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Gli ultra-vax complottisti e l’incompreso talento di Mr. Djokovic

Nole Djokovic ha fatto slam. Senza vincere (ancora) tutti i tornei più prestigiosi del mondo. Semplicemente, mandando ai matti una categoria che ai matti avrebbe dovuto essere, educatamente, accompagnata già da un pezzo: quella degli ultra-vax. Ovvero, i signori del Verbo Vaccinale i quali, guarda caso, hanno quasi sempre anche un’altra caratteristica: la fobia per i complottisti e, va da sé, per i complotti. Per questa singolare specie di “homo sapiens” (con tutto il rispetto per l’aggettivo), i complotti non esistono. Se potessero, vorrebbero anche credere che Cristo è morto di freddo, Cesare per un’orticaria improvvisa e Kennedy per un mal di testa.

Siccome non possono spingersi a tanto, si accontentano per ora di giurare che il Covid lo ha portato il pangolino. Così come si erano bevuti in allora, le fialette di antrace di Colin Powell giustificatrici di una guerra “giusta”: talmente giusta da aver causato “giusto” qualche centinaia di migliaia di morti, come effetto collaterale. Ad ogni buon conto, per restare al mondo del tennis, conta rimarcare che lorsignori si accontentano, sempre e comunque della spiegazione “ufficiale”. Di conseguenza, non sopportano i famosi “complottisti”: quei sordidi analfabeti funzionali che seminano il dubbio, guardano dietro le quinte,  sondano sotto i tappeti. Ecco perché il famoso tennista serbo li manda fuori di testa.

Nole Djokovic, no vax dichiarato, parteciperà al torneo di Melburne in forza di una esenzione medica. Questa è la spiegazione ufficiale. Tra l’altro, inattaccabile sul piano formale. L’esenzione c’è, è stata rilasciata da uno stato australiano molto zelante in questo genere di controlli, è perfettamente compatibile con le prese di posizione di Nole precedenti: egli non ha mai voluto farsi il vaccino anche per timori legati agli effetti, sulla propria salute, di un farmaco sperimentale. Evidentemente, Nole aveva ragione. Dov’è il problema? Che gli ultra-vax – nemici giurati di ogni complottismo – improvvisamente si scoprono, loro malgrado, complottisti.

C’è qualcosa sotto tutta questa faccenda: di sicuro, Nole non dice il vero. Lui vanta un’esenzione cui non avrebbe diritto. Ma come fanno a dirlo, i cari ultra-vax? Semplice: sospettano un complotto. Loro, i negatori a priori di ogni dietrologia. E, così, sui giornaloni si sprecano parole come “scandalo”, “vergogna”, “privilegio”.  Ma per farlo,  gli ultra-vax devono cedere al complottista che è in loro. Fantastico. Hanno creduto – e hanno cercato di farci credere in ogni modo – a qualunque fregnaccia: che il vaccino rendeva immuni, che i vaccinati non contagiavano, che si sarebbe raggiunta la immunità di gregge, che il green pass era una misura sanitaria. E hanno dato del complottista