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CINA: DISASTRO CONSUMI E PRODUZIONE INDUSTRIALE. La ripresa non è vicina

Iniziano ad arrivare i primi dati economici ufficiali dalla Cina, e, sinceramente, dovremmo avere i brividi, soprattutto perchè noi non abbiamo un governo con le capacità di intervenire, dal punto di vista monetario e fiscale, come quello cinese. I vincoli della BCE e dei trattati europei ci lasciano scoperti in un momento di grande debolezza.

Vediamo ora i dati.

Questa è la produzione industriale cinese, Anno su Anno, a Gennaio e Febbraio.

Meno 13,5% a Gennaio e Febbraio di produzione industriale, una legnata fortissima che guidanon verso un rallentamento, ma verso la recessione. Questo è indicato anche dalle vendite al dettaglio:

Venti per cento di vendite al dettaglio per due mesi successivi sono un dato impressionante. Del resto chiudere per molte settimane nella metà della Cina, molte attività al dettaglio non poteva che avere questi risultati. A questo punto i risultati del PIL possono essere anche negativi. Del resto la ripresa reale, quella mostrata da indicatori oggettivi come il traffico ed i consumi energetici, sta procedendo con ritmo molto lento:

Solo i carichi di carbone ed il traffico urbano stanno rientrando verso la quasi normalità ma i viaggi fra città non sono ancora tornati al livello pre-crisi.

Quello che sta accadendo ci deve mettere in guardia su quelle che possono essere le ricadute di questa vicenda sul PIL Italiano. Rischiamo veramente, come ha fatto notare qualcuno, una recessione biblica, con dieci milioni di disoccupati. Cosa farà un governo eterodiretto e debole come il nostro?


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