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I paesi dell’eurozona cannibali l’un l’altro: verso il “Game Over”

Vi invito a leggere questo Studio, pubblicato e tradotto da Voci dall’estero, sito veramente interessante, che trovate sotto.

 

L’analisi e’ estremamente seria, e fa sostanzialmente capire perche’ l’Eurozona si sta comportando in modo sostanzialmente suicida.

In pratica, si analizzano le varie variabili macroeconomiche dei 4 paesi piu’ rilevanti dell’eurozona (che costutuiscono oltre 3/4 dell’economia della zona euro) e si vede chiaramente che ciascuno sta facendo politiche sostanzialmente dannose per la crescita sostenibile degli altri, col  risultato finale che alla fine “il gioco e’ complessivamente a somma negativa”. Purtroppo la cosa va avanti da alcuni anni, e la commissione europea continua a “chiedere” di proseguire con queste politiche, il cui effetto e’ quello di deprimere ancor di piu’ l’economia reale, aggravando i problemi di debito ed accantuando gli squilibri. Riassumendo:

– La Germania ha un vantaggio competitivo legato alla svalutazione salariale compiuta, e non vuole privarsene. Pertanto continua a fare una politica deflazionistica e di austerita’, danneggiando l’export (e quindi il PIL) di Francia, Italia e Spagna

– La Spagna, che era stata sostanzialmente “vittima” della politica mercantilistica tedesca, ha a sua volta compiuto una “svalutazione salariale epocale”, aumentando la produttivita’ (che e’ produzione diviso numero ore lavorate) e l’ha fatto trasformando 4 milioni di lavoratori in disoccupati (25% disoccupazione). Cosi’ facendo ha ridotto l’import ed aumentato l’export, danneggiando Francia, Italia e Germania.

– Poi ci sono Francia ed Italia. In questi anni, specie l’Italia, ha seguito le politiche raccomandate dalla Commissione Europea, di fare austerita’. Ora la commissione chiede ad entrambe di “ridurre il deficit” (ergo di comprimere la domanda interna) e di “fare le riforme (ergo di “svalutare i salari”, comprimendo ovviamente la domanda interna). In pratica suggerisce loro di fare cio’ che ha fatto la Germania prima e la Spagna poi, danneggiando ovviamente oltre a se’ stesse, anche l’export di Germania e Spagna.

Vale la pena rileggersi cio’ su cui si dovrebbe fondare l’Unione Europea

TRATTATO UNIONE EUROPEA

Articolo 1

Con il presente trattato, le ALTE PARTI CONTRAENTI istituiscono tra loro un’UNIONE EUROPEA, in appresso denominata “Unione”.

Il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un’unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini.

L’Unione è fondata sulle Comunità europee, integrate dalle politiche e forme di cooperazione instaurate dal presente trattato. Essa ha il compito di organizzare in modo coerente e solidale le relazioni tra gli Stati membri e tra i loro popoli.

In pratica l’Unione Europea si sta comportando esattamente nel modo opposto a quello per cui era nata. A parte il fatto che da tempo le “decisioni” sono “poco trasparenti” e sono “quanto piu’ lontano possibile dai cittadini”, queste producono risultati complessivi sostanzialmente depressivi e fallimentari, da qualsiasi punto di vista.

Ancor piu’ fallimentare e’ il fatto che ogni raccomandazione dall’Unione Europea, e’ l’antitesi della “coerenza e solidarieta’ tra popoli”, perche’ promuovono politiche depressive (per il paese oggetto di raccomandazioni, e per gli altri) nel mezzo di una crisi infinta.

Quando Junkers dice “siamo stati buoni con gli Italiani” a non aprire la procedura di infrazione sul deficit (che e’ stato proposto al 3% e non al 2,6%), attendendo l’implementazione del Job Acts (ergo dei provvedimenti atti a comprimere i salari) fa un po’ sorridere. Junkers si scorda che il primo ad infrangere i “patti” e’ proprio lui e la sua commissione, che agistono in maniera esattamente opposta all’Articolo 1 fondativo dll’Unione Europea. Costoro agiscono in modo sostanzialmente demenziale, e solo apparentemente nell’interesse del Creditore per eccellenza (la Germania), evitando accuratamente di battere il chiodo sulle cause di fondo degli “squilibri europei”, non spiengendo in alcun modo nazioni che sforano da 8 anni parametri altrettanto rilevanti (tipo la Germania con la Bilancia dei Pagamenti oltre il +6%) e continuando nel giochetto “dei maestrini buoni” e degli “scolaretti cattivi”, e soprattutto scordandosi l’Articolo 1 della UE.

