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La Grecia vende 14 aeroporti alla tedesca Fraport e il Bundestag tedesco approva il terzo prestito da 86 miliardi di euro con 454 voti a favore e 113 contrari e con 18 astensioni su 558 votanti. Yanis Varoufakis ha presentato annotazioni al testo punto per punto. La Grecia sta diventando un Protettorato?di Felice Di Maro

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Tutto Ok. Il governo greco ha approvato la vendita di 14 aeroporti regionali al gestore aeroportuale tedesco Fraport per 1,23 miliardi di euro, 1.230 milioni di euro. Fraport si è impegnata a investire 330 milioni di euro nei primi quattro anni e 1.400 milioni di euro nei prossimi 40. La Gazzetta Ufficiale greca ne ha pubblicata la risoluzione con le firme di diversi ministri, tra cui il vice primo ministro e il ministro dell’economia Yannis Dragasakis e Giorgos Stathakis. A quanto si sa è stato l’ultimo atto di un processo iniziato prima dell’insediamento del governo di Alexis Tsipras. La Fraport è una società privata e a quanto pare le sue azioni sono detenute in maggioranza dal comune di Francoforte e dalla regione di Hesse, la sigla sta per Frankfuurt Airports.

Gli aeroporti che sono stati ceduti, rendevano, e  sono quelli di Salonicco, Kavala, Corfù, Zante, Canea, Cefalonia, Aktion, Rodi, Kos, Samos, Mitilene, Mykonos, Santorini, Sciato. Si tratta di un’operazione che non rientra nelle privatizzazioni del terzo prestito, Fraport nel novembre 2014 era già stato scelto come ‘investitore privilegiato’ per un periodo di concessioni di 40 anni. La cessione alla società tedesca era quindi già stata approvata dal precedente governo, poi era stata congelata con le elezioni del 25 gennaio che premiarono com’è noto l’allora sinistra radicale di Syriza, oggi in Grecia ormai è una sorta di socialdemocrazia certo dialetticamente dinamica ma formalmente moderata.

È la prima privatizzazione del governo Tsipras che ha svenduto i principi del programma di Syriza la notte del 12 luglio quando ha sottoscritto con l’Euro Summit l’Intesa per il terzo prestito e l’11 agosto ne è nato l’accordo che è stato approvato dal parlamento greco il 14 agosto. Nella seduta straordinaria di mercoledì 19 agosto il Bundestag la Camera bassa della Germania l’ha approvato. In una lettera il presidente Norbert Lammert aveva chiesto ai parlamentari di interrompere le vacanze estive e di ritornare a Berlino per il voto.

L’ok al piano di aiuti con 454 voti favorevoli e solo con 113 contrari e 18 astensioni (votanti 558) era pressoché scontato ma la votazione è stata comunque un test per Angela Merkel, dopo che il mese scorso 60 deputati conservatori avevano rifiutato di appoggiare il negoziato sul terzo piano di salvataggio e oggi 56 della sua maggioranza non l’hanno seguita. Il 17 luglio scorso, il piano era passato con 439 sì, 119 contrari e 40 astenuti. Stavolta, i Verdi hanno votato a favore. La dissidenza poteva ampliarsi anche perché non vi sono garanzie sulla partecipazione del Fondo monetario internazionale al salvataggio e questa era stata considerata da molti deputati della maggioranza una condizione essenziale.

Il Bundestag è il parlamento federale ed è composto da 631 deputati. L’attuale legislatura è la diciottesima, la maggioranza della Cancelliera Angela Merkel (CDU/CSU) è del 49,37% dei seggi, 311, ed è stato approvato grazie ai voti dei socialdemocratici (Spd) che sono al governo in coalizione con la Cdu, e dei Verdi. 56 deputati della Unione (Cdu-Csu) avevano annunciato un voto contrario e 4 l’astensione. La maggioranza del governo è ampia e poteva contare su 504 dei 631 deputati del parlamento. Il ministro delle Finanze tedsco Wolfgang Schaeuble parlando davanti al Parlamento tedesco ha dichiarato:


A ottobre, alla luce dei pagamenti attuali si potranno trarre dei giudizi. Sono sicuro che potremmo osservare un miglioramento della situazione e se sarà necessario, ci sarà un alleggerimento del debito.

Naturalmente si tenga conto che Scheuble fa riferimento a un possibile allungamento delle scadenze in quanto un taglio del debito non è possibile. Com’è noto Schaeuble considera “irrinunciabile” e “cruciale” la partecipazione del Fmi al nuovo programma di aiuti alla Grecia. Or con l’ok dai vari parlamenti potrà essere avviata la concreta erogazione dei fondi e da giovedì Atene dovrebbe ricevere i primi 13 miliardi del nuovo pacchetto di assistenza finanziaria internazionale che in tre anni dovrebbe garantire fino a 86 miliardi di euro.

