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Guerra commerciale USA-Cina: mentre il cinese Liu se ne va quali sono le prospettive

 

Le trattative cino-americane per impedire una guerra commerciale hanno subito un brusco stop. Il delegato di Pechino alle trattative, il vicepresidente Liu He , la lasciato il luogo delle trattative  dopo solo due ore di colloqui, il che non lascia pensare a nulla di buono.  Ecco il video della sua uscita:

La Borsa USA ha preso un colpettino con il SP 500 che è sceso appena sopra i 2860 ed il NASDAQ che dopo aver sfiorato i 7760 è leggermente risalito sopra i 7800 punti.

 

Ora abbiamo tre scenari:

a) ACCORDO. I dazi al 25% su 200 miliardi di import cinese sono stati annunciati e non ancora applicati. Trump ha detto che erano da considerare come uno strumento di pressione per accelerare la chiusura. non è impossibile che la guerra sia evitata senza spargimento di sangue.

b) FRIZIONE I dazi vengono applicati, ma la loro operatività viene a rinviata di alcune settimane per permettere la chiusura delle trattative oppure vengono applicati in modo graduale. Allo stesso modo la Cina applica in modo parziale e graduale i dazi, ed alla fine si giunge ad un accordo, dopo alcune settimane di guerra di logoramento.

c) GUERRA. Gli USA applicano i dazi al 25% su 200 miliardi di import, lo stesso fa la Cina su 200 miliardi di impotazioni dagli USA colpendo soprattutto auto, componentistica, e prodotti agricoli fra cui la soia, il cui export stava appena riprendendosi, e che verrebbe a colpire il Midwest rurale che appoggia Trump.

I tre casi comporterebbero, secondo Bank of America:

a) crescita Cina 6,4% crescita USA 2,6 . Politica monetaria cinese stabile, con comunque politica fiscale espansiva e riduzione dell’IVA. Politica monetaria USA stabile;

b) crescita Cina al 6,1%, crescita USA al 2,4-2,5%, Politica monetaria cinese espansiva con alcuni tagli al tasso di riferimento. Politica fiscale fortemente espansiva, con sussidi al consumo. Politica infrastrutturale  locale con investimenti.

c) crescita Cina al 5,8%. Crescita USA al 2%. Politica monetaria molto espansiva con più tagli al tasso di riferimento cinese. forti stimoli al consumo privato in e forti stimoli agli investimenti pubblici. Negli USA la FED potrebbe intervenire con manovre espansive, anzi addirittura con un taglio preventivo dei tassi.  Ci si attende inoltre un calo delle quotazioni di borsa dell’ordine del 7%.

Allo stato attuale non è chiaro quale delle tre scelte verrà presa. certo se ascoltassimo Trump sarebbe più probabile una situazione di scontro.

 

Per Trump i dazi sono una soluzione più semplice ed il ricavo degli stessi sarebbe impiegato per l’acquisto o il finanziamento dei prodotti agricoli in eccesso, un modo per supportare l’economia. Ora non si capisce se sia una volontà di scontro o solo un gioco per ottenere il massimo risultato dalle trattative. Presto sapremo la  verità.


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