Lo studio di Natixis, mi ricorda quanto scrissi (profeticamente) nel 2011 sul sito Rischio Calcolato:

cannibale Analisi della CRISI attuale: la GUERRA incombe

…. i Francesi saranno avvertiti: la “Grande Germania” avrà terminato il suo processo di CANNIBALIZZAZIONE dell’Eurozona ed inizierà a cannibalizzare anche SE STESSA.

…Eurozona va verso il disastro finanziario e la disintegrazione, ….(ogni misura) probabilmente sara’ inutile, perche’ il Garante in ultima istanza (la Germania) avra’ iniziato ad avvitarsi su se’ stesso, e la disintegrazione sara’ inevitabile

Quindi l’Europa si sta SUICIDANDO?

Si. Con dei Cannibali che mangiano le prede, poi si mangiano tra di loro, e l’ultimo rimasto muore per indigestione.

 La Democrazia e’ a rischio?

Si. …. direi che la Democrazia piano piano si “fotte”.

Sempre su Rischio Calcolato, e sempre nel 2011 scrissi:

la Germania dovra’ fare i conti con l’opinione pubblica di tutta Europa. La crisi e’ stata gestita malissimo, proprio dalla Germania (che tirava la fila). La Germania sara’ pure virtuosa al suo interno (non c’e’ dubbio), e gli altri coglioni (pure questo e’ vero), ma di fatto, le sue decisioni stanno affossando l’Europa, con danni fortissimi sul resto del Continente. Sta roba, prima o poi, verra’ condivisa dai popoli di tutta Europa, e nascera’ un sentimento “anti-tedesco” fortissimo (tanto piu’ forte, quanto piu’ la crisi andra’ a soluzione piu’ tardi). Non e’ un fatto da poco. Essere odiati dal resto del continente per alcuni lustri e’ cosa di una portata incredibile

 

 Qui lo studio:

Un interessante studio di Natixis conferma in maniera analitica e documentata quanto la “unione” monetaria sia un gioco al massacro in cui tutti i paesi per cercare di stare a galla si indeboliscono a vicenda, come dei nuotatori che in procinto di affogare si aggrappano l’uno all’altro e si trascinano al fondo.  E la Germania, l’unica che apparentemente sta vincendo,  non può lanciare la ciambella.

 

Flash Economics  N. 965, 9 Dicembre 2014

Analizziamo le interazioni tra i quattro più grandi paesi della zona euro:

  • la Germania è alla piena occupazione, è un paese che invecchia e il capitale delle sue imprese è già molto modernizzato: non vuole e nemmeno ha bisogno di stimolare la sua domanda interna, e questo indebolisce gli altri tre paesi;
  • in Spagna vi è una forte competitività di costi. La conseguenza è che sta guadagnando quote di mercato da Francia e Italia e sta attraendo investimenti a spese degli altri paesi dell’eurozona. Ciò significa che il suo ritorno alla crescita è avvenuto a scapito della crescita negli altri paesi dell’eurozona;
  • In Francia e in Italia la crescita rimarrà molto debole a causa dei loro problemi di competitività e di redditività e della necessità di ridurre i loro deficit fiscali. Questa crescita molto debole in Francia e in Italia è ovviamente negativa per Spagna e Germania.

Possiamo quindi vedere che, come risultato di queste interazioni, i quattro grandi paesi della zona euro si indeboliscono reciprocamente.

La crescita nella zona euro è molto debole e probabilmente rimarrà tale (Grafico 1).

In questo Flash sosteniamo che parte della debolezza dei risultati di crescita della zona euro dipenda dal fatto che i paesi della zona euro stanno esercitando un’influenza in senso depressivo gli uni sugli altri.