Quanto prima ci sarà l’annuncio del governo greco e dell’agenzia per le privatizzazioni (Taiped) delle date per le gare che riguarderanno la vendita delle quote di maggioranza del porto di Atene del Pireo (Olp) e di quello di Salonicco (Olth). Le offerte entro la fine di dicembre sono attese anche per l’operatore ferroviario greco Trainose e la società di materiale rotabile Rosco. Il piano di privatizzazioni è stato inserito nella trattativa con i creditori internazionali, che hanno preteso la costituzione di un fondo nel quale collocare asset per 50 miliardi a garanzia dei prestiti concessi dalla ESM, il Fondo Salva-Stati. Il governo tedesco concorda che la Grecia resti nell’eurozona e che le prospettive di stabilizzazione economica sono maggiori di 5 anni fa. I socialdemocratici si sono dichiarati a favore del terzo prestito proprio per il cambio delle politiche del governo greco. La capogruppo parlamentare dei Verdi, Katrin Goering-Eckardt, ha motivato il sostegno degli ecologisti dichiarando:

Sono contenta che non si sia imposta la linea di Wolfgang Schaeuble. Nell’accordo per il quale si va a votare c’è più Europa e meno Schaeuble.  

Alla parlamentare dei Verdi Katrin Goering-Eckardt, non è chiaro che tra meno Schaeuble e più Europa la differenza è tanto sottile quanto leggera e per rilevarla ci vuole in senso ideale il microscopio. Non l’ha capita che la Grecia grazie ad Alexis Tsipras sta diventando di fatto un Protettorato anche se come istituzione sembrava giuridicamente scomparsa con la decolonizzazione. Ue, Bce, ESM ed anche Fmi hanno di fatto instaurato una relazione particolare con la Grecia in quanto si stanno comportando come se fossero di fatto uno stato che si assume l’obbligo di tutelare la Grecia e di garantirne certo l’integrità territoriale ma con confini aperti esercitando di fatto un peso politico-economico notevole e un’ingerenza ritmata da Nuovo Memorandum nei suoi affari interni con un controllo sulle finanze e bilancio dello stato e sulla sua politica interna al momento, e chiaramente sarà anche su quella estera. Nonostante che il terzo prestito è stato concesso non basta perché secondo Moody’s i rischi di una Grexit sono diminuiti rispetto a giugno e luglio ma non sono del tutto scomparsi. Secondo quest’agenzia di rating l’incertezza politica, la mancanza di fiducia tra il governo greco e i creditori nonché la recessione economica potrebbero far ‘riaffiorare’ la possibilità che la Grecia possa uscire dall’euro anche se non è più una opzione.

Il 20 agosto vi è la scadenza del rimborso alla Bce di 3,2 miliardi e mentre tutti gli investitori sono impegnati per formalizzare le offerte di privatizzazioni che si attiveranno nei prossimi mesi. Il ministero delle Finanze greco ha deciso anche una serie di modifiche alle restrizioni sui movimenti di capitale in vigore da fine giugno. Ora è possibile il trasferimento di 500 euro al mese verso l’estero e l’invio una tantum di una somma pari a 8.000 euro all’estero (in precedenza 5.000 euro) per coprire le spese di figli di cittadini greci che studiano all’estero e sarà permesso di aprire nuovi conti correnti, cosa impossibile dal 29 giugno, ma soltanto per il pagamento di conti e bollette e per il rimborso di prestiti senza la possibilità di ritirare denaro dai conti.

La situazione finanziaria delle famiglie non è migliorata. Al riguardo Giorgos Adamidis, segretario del sindacato Genop, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa News Agency, l’ammontare dovuto alla Ppc (Public power corporation), il primo fornitore di elettricità in Grecia, ancora statale ma non per molto, il livello delle bollette scadute è salito a 2 miliardi e il grosso delle bollette scadute, circa 1,5 miliardi, è dovuto proprio dalle famiglie mentre le grandi imprese devono 280 milioni e lo stato 220 milioni. Le famiglie che hanno cambiato fornitore devono altri 300 milioni in bollette scadute e, secondo Adamidis, la Ppc ha chiesto all’Autorità di regolamentazione del settore (Rae) di vietare ai clienti il passaggio ad altri fornitori se non hanno prima pagato le bollette scoperte.

Il terzo prestito ormai noto come «Memorandum of Understanding» ossia Protocollo d’intesa è stato nella parti più critiche annotatato da Yanis Varoufakis che con liberalità, e lo ringrazio, mi ha partecipato il testo pubblicato sul suo blog il 17 Agosto 2015 con la seguente dichiarazione:

Il Terzo MoU greco, “Memorandum of Understanding“ è ora sancito nel diritto greco. Scritto nel linguaggio della troika ed è quasi impossibile da decifrare da parte di coloro che non parlano questa lingua poco conosciuta. Per il testo completo annotato liberamente dal sottoscritto, in formato pdf, è meglio, in combinato disposto con la mia versione annotata dell’Euro accordo al vertice del 12 luglio. . Una lettura rapida svela il motivo per cui era impossibile votare per me in Parlamento la settimana scorsa.

Attenzione! Le annotazioni di Yanis sono in blu. Ecco il link:

https://varoufakis.files.wordpress.com/2015/08/mou-annotated-by-yv.pdf

Ed ecco anche il link per il documento del 12 luglio:

https://varoufakis.files.wordpress.com/2015/07/eurosummit-communique-terms-of-surrender.pdf

Felice Di Maro

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