nuove tasse, e questo viene a limitarne l’effetto Inoltre le tasse o si basano su un accordo in sede OCSE tutto da realizzare (siamo sicuri che USA, Irlanda, Lussemburgo, Panama etc voteranno a favore di questo accordo?) oppure vengono a contraddire 30 anni di politica industriale europea, con la fine del liberoscambismo. Una contraddizione che accentuerà le lotte interne alla UE: se pongo dei dazi al mio importo, otterrò dei dazi al mio export, per cui dovrò produrre di più per il mercato interno. Per farlo devo avere dei consumatori in grado di acquistare i miei beni, da un lato,e e dall’altro questi potrebbero non essere uniformemente distribuiti nell’Unione. Torneremo ad avere una situazione tipo Grecia 2008,con paesi con forti deficit commerciali interni che, prima o poi, porteranno ad una crisi irreversibile

Comunque eccovi un altro estratto:

 Domanda: I criteri di Maastricht sono stati sospesi. Come immaginate di reintrodurli in questo contesto?
Sono stati sospesi in conformità con disposizioni del patto di stabilità da trattare
a una situazione eccezionale. Quando le circostanze  lo permetteranno , dovremo sederci
intorno al tavolo e discutere di ciò che è rilevante e cosa no. Soprattutto quando si tratta di
criteri di debito. L’ammontare dei debiti degli Stati membri e il loro differenziale reciproco avrà bisogno di attenzione molto particolare per quanto riguarda la convergenza necessaria per la stabilità dell’area dell’euro.

I criteri di Maastricht, per quanto irrealistici, non sono scomparsi e torneranno al centro del mirino della Commissione. Breton non è uno stupido, anzi forse è l’unico che capisce veramente qualcosa, e parla della necessità di ridiscuterne, ma si tratta di una ridefinizione che ha come obiettivo “LA CONVERGENZA”, cioè  il fatto che , per forza, si vada tutti verso un’unica direzione. Come si può far convergere chi ha 80% del debito e 150% senza renderlo mutuabile? due vie:

a) patrimoniale

b) cancellazione del debito in mano alla Banca Centrale.

Secondo voi cosa vorranno fare i tedeschi e gli olandesi?


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