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GRECIA: DALLA BRACE ALLA PADELLA

 

Come previsto da mesi Syriza, il partito sinistroso di Alexis Tsipras è stato mandato sonoramente a casa. Meno sonoramente di quanto molti auspicassero (solo poco più dell’otto per cento di differenza), ma ora è in forte minoranza rispetto a Nuova Democrazia, parte del PPE.

Evviva i vincitori di Nuova Democrazia di Mitzotakis, nuovo leader, che proviene da una famiglia politica di grandi tradizioni, erede diretta di Karamanlis, Insomma siamo nella perfetta continuità di un partito corresponsabile, insieme al Pasok, della situazione attuale e degli ultimi 8 anni di patimenti del popolo greco.

La cosa curiosa è che ND è andato al potere con un programma che, per moltissimi versi ricorda quello della Lega, cioè una promessa di crescita attraverso una politica di alleggerimenti fiscali e di investimenti che dovrebbe portare ad una situazione di crescita economica e quindi di miglioramento economico generale, del debito e dello Stato. Mitzotakis ha fatto gli studi “Giusti”, quelli delle élites greche negli USA, ma , nello stesso tempo, è a capo di un partito vecchio e che ha vinto perchè ha promesso la fine di una politica di austerità brutale ed imposta dalla famigerata troika. Può riuscire in questa missione? Da un lato ha l’appoggio, al contrario della Lega, di una famiglia politica dominante in ambito europeo, quella del Partito Popolare, per cui è probabile che il prossimo commissario all’economia abbia un occhio di favore nei suoi confronti. Dall’altro però dovrà comunque incontrare la stessa ostilità politica preconcetta che rivolta verso ogni politico greco precedente. Ad esempio il tedesco  FAZ gli dà il benvenuto invitandolo ad andare avanti fortemente con le riforme, peccato che quelle riforme vanno in direzione parzialmente opposta rispetto a quella auspicata dai tedeschi. Quella promessa da Mitzotakis, come quella di Salvini, è una politica economica di espansione che, nel caso greco, sempre permanendo nell’euro, mostrerà presto i suoi limiti: se reale porterà ad una diminuzione nel  breve dell’avanzo primario e nel medio periodo ad un peggioramento delle partite correnti. Quanto sarà tollerante l’Europa verso una nuova Grecia? Basterà l’affiliazione al PPE a cambiare l’atteggiamento dei tedeschi? Oppure Mitzotakis alla fine sarà uno Tsipras che si inginocchia con l’altra gamba?

Intanto Tsipras torna a casa, anche se non nella misura in cui molti speravano. Alla fine è riuscito a polarizzare il paese e , pur perdendo sonoramente, ha perso solo il 4% rispetto alle precedenti elezioni del 2015. Questo lo rende una delle sinistre più forti d’Europa e mette la pietra tombale definitiva sul PASOK, entrato in una alleanza secondaria. I partiti minori sono stati “Asciugati” dallo scontro Syriza – ND, ed abbiamo l’uscita dal parlamento dei “Simpatici” nazisti di Alba Dorata. Gli altri due movimenti interessanti rimanenti sono quello di sinistra MeRA25 di Yanis Varoufakis, che rientra in parlamento, ed EL, Elleniki Lysi, “Soluzione Ellenica”, che entra in parlamento e che si propone come l’alternativa sovranista a tutto in sistema di potere che ha il suo cardine e credo assoluto sull’euro. EL nasce come risposta alla questione macedone ed alla denominazione della FYROM come Macedonia del Nord, parola che fa inorridire i greci. EL porta per la prima volta il sovranismo nel parlamento greco e, anche se per ora è fortemente minoritaria, presenta una via di fuga ad un sistema che, altrimenti, rischia di ripetere una storia già vista.

 


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