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I TROLL? SU INSTAGRAM SONO ANTITRUMP. I dati da una ricerca italiana

 

I troll, i fake account ed altri strumenti messi in atto per attaccare e screditare un politico,  nel caso specifico il presidente Donald Trump, non sono russi, ma sono interni e fanno capo ad un gruppo ristretto che agisce in modo estremamente coordinato. Queste sono le scoperte di Ghost Group, un gruppo di ricercatori italiani che ha pubblicato il proprio lavoro da veri debunker in una ricerca che potete scaricare online. I dati sono stati poi ripresi e rilanciati da Reuters, ma, ovviamente, non hanno avuto nessuna ricaduta in Italia, dove il debunkeraggio serio, ahimè, non esist.

Vediamo i dati. Il gruppo si è concentrato su Instagram, il social media grafico proprietà di Facebook, e si è concentrato sui meme, cioè sulle immagini satiriche, antitrump. Grazie all’utilizzo di tecniche OCR e partendo da 52 mila account il gruppo  è riuscito ad analizzarne 102 mila,parte di quella “Memetic Warfare” combattuta ogni giorno contro il presidente. Questo ha permesso di identificare 350 account che praticamente vivono esclusivamente rilanciando meme antitrumpiani, quindi sospetti (chi vive socialmente solo per postare contro Trump). Queesti account hanno postato 121 mila contenuti che haanno raggiunto 35 milioni di persone.

Analizzando questi 350 account si è poi notato come rilaancino quasi automaticamente i contenuti di soli 19 account, veri “Mastermind” dietro la campagna di Meme antitrumpiana.

I 350 account sospetti sono stati creati in diversi tempi, talvolta fin dal 2016, e  spesso hanno iniziato presentando profili femminili con foto di ragazze attraenti, cosa tipica di Instagram, per attrarre follower. Si tratta spesso di foto di altre ragazze o prese da altri social media, dove corrispondevano ad altre persone. Dopo uno o due post “Normali” si sono gettati nel ripostare le immagini dell’antitrumpismo più becero. con tanto di insulti.

La distribuzione temporale dei post è la seguente, con post molto coordinati dal punto di vista temporale.

Non si è attaccato solo Trump, ma anche il suo entourage o che in qualche modo hanno avuto a che fare con le vicende trumpiane o che hanno appoggiato il presidente, come Rudolph Giuliani.

 

 

Gli insulti utilizzati in questi meme falsamente satirici sono stati spesso pesanti, con la “F word” in testa, ma il politico “Nazi” in terza posizione…

Parole forti, con meme incredibilmente aggressivi, partiti da un numero concentrato di profili che poi li fanno ripostare da veri e propri troll , nati per ripetere a pappagallo quello che viene fatto dai loro creatori, una politica non casuale, ma been organizzata, di un gruppo di persone che non si sa per chi agisce, da chi pagato, su quale mandato. Peccato che non si faccia in Italia una uguale ricerca su tutti i vari profili farlocchi che compaiono ogni giorni per fare politica: si potrebbero fare delle scoperte interessanti.

 

 

 

 


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