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IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

Ma l’avete letta la lettera della Sovrana Commissione? Non è una cartolina, è un guanto di sfida: ci aspettano lunedì a mezzogiorno, all’OK Corral, per la resa dei conti finale. So che vi vien da ridere, sa tanto di barzelletta. Del tipo: ci sono un lussemburghese, un francese e un italiano; dove i primi due fanno sempre la figura dei fessi e l’italiano la sfanga semplicemente perché è meno stupido della media. Ma non è più tempo di barzellette. Di alta cinematografia, piuttosto. Il film che andrà in onda si intitola: ‘Il buono, il brutto e il cattivo’. Solo che gli interpreti non saranno Clint Eastwood, Lee Van Cleef ed Eli Wallach. Nei panni del buono ci sarà Giuseppe Conte – ci ha pure il physique du rôle – e, in quello degli altri due, Juncker e Moscovici.

Ecco lo sparo del nemico, caro Giuseppe: quelli là ti richiameranno al rispetto delle regole. Tu devi chiedere: quali regole? Ma non aspettarti una citazione del trattato di Maastricht, perché il famoso trattato loro lo hanno già tradito (e, con esso, anche la demenziale soglia del 3 per cento, ridotta a un criminale 0,5). Prima con un regolamento del 1997 (il nr. 1466) con cui la Commissione inasprì il criterio di convergenza dei conti pubblici. Poi – siccome la contraddizione con Maastricht era un pugno nell’occhio – attraverso un nuovo trattato, firmato il 2 marzo 2012 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2013 (“Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’Unione economica e monetaria”) e due pacchetti di regolamenti e direttive (‘Six Pack’ e ‘Two pack’) con i quali si imposero multe salatissime agli Stati ‘disobbedienti’.

A questo punto tu, caro Conte, estrarrai dalla fondina la tua Colt ed esploderai una serie di proiettili giuridici. Primo colpo: il trattato del fiscal compact ci venne estorto, dai Mercati e dall’Europa, sotto la minaccia di una capitolazione finanziaria. Vogliamo considerarlo comunque valido perché una manica di improvvisati e sprovveduti, seduti nel nostro Parlamento, lo approvò? Non c’è problema, Conte. Usa il Winchester; secondo colpo: dalle nostre parti esiste una regola, chiamata Costituzione, approvata nel 1948 (dicesi norma fondamentale non violabile, neanche da Juncker) rispetto alla quale il fiscal compact è illegittimo, e va disapplicato, per violazione di almeno quattro articoli della suddetta Carta: 1, 10, 11 e 139. Terzo colpo: la nostra Corte Costituzionale, con sentenza nr. 284 del 2007, ha definitivamente chiarito che le norme comunitarie non possono venire prima “dei principii fondamentali dell’ordinamento costituzionale e dei diritti inalienabili della persona”. Bang, bang, bang. Coraggio Conte. La senti la musica di Morricone? E te lo ricordi il famoso monito di tutti i western che si rispettano? Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto.

Francesco Carraro
www.francescocarraro.com


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