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Gli USA hanno capito che con la nomina di Kavanaugh sono andati troppo oltre, ossia stanno distruggendo il Paese con gli interessi di parte. Rinasceranno (al contrario dell’Italia).

Ieri ho visto in diretta CNN la testimonianza al Senato di Brett Kavanaugh vs. Christine Blasey Ford, per la nomina a giudice chiave della Corte Suprema USA. Deve essere chiaro che detta nomina rappresenta molto di più di quanto si può leggere sui giornali soprattutto italiani (…), in quanto indirizzerà la Corte per almeno altri 10 anni. Considerando l’età dei vari membri, è altamente probabile che Trump possa nominare almeno un altro membro nei prossimi 6 anni, spostando gli equilibri lontano da ideali progressisti in tema di migranti, aborto ecc. per svariate generazioni.

Ieri ho soprattutto capito alcune cose importanti, che non avevo compreso prima. La prima: sono ormai certo che i giornali italiani non valgano, in larghissima parte, la carta su cui sono stampati. Mi spiego meglio: questa notte è successo qualcosa di incredibile, la dr. Ford piangeva lamentando un tentato stupro avvenuto durante un party al liceo quando l’Hon. Kavanaugh era minorenne, 35 anni fa. Kavanaugh piangeva perchè, oltre alla nomina, tutte queste dicerie puritane gli stavano costando la reputazione, che per un giudice è tutto.

Paradossale, ma ugualmente molto umano. Ossia ci si è resi finalmente conto che il giustizialismo pubblico e a tutti i costi sta facendo male ai singoli oltre che al sistema stesso, privandolo di credibilità. Oggi i giornali USA, anche quelli nemici di Trump e delle sue nomine, ad es. la CNN, vedasi il titolo di oggi, riconoscono che si è esagerato, che si sta facendo male al sistema, che le accuse pubbliche e tirate per i capelli stanno distruggendo l’America. Una nemesi. Una riflessione sociologica. Interessantissimo, al di fuori dei risultato che verrà fuori nell’elezione del Giudice Supremo..

I giornali italiani invece continuano con il loro sproloquio partigiano, vedo oggi in relazione a quanto accaduto ieri notte, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera, ecc. praticamente tutte a stigmatizzare soprattutto il tentato stupro visto che – si sa – appartengono in larga parte a gruppi editoriali di proprietà di caste miliardarie che non vogliono cambiare un bel nulla, dunque odiano Trump, odiano i gialloverdi (per interesse) e pretendono che a pagare le tasse continuino ad essere quelli che hanno poco, ma non nulla, preservando così le enormi ricchezze degli editori e delle loro famiglie. O vivono di pubblicità pagata dai gruppi di proprietà delle grandi elites, andrebbe analizzata ad esempio l’apologia “senza se e senza ma” di certa stampa a favore dei Benetton sulla caduta del ponte di Genova ben riportata ieri da Maurizio Blondet, dimenticando convenientemente proprio “I Fatti“, ossia che è caduto un ponte per assenza di manutenzione e che le tariffe autostradali italiani sono cresciute molto più dell’inflazione oltre ad essere ormai tra le più care del mondo (…).

Mors tua vita mea.

E i giornalisti, le persone che scrivono sui giornali? Sembrano sempre più un semplice strumento, ora vengono pagati per raccontare le cosa come conviene agli editori, poi quando non serviranno più verranno tagliati come sta succedendo alle principali testate giornalistiche di questi tempi. Tutto già visto.

La seconda lezione che ho tratto è che gli USA sono molto meno cinici e selvaggi dell’Italia, nella patria del Beccaria troppo spesso uno viene condannato prima della sentenza, dai media, e poi anche dopo, dai giudici. Prova ne è che da ieri il vice presidente del CSM sia un politico, eletto tra le fila di un partito che ha perso le elezioni ed anzi le perderà in modo mai visto da 50 anni nel 2019. Oltre ad essere legatissimo alla famiglia Renzi, in gran parte indagata per malversazioni (…). Ossia dobbiamo renderci conto che la società italiana – dove i giudici sembrano ormai fare politica, verso una cosa sola, sebbene ciò sia contrario alla Costituzione -, la gente che ci vive è usa alla corruzione nei costumi, li accetta, sono pane quotidiano. E tutto sull’altare di quell’arrivismo interessato, ossia degli interessi personali, del “tengo famiglia” che inevitabilmente – alla lunga, andiamo a poco ormai – distruggeranno le fondamenta della convivenza pacifica nell’ex Belpaese.

In breve ieri in USA ho visto la nemesi. E lo dico ben sapendo di essere uno dei pochissimi a essermi sorbito il testimony in diretta, proprio sulla CNN, conscio del privilegio di poter assistere ad un esempio da manuale di redenzione pragmatica che solo un anglosassone può elaborare.

Prima di tutto per poter parlare bisogna aver speso alcune ore a vedere il testimony per intero e non cogliere le notizie di stampa di tizio e caio, che molto probabilmente anche loro non hanno visto nulla dal vivo ma hanno copiato in rete. In secondo luogo bisogna capire cosa c’è dietro, un puritanismo del nuovo mondo adattato ai rispettivi interessi. Ma dove gli interessi vengono meno a seguito della constatazione che si sta facendo un disastro sistemico.

In Italia media, politici, la stessa popolazione – quanto meno quella anche solo parzialmente interessata economicamente (ed è tanta) al successo di una determinata parte politica – non potranno mai capire l’essenza che sta dietro a quanto vi ho riportato. Ed appunto si stanno comportando di conseguenza, senza fare gruppo, senza guardare agli interessi comuni che corrispondono anche a quelli dei propri figli. Ossia senza guardare al futuro.

L’Italia come un moderno conte ugolino che per sopravvivere mangia la propria prole, Dante voleva rappresentare questo, emblema molto attuale del degrado italico.

Alla fine io credevo che nello scontro tra Ford e Kavanaugh il secondo avesse perso, un giudice si difende con la prassi e con i fatti e non piange pubblicamente e più volte. Si, il possibile futuro membro della Corte ha pianto diverse volte, pubblicamente. la Dr. Ford ha pianto. Molto americani hanno pianto. E forse proprio perchè tutti un po’ hanno pianto hanno anche capito che sono andati troppo oltre.

Per questo oggi la nomina di Kavanaugh è ad un sostanziale pareggio, 50 a 50, mentre dopo la prima audizione della dott.ssa Ford sembrava certamente compromessa.

E questo perchè la gente, gli americani – visto che il testimony era pubblico, in TV – hanno capito, hanno seguito, ci si è fatta un’opinione. Appunto, non come in Italia in cui la casta ed anche lo Stato sono autoreferenziali, di pubblico c’è ben poco, a voi dal vivo fanno vedere solo il grande fratello.

Non è importante se Kavanaugh verrà eletto o meno, l’importante è che gli USA abbiamo certamente capito che la strada era sbagliata. E da oggi saranno più forti ed uniti.

Io invece ho ormai la certezza che in Italia mio figlio non ci resterà negli anni a venire più di qualche settimana in estate (di vacanza), visto che non è italiano e tale resterà.

MD


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