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IL “COMMISSARIO AUSTERO” MONITORERA’ “CON ATTENZIONE” IL DEBITO ITALIANO, COME AVEVA PROMESSO. Complimenti a chi l’ha scelta..

 

 

 Germany Berlin 12 09 2018 Federal Minister of Defense Ursula von der Leyen of the Christian Democratic Union CDU during the 48th session of the Bundestag

 

Primo intervento della Von Der Leyen, sulla politica economica europea, ed è assai poco rincuorante per l’Italia. Prendendo le parole da Il Giornale, ha affermato che:

La Commissione attuale ha deciso di non aprire una procedura d’infrazione eccessiva – . La Commissione che presiederò monitorerà molto da vicino la situazione in Italia, così come in altri Paesi. Il nostro obiettivo è di riuscire a investire per stimolare la crescita senza contravvenire alle regole esistenti“.

Quindi le minacce continue all’Italia, le pressioni indebite per realizzare sempre maggiori surplus primari (leggasi far pagare i servizi più di quanto questi valgano) e realizzare, e nonostante l’Italia stia facendo da tempo dek deficit sempre più contenuti, con l’obiettivo di arrivare quest’anno ad un 2% (2,04 è arrotondato nella contabilità nazionale al decimale più vicino)

Quindi torniamo ad essere uno stato a “Sovranità limitata”, e questa è una scelta, diciamolo chiaramente, anche di una parte consistente della maggioranza di governo, oltre che , ovviamente, di quasi tutta l’opposizione. Questo è un punto che deve essere ben chiaro: nulla di ciò che accade è casuale.

Del resto il programma pubblicato dalla Von Der Leyen era ben chiaro. Prendiamo un estratto.

Il Budgetary Instrument for Convergence and  Competitiveness  non è altro che il mini bilancio europeo voluto da Macron che, nella sua idea, lo voleva anche per la crescita, ma i tedeschi hanno cancellato questa parola (non sia mai che si tenti di fare un po’ di politica keynesiana anticiclica, neanche per sbaglio) e servirà solo per le  famose “Riforme” oltre ad essere allargato ai paesi che vogliono unirsi all’euro, cioè Polonia, Romania, Bulgaria, Svezia e Repubblica Ceca. Però , comunque, andranno solo per le riforme, in questo peggiorando il famoso “Piano Juncker” di 5 anni fa. Per fortuna, come in precedenza, sono cifre irrisorie divise su tutta la UE.

Inoltre nella parte segnata come nr 2 e come nr 3 la Von Der Leyen ha messo bene in evidenza che non ci sarà flessibilità se non per i paesi che rispettano il “Fiscal Compact” cioè il patto di riduzione del debito, francamente intollerabile, stabilito nel 2012 e quindi mai convertito in norma europea e solo a fronte di una “Responsabilità fiscale”. Questo corrisponde a dire ad un affamato che gli si darà un piattino di minestra, ma solo se promette di non mangiarlo o se comunque sarà l’ultima volta che mangerà.

Insomma i vincoli era stretti e diventeranno anche peggiori, per cui c’è da chiedersi che logica abbiano avuto gli italiani che l’abbiano votata, se non il masochismo.

 

 

 


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