 

Natixis_chart-1

La Germania non può fare la locomotiva dell’eurozona, al contrario.

La Germania è spesso invitata a stimolare la sua domanda interna per rilanciare l’economia del resto della zona euro.

Ma non dovremmo dimenticare che:

– la Germania è in piena occupazione (Grafico 2A), il che significa che la sua crescita è ora determinata dal suo potenziale di crescita, che è basso a causa degli scarsi aumenti di produttività e dell’invecchiamento della popolazione (Grafico 2B);

– la Germania è un paese che sta invecchiando (Grafico 3A), da qui la sua determinazione a ridurre il suo debito pubblico (Grafico 3B) e accumulare attività sull’estero (Grafico 3C);

– le imprese tedesche hanno un alto tasso di investimenti (Grafico 4), un apparato produttivo moderno (Tabella 1) e quindi non hanno bisogno di investire di più.

Natixis_chart-2AB

Natixis_chart-3AB

Natixis_chart-3C - 4

Natixis_table-1

La Germania non ha bisogno di una crescita più forte (data la sua piena occupazione, l’invecchiamento della popolazione, e la sua struttura produttiva già abbastanza moderna, grafico 5) e non vuole stimolare la sua domanda interna, cosa legittima. Questo è ovviamente negativo per gli altri paesi della zona euro, le cui esportazioni verso la Germania sono indebolite (Grafico 6).

Natixis_chart-5 - 6
La Spagna ha una forte competitività di costo e sta guadagnando quote di mercato

Il livello del costo unitario del lavoro è molto più basso in Spagna che in Francia, in Italia o in Germania (Grafico 7A).

Questo spiega il motivo per cui, negli ultimi tempi, le esportazioni della Spagna sono andate aumentando (Grafico 7B) e i suoi investimenti produttivi sono cresciuti (grafici 7C e D).

Natixis_chart-7AB

Natixis_chart-7CD

La Spagna sta guadagnando quote di mercato dagli altri paesi della zona euro (grafici 8A e B), il che dimostra che il ritorno alla crescita della Spagna (Grafico 8C) in parte avviene a spese della crescita negli altri paesi della zona euro, in particolare Francia e Italia (Grafico 8D).

Natixis_chart-8AB

Natixis_chart-8CD

In Francia e in Italia la crescita rimane molto debole

In Francia e in Italia la crescita è attualmente inesistente ed è destinata a rimanere molto debole (Grafico 8D).

Questo è dovuto a:

– la loro competitività insufficiente (Grafico 7A), soprattutto in considerazione del grado di sofisticatezza del prodotto, simile a quello della Spagna, da qui le perdite di quote di mercato (Grafico 7B);

– la bassa redditività (Grafico 9A) e rendimento del capitale (Grafico 9B), il che spiega la debolezza degli investimenti delle imprese (Grafico 7C).

Natixis_chart-9AB

Fondamentalmente, la Francia e l’Italia soffrono di un problema di offerta dovuto al fatto che i salari reali cronicamente aumentano più velocemente della redditività (grafici 10A e B).

La risultante crescita, molto debole (Grafico 8D), e quindi la debolezza delle importazioni di questi due paesi (grafici 11A e B), indeboliscono il resto della zona euro.

Natixis_chart-10AB

Natixis_chart-11AB

Conclusioni: una debolezza esacerbata dalle interazioni tra i paesi dell’eurozona

Come abbiamo visto, la debolezza dell’economia della zona euro è aggravata dalle interazioni tra i paesi dell’euro:

– la lenta crescita in Germania, che è il risultato logico della piena occupazione, dell’invecchiamento e del già realizzato ammodernamento del capitale, e che impedisce alla Germania di essere la locomotiva dell’economia della zona euro;

– gli incrementi delle quote di mercato in Spagna a spese degli altri paesi della zona euro, il che significa che la crescita della Spagna è in parte “sottratta” agli altri paesi;

– la perdurante debolezza delle economie francese e italiana a causa dei gravi problemi di offerta di questi due paesi, e che si sta diffondendo agli altri paesi dell’eurozona attraverso il commercio estero.
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