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I ristori a baristi e ristoratori? Aspetta e spera. Parola di MEF

Ieri Conte si è preso l’ennesimo impegno da non rispettare, relativo agli aiuti economici legati ai danni per il Covid-19. Di fronte alle pressioni delle categorie imprenditoriali che rischiano il fallimento con il coprifuoco e dei problemi di ordine pubblico ormai evidenti ha fatto una promessa “Diversamente credibile”: i soldi stanziati per i ristori, non si capisce bene se 1,2 o 4 miliardi, o 1,2 che diventano 4, “Saranno tutti pagati sui conti correnti dall’agenzia delle entrate entro il mese di novembre”.

San Tommaso avrebbe già iniziato  a mettere la mano, e questa volta a ragione, perchè la promessa è ben poco credibile. A dirlo, secondo Startmagazine, è proprio il MEF, Ministero dell’Economia e Finanza. Ecco le parole del sito:

Ecco: in realtà gli indennizzi ovvero i quattrini non ci sono. Pochi istanti dopo le parole del presidente del Consiglio – e qui veniamo al vero e proprio panico scattato al ministero dell’Economia – i tecnici hanno aperto i file Excel per fare due calcoli. E hanno scoperto l’ovvio: ovvero che le cosiddette coperture finanziarie, in poche ore, per garantire l’impegno del premier non si mettono in piedi.

Dicevamo dei calcoli: servono, in tutto, 9-10 miliardi di euro. C’è anzitutto da mettere in conto la cassa integrazione per i lavoratori delle categorie interessate (ristorazione, spettacoli, stagionali del turismo e sport in particolare) e questo costa circa 3 miliardi. Finito? Macché: altri 6-7 miliardi, infatti, sono necessari per ristorare gli imprenditori delle medesime categorie.

Quindi, come sempre, Conte fa annunci, ma non ha idea di che cosa stia dicendo e , soprattutto, se quello che sta dicendo sia realistico oppure meno. Insomma una grande, ennesima, balla a cui qualcuno, magari all’interno del MEF, dovrà porre rimedi. Non è difficile con 87 miliardi di liquidità in cassa, ma bisognerà decidersi a non far morire di fame gli italiani, e questo va contro le credenze di Gualtieri.


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