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Goldman Sachs dichiara guerra ad Erdogan

 

 

 

 

Un mese fa, prima delle elezioni locali finite non bene per Erdogan , gli analisti della JP Morgan avevano previsto che la lira turca sarebbe caduta anche perchè tutte le mosse fatte dal Sultano per mantenere stabile il corso della valuta sarebbero fallite. Quello che è successo successivamente è nella storia:

Ora Erdogan aveva già preso male previsioni simili ed aveva aperto un’inchiesta contro la banca d’affari americana, con tanto di perquisizioni negli uffici turchi. Ora un’altra banca, Goldman Sachs, si allinea nella guerra al sultano.

Secondo la Goldman laa politica monetaria turca non è abbastanza restrittiva, i tassi dovrebbero crescere, raffreddando l’economia e quindi contenendo iil deflusso di valuta, stabilizzando il cambio. Però la Banca centrale di Ankara ha deciso di non aumentare i tassi prendendo una posizione rilassata, anzi aprendo le porte ad eventuali ribassi. Gli analisti americani si attendono che la posizione si indebolisca passando dalle 6 lire per un dollaro alle 7 lire per un dollaro entro fine anno. Questo potrebbe portare ad un rialzo dell’inflazione, ma, anche ad un miglioramento e riequilibrio della Partite Correnti ed alla fine, finalmente, ad un minimo di stabilità. Tranne che, naturalmente, non ci si ricominci con una politica monetaria  eccessivamente squilibrata.

 

 

 

 

 

 


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