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HAFTAR CONTRATTACCA E BOMBARDA I TURCHI. Si riaccende la guerra in Libia

Il 5 luglio  aerei dell’esercito nazionale libico del generale Haftar hanno condotto nove attacchi mirati sulla base aerea al-Watiya operata dalla Turchia nella Libia occidentale. Secondo l’LNA, Libyan National Army, gli attacchi hanno distrutto un sistema di difesa aerea Hawk, diversi radar e un sistema di guerra elettronica KORAL. Il sistema Hawk e altre attrezzature erano stati schierati alla base dai militari turchi solo pochi giorno fa, all’inizio di luglio, e probabilmente non erano completamente operativi.

I media statali turchi hanno confermato l’incidente affermando che gli attacchi “Hanno colpito alcune delle attrezzature della base, che erano state recentemente aggiunte per rafforzarne la difesa, incluso un sistema di difesa aerea”. Fonti pro-turche affermarono che gli attacchi aerei non sono stati effettuati dall’LNA, ma piuttosto dall’aeronautica egiziana o da aerei degli Emirati Arabi Uniti, stati che appoggiano il governo di Bengasi. Secondo loro, gli aerei da guerra sono decollati dalla base aerea egiziana Sidi Barrani, mentre , secondo l’LNA, gli attacchi sono stati eseguiti da propri mezzi partiti dalla Libia, ed è confermato che Haftar riesce a mantenere operativi alcuni mezzi del precedente governo Gheddafi. Commentando la situazione, il GNA ha affermato che avrebbe risposto al “posto giusto e al momento giusto”.

Il  GNA, il governo nazionale di Tripoli controllato da Al Sarraj, non ha risorse per condurre attacchi aerei estesi in profondità nel territorio controllato dall’LNA, per cui dovrà essere Ankara a rispondere a questo attacco in qualche modo se vuole davvero dimostrare che la Turchia è impegnata a raggiungere una vittoria militare (o a almeno una parziale vittoria militare) nel conflitto in Libia. Questo però potrebbe innalzare il livello dello scontro con gli alleati del generale Haftar, cioè Egitto ed Emirati Arabi Uniti, che a loro volta potrebbero impiegare più mezzi in campo.

Ricordiamo che l’Italia sta per impiegare proprie truppe sul campo nella zona di Tripoli controllata da Sarraj e dai turchi con l’obiettivo dichiarato di effettuare operazioni antimine. Rischiamo di essere nel posto sbagliato, al momento sbagliato e dalla parte sbagliata.


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