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HA STRAVINTO IL NO E STRAPERSO LA TROIKA! DIMISSIONI SUBITO! (di Antonio M. Rinaldi)

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Tanto tuonò che uscì il sole! Ormai il verdetto è schiacciante: la vittoria del NO nel referendum che passava la parola ai cittadini per la prima verifica popolare dell’operato della Troika, si è concluso con una bocciatura clamorosa e una grande lezione di democrazia!

I greci erano chiamati a rispondere se disponibili nel continuare a subire le politiche economiche inflitte dalle istituzioni europee o meno e il risultato è stato quello di rigettarle senza esitazioni. Da oggi la Troika è delegittimata nel perseguire le sue ricette in politica economica da imporre ai paesi dell’eurozona e dovrebbe senza esitazione rassegnare immediatamente le dimissioni.

La BCE, colpevole di non aver aiutato un paese membro in difficoltà, estraniandola dalle operazioni di QE nel momento di maggior bisogno e di ricattare Atene non fornendo la necessaria liquidità, il FMI di aver agito alla stregua di uno strozzino nei confronti dei suoi debitori e la Commissione Europea rea di aver condotto una campagna smaccatamente denigratoria di delegittimazione nei confronti di un governo regolarmente e democraticamente eletto.

Dovrebbero dimettersi i capi di governo europei che si sono schierati contro il principio di rimettere al popolo l’autodeterminazione perché la democrazia e i dettami costituzionali prevedono inequivocabilmente che i popoli siano Sovrani e nessuno, ma proprio nessuno, può avocare a se questo sacrosanto diritto inalienabile.

Merkel, Hollande e Renzi dovrebbero vergognarsi per le posizioni prese nei confronti della Grecia e avrebbero fatto molto meglio a tacere in attesa dei risultati referendari invece di interferire pesantemente nelle libere decisioni dei cittadini greci.

L’Europa è a pezzi per proprio per il loro comportamento in palese contrasto con l’art. 2 del Trattato sull’Unione Europea che sancisce: “L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini” e dell’art. 3 comma 2 che prevede: “L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata… che mira alla piena occupazione e al progresso sociale… Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri”.

Colpe imperdonabili anche da parte del 90% della stampa nazionale e internazionale e dei media per aver cavalcato vergognosamente il pensiero unico contro la Grecia sotto dettatura di Bruxelles, Berlino e Francoforte. Meriterebbero di non avere più il rubinetto aperto dei contributi pubblici e il tracollo totale delle vendite per rendersi conto che la loro professione non è nell’eseguire gli ordini impartiti dall’alto, ma di rappresentare la realtà e la verità. I cittadini non sono stupidi: chi va contro di loro alla fine perde sempre.

La Grecia esce dal confronto elettorale unita e quanto mai forte per aver detto chiaramente a stragrande maggioranza che l’Europa e la sua governance non sono idonee nel dettargli la loro politica economica rivendicando di poterla autodeterminare.

Domani finalmente è un altro giorno!

Antonio M. Rinaldi

 

 

 

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