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Grecia come Italia: banche sequestrano la prima casa se sei in difficoltà

Ondata di notizie disastrose oggi dalla Grecia. Il piano della Troika a guida tedesca sta funzionando alla perfezione: greci sempre più poveri, tagli al welfare, consumi giù e tasse su. Riassumendo:

  • Consumi al dettaglio crollati del 7,3% in febbraio, su base annua.
  • Tasse non pagate per 87 miliardi, la metà del PIL
  • Abolizione dell’integrazione al minimo della pensione, e taglio della pensione media del 61%
  • 45% dei pensionati in povertà
  • Calo dei consumi alimentari del 30%
  • Riduzione di quasi un terzo degli impiegati pubblici

In questo massacro passa totalmente inosservata una notizia da analizzare invece con attenzione. Il governo greco ha raggiunto un accordo con “le Istituzioni” (leggi: Germania) sulla cosiddetta “liberalizzazione del mercato NPL (Non Performing Loans)“. 

(Regola aurea della comunicazione moderna: se c’è un termine inglese o un’abbreviazione, 9 su 10 c’è la fregatura.)

Tradotto dalla Neolingua Europea “liberalizzazione del mercato dei NPL” vuol dire possibilità per le banche di sequestrare direttamente i beni dei debitori morosi e metterli all’asta. Incluse le prime case delle famiglie. Finora in Grecia la prima casa era non sequestrabile. Rimane una residua, minima protezione, strappata da Tsipras alle rapaci Istituzioni che esigevano la liberalizzazione totale, con un limite alla sequestrabilità della casa in funzione del reddito, del valore dell’abitazione e della composizione familiare. Ma una clausola finale spazza via anche questa foglia di fico: il debitore deve essere classificato dalla banca stessa come “collaborativo” per evitare sequestro di casa e messa all’asta. Figuriamoci. Ricordiamo per inciso che tutti gli altri beni di debitori morosi, dalle seconde case alle aziende, sono già sequestrabili, ooops pardon, liberalizzati.

Per chiarire le dimensioni del problema, in Grecia i mutui casa “non performanti” sono circa il 40% del totale. E ricordiamo come sono arrivati a questo livello, un piano della Troika dopo l’altro:

Greece

Il famoso grafico con le previsioni del PIL greco – a colori – e il PIL effettivo, in nero … non si uccidono cosi’ anche i cavalli di Troika?

Ora, questa richiesta della Germania di “liberalizzare il mercato dei prestiti non performanti” non vi ricorda qualcosa? Esatto! Il governo Renzi ha adottato  lo stesso provvedimento il mese scorso: sequestro e messa all’asta della prima casa per i mutuatari che non pagano un certo numero di rate. Buffe coincidenze vero?

La tesi di Mitt Dolcino non appare cosi’ peregrina in fondo: le élites tedesche mettono in crisi i periferici per permettere al proletariato tedesco di acquistare le nostre case a poco prezzo, quelle case che i lavoratori impoveriti non si possono permettere in Germania. La delocalizzazione dei pensionati in Grecia, Spagna o Italia non creerà neppure problemi di bilancio pubblico da mancato gettito fiscale per l’erario tedesco, visto che in Germania le pensioni sono esentasse. E la deflazione da noi in atto aumenterà il potere d’acquisto delle magre pensioni tedesche, rendendo infine sostenibile il sistema pensionistico alemanno nonostante mini-jobs e rendimenti nulli. Il tutto a spese dei cittadini del Sud Europa.

Un piano perfetto? Si’, e come tutti i piani perfetti dei cari tedeschi finirà in tragedia continentale. Se non ci svegliamo prima.

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