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IL COLPO DI STATO CHE NESSUNO VEDE

Il colpo di Stato di cui pochi sono al corrente, non è quello di cui sentite parlare in questi giorni.

Tranquilli, non c’è nessun colpo di Stato in corso da parte degli americani come un tale complottista, a cui non facciamo pubblicità, vuole farvi credere.

E che bisogno avrebbero di mandarci altre truppe e mezzi, quando sul suolo italiano hanno già installato 113 tra basi militari e siti missilistci in cui depositato anche le loro belle testate nuclari sul nostro territorio?
In verità il colpo di Stato è già in corso da molto prima, vi racconto qual è.

IL COLPO DI STATO CHE SI VEDE MA CHE NON C’È

Probabilmente a qualcuno di voi sarà capitato di vedere immagini (alcune un po’ vintage) di carri armati stipati su carghi treno fermi in alcune stazioni italiane.

Se vi sembra una cosa plausibile, vi invito a fare alcune semplici osservazioni.

La prima è che, i colpi di Stato di solito si fanno con blitz di 24-48 ore, non si fanno con comodo, disponendo mezzi militari con tutta calma.
Neanche se la gente è tappata in casa. E anche se fosse, non s’è mai visto un colpo di Stato fermato da inermi cittadini. Men che meno italiani.

La seconda è che i colpi di Stato non si fanno viaggiando comodamente in treno, né tantomeno sotto il naso dei passanti.

Il fatto che non ci sia alcun colpo di Stato militare in corso lo dimostrano molti eventi che ci precedono.
Non è servita alcuna forzatura per farci accettare l’austerity, il decreto sugli esodati, la riforma dell’articolo 18 e così via per tutte le riforme approvate negli anni più recenti.
Avete visto qualche sollevazione popolare?

Per altro si tratta di tutte riforme che non hanno risolto nulla; anzi, che hanno aumentato la precarietà dei lavoratori.
Eppure nessuno scende in piazza per questo.

Ma c’è di più. Se consideriamo che nei primi anni 90 abbiamo subito un prelievo forzoso – di notte – dai nostri conti correnti e che abbiamo persino pagato una tassa (poi rimborsata) per entrare in Europa, significa che non c’è alcun bisogno di invaderci.

Il complottista che grida al colpo di Stato militare

Il complottista che grida al colpo di Stato militare è sempre più attivo. Invece di seguirlo, segnaliamolo per procurato allarme.

LE RIFORME NON HANNO AVUTO BISOGNO DI COLPI DI STATO

Ecco, l’unica riforma che gli italiani hanno rigettato, è stata quella del referendum costituzionale tentato da Renzi.
Uno dei suoi pilastri fondanti era la riduzione dei parlamentari.
Allora venne vista come un pericolo per la democrazia, oggi si appresta ad essere promossa, con plebiscito, dal prossimo (se ci sarà) referendum.

Quindi come vedete, non c’è nessun complotto in atto e non ci sarà alcun colpo di Stato militare.

Mi sembra che buone argomentazioni a sostegno di questa previsione ce ne siano a sufficienza.
Sappiamo fare già tutto benissimo da soli.


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IL COMPLOTTO CHE C’È MA CHE NON SI VEDE

Il vero colpo di Stato è invece quello che oggi lega lo Stato, mani e piedi, all’andamento dei mercati.

Se il debito pubblico aumenta nonostante la pesante austerity in corso, se i ponti e le scuole crollano per mancanza di fondi pubblici per la loro manutenzione, se abbiamo scoperto la carenza dei posti letto e di strumentazione per le terapie intensive, ecc. è a causa degli effetti di quel colpo di Stato.

Nel libro di economia spiegata facile lo descriviamo piuttosto dettagliatamente.
Esso si svolse verso la fine del 1981; molto prima dei fatti del Britannia; un altro evento tra mito e realtà.

Nel libro riportiamo i tre principali fattori che fungono da detonatore del debito:

  1. una improvvisa impennata della spesa pubblica;
  2. l’ingresso dell’Italia nello SME;
  3. il divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro

Noi ci soffermeremo su quest’ultimo, cruciale, fatto.


1981 FUGA DALLA SOVRANITÀ MONETARIA
(il colpo di Stato che subiamo ancora oggi)

Nel 1981, l’allora Ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta scrisse all’allora Presidente della Banca d’Italia, Carlo Azelio Ciampi dicendogli che da quel momento la Banca d’Italia non sarebbe stata più tenuta ad acquistare i Titoli di Stato invenduti.
Senza questo trucco, con il quale si tengono bassi gli interessi, l’Italia arriverà a dover offrire ai mercati rendite fino al 12% sui Titoli pur di renderli appetibili.
LA DECISIONE VENNE PRESA SENZA PASSARE PER LE CAMERE E QUINDI SENZA CHE FOSSE AVVENUTO ALCUN PASSAGGIO PARLAMENTARE, con apposita discussione ed eventuale emanazione legislativa.
Insomma venne iniziata la riforma del sistema bancario che si compirà un decennio più tardi con Mario Draghi.

Avvenne così il famoso divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia. È un colpo di Stato i cui effetti si vedranno già a partire dall’anno successivo.
L’Italia ha appena abdicato VOLONTARIAMENTE alla sua sovranità monetaria e, di fatto, smesso di essere padrona della sua moneta.
Con il Divorzio, l’Italia si disfa, per volontà politica, del suo prestatore di ultima istanza (ne diamo un cenno in questo articolo).

In pratica il prestatore di ultima istanza è come la KFW tedesca che si appresta a stampare 550 miliardi di Euro da prestare allo Stato.
È quel soggetto che, in caso di bisogno, fornisce i mezzi finanziari necessari, affinché lo Stato non cada preda degli speculatori.

In pratica è quel soggetto che permette di far sì che lo Stato non possa fallire mai!
D’accordo, è un po’ più complessa di così, ma almeno ci siamo capiti.

Il prestatore di ultima istanza spiegato in sintesi nel libro di economia spiegata facile

Il prestatore di ultima istanza viene spiegato in molte pagine nel libro di economia spiegata facile. Qui in estrema sintesi.

 

LE CREDENZE POPOLARI CHE CI FANNO CREDERE VERI I COLPI DI STATO INSESISTENTI E CI FANNO IGNORARE QUELLI REALI

Fomentati dalle credenze popolari, abbiamo lasciato che il potere fosse trasferito da una classe politica corrotta ai banchieri; notoriamente una categoria fatta da onesti e disinteressati patrioti, VERO?.

Fu così che la curva del debito, contrariamente a tutti gli altri Paesi del mondo, che avevano patito la crisi petrolifera quanto l’Italia, non accennò a scendere.
Anzi aumentò a dismisura perché le alte spese dello Stato, da allora, vennero pagate con i soldi presi in prestito dai mercati a tassi di interesse molto più elevati di prima.

effetti del colpo di Stato sul debito pubblico

Effetti del “colpo di Stato”, con il “divorzio”, sul debito pubblico. Grafiti estratti dal libro di economia spiegata facile

Si era appena scatenata la tempesta perfetta!
Oggi stiamo pagando scelte in parte condizionate da contingenze storiche e clientelismo politico, appesantite dagli effetti del Divorzio.

E tranquilli, se gli americani dovessero farci il colpo di Stato, non verranno con i mitra; ci porteranno le tavolette di cioccolata anche stavolta.

Spero di avervi lasciato sufficienti spunti di riflessione. Per la storia completa…

 

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