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GLOBALIZZAZIONE DELL’ECONOMIA: COME TRASFORMARE UN CONTINENTE RICCO NEL NUOVO TERZO MONDO

Dal sito di Zerohedge ricaviamo i dati dei seguito esposti relativi ai guadagni medi per classi di reddito dal 2004 ad oggi negli USA. Dopo solo 10 anni, le previsioni dell’allora Senatore Charles Schumer e dello studioso Paul Craig Roberts, considerazioni per un periodo pari al doppio dell’odierna osservazione, già dimostrano la bontà del vaticinio.

Ma vediamo cosa è accaduto con l’Offshoring dell’economia americana in questi 10 anni:

  • il quintile degli americani più poveri  (l’ultimo 20% della popolazione, il popolaccio, i barboni, per intenderci) ha visto il proprio reddito ridursi del 17% (da 14.092 dollari a 11.676);
  • il penultimo quintile ha fronteggiato una contrazione del 10,8% (da 34.863 a 31.087 dollari annui);
  • il quintile di mezzo ha visto il proprio reddito ridursi del 6,9% (da 58.048 a 54.041 dollari annui);
  • la classe medio-alta ha subito, ovviamente, una contrazione più contenuta, pari al 2,8% (da 90.331 a 87.834 dollari annui);
  • il quintile top (il 20% delle dichiarazioni dei redditi più sostanzione) ha visto ridursi il reddito annuo dell’1,7% (da 197.466 a 194.053 dollari).

Ora, direte voi, queste possono apparire percentuali quasi insignificanti, ma se si usassero calcoli più accurati per l’inflazione rispetto a quelli che il Censis Bureau impiega, secondo lo studioso americano la percentuale di contrazione sarebbe per tutti di gran lunga superiore, al punto che in taluni casi il reddito risulterebbe inferiore a quello percepito negli anni 60 e 70!

A peggiorare ancora di più la situazione, che inizia ad esser chiaramente difficile, dobbiamo aggiungere che:

  1. quanto sopra risulta a valle dei QE effettuati dalla FED onde uscire dalla crisi del 2009 (figuratevi da noi in Italia);
  2. se inseriamo tra i disoccupati tutti gli inattivi, ovverossia coloro che hanno rinunciato a cercare lavoro, ne fuoriesce un dato impressionante: il tasso effettivo di disoccupazione salirebbe intorno al 23% e non rimarrebbe all’attuale 5,2%!

In pratica, gli squali di Wall Street e le pressioni della grande distribuzione organizzata, hanno spinto le compagnie americane ad andare a produrre laddove il salario minimo consentisse larghi profitti e succosi bonus per il management.

Quindi, naturale conseguenza dell’Offshoring è la scarsità di lavoro (da cui l’elevata disoccupazione) e il suo essere retribuito sempre meno!

E noi sappiamo benissimo che:

“l’assenza di crescita nel salario dei consumatori può determinare crescita nei consumi solo a spese di un’elevata finanziarizzazione (indebitamento privato) dell’economia”

da cui, ovviamente, il crescente peso dell’economia finanziaria (dal 4% del 1960 all’attuake 8%) nel PIL di ogni nazione in fase involutiva! Quindi si cresce solo a debito sino al punto in cui nessuno potrà mai ripagare il debito stesso.

MA IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE:

A – prima partono lavoro e fabbriche. ma prima o poi seguiranno anche ricerca &sviluppo e innovazione (in quanto le competenze tecniche sono state trasferite altrove e altrove vi è la vera possibilità di sperimentare le novità);

B – venendo meno le fabbriche, verrà meno, prima o poi, anche la domanda di formazione universitaria di qualità (le facoltà di management ed altre che avrebbero destinato i laureati a carriere manageriali, tecniche o meno).

ECCO, QUESTO E’ IL PEGGIO, IL PAESE SI PRIVA DI CLASSE MEDIA E DI CERVELLI CHE, OVVIAMENTE, SE NE VANNO ALL’ESTERO (SE SUFFICIENTEMENTE DOTATI IN TERMINI DI PORTAFOGLIO) A FARE QUELLA CARRIERA CHE NEL PAESE E’ LORO NEGATA!

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QUESTO SI CHE E’ L’INIZIO DELLA FINE !

 

Maurizio Gustinicchi

A MAURI E IL PROF

 

 

 

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