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Il caso Gianni Riotta sulla Costituzione imparata dai titoli e la nascita delle fake news: è solo impreparazione crassa? (mi ha fatto vergognare di essere italiano)

Concludo nella prima riga: i giornalisti come Gianni Riotta minacciano la sovranità nazionale, che di fatto disconoscono come patrimonio della cittadinanza/del popolo (non ho detto che minacciano chi difende la sovranità nazionale, ben inteso, …). Visto che oltre a non conoscere la Costituzione, sbeffeggiano chi invece la conosce a menadito (vedasi LINK) Una piramide al contrario, in cui le persone impreparate fanno carriera e quelle competenti vengono sbeffeggiate, chiedetevi perchè l’Italia va male – chi scrive si è VERGOGNATO DI ESSERE ITALIANO ascoltando per le parole di Riotta ad Agora ieri l’altro, vedasi il video al LINK, ndr -.

Ora un aneddoto. Ho avuto il piacere in passato di lavorare con una persona gradevole, davvero, il quale mi ha però dimostrato il difetto insito nel leggere solo i titoli o la prefazione dei libri/articoli: pur con l’affetto che provo, egli non era/è assolutamente in grado di prevedere le conseguenze degli atti, nemmeno i suoi (…).

Parallelo con Riotta: può essere che un cattedratico pecchi in economia e diritto, succede. Ad esempio fosse stato Mario Monti sarebbe stato più che probabile visto come ha usato la sua aurea di salvatore per mettere l’Italia in guai da cui temo non uscirà più in modo pacifico. Ma forse un allievo di Guarino e Savona (parlo di Antonio Maria Rinaldi) è molto più difficile da cogliere in castagna, soprattutto sull’articolo 1 della Costituzione: lo insegnano anche nelle scuole professionali, a me l’hanno spiegato anche alle medie avendo un ottimo professore, di quelli che “non ne fanno più”. E fu così che anche Riotta sta subendo la sottovalutazione delle conseguenze delle proprie azioni, o meglio, della spocchiosa impreparazione costituzionale, direi la base della democrazia italiana.

Bene, Gianni Riotta, ex direttore del Sole 24 Ore, della Rai, de La Stampa ecc. ecc., nonchè sodale della sinistra champagne (in tutti i sensi, parlo del vino francese), ha purtroppo dimostrato di non conoscere i fondamenti della Costituzione. E, notate bene, non qualche meandro o nota a latere ma proprio l’articolo 1!!! E’ come, che so, se uno juventino non conoscesse chi è il portiere della juventus attuale (per Riotta: è Buffon).

La domanda che mi faccio però è un’altra: le aziende che hanno utilizzato i servigi di Riotta, la Rai, la Stampa, Il Sole 24 Ore, hanno veramente fatto informazione o i suoi interventi peccavano della stessa impreparazione crassa dimostrata nel caso della non conoscenza della Costituzione? Domanda lecita. Forse le fake news derivano dalla cultura (mediocre?) di gente come il giornalista sopra citato…

Quella di Gianni RIotta sull’art. 1 della Costituzione è stata definita dal TG5 di questa sera, nell’intervento “Ma quanta ignoranza…”, una “somarata”… [vedasi LINK]

Aggiungo: agli editori de La Stampa o del Sole 24 Ore non è venuto il dubbio che il crollo dei risultati economici e di vendita delle rispettive testate giornalistiche non dipenda dall’impreparazione dei soggetti che ci scrivono? Ve lo giuro, io e la mia ma famiglia, oltre a praticamente tutte le persone che conosco, da tempo limitiamo l’acquisto dei giornali mainstream: riteniamo che dover pagare per sentirsi raccontare delle balle non è solo stupido ma anche masochista. Ieri ho capito che magari non è “cattiveria” giornalistica, semplicemente chi scrive sui giornali potrebbe saperne molto meno di chi sta leggendo…. E magari inventa anche le cose – e magari attacca – per nascondere la sua impreparazione!

Chiedete a Riotta, che è stato inviato all’estero per anni, cosa succederebbe nel mondo anglosassone se, ad esempio (casualmente eh, caro Riotta), magari in una riunione massonica, qualcuno non sapesse il nome del figlio della Regina d’Inghilterra, da cui la Gran Loggia dipende? O i gradi massonici: la sua carriera sarebbe finita, terminata, annientata.

Se l’Italia vuole sperare di salvarsi dovrebbe fare lo stesso: le persone impreparate – soprattutto se devono dare l’esempio morale e di competenza visto nel caso il ruolo giornalistico apicale che rivestono – dovrebbero essere totalmente escluse dalla vita pubblica. Non farlo vuol dire che gli editori sono ignoranti e/o in malafede… Discorso cartesiano.

Tanto vi dovevo.

MD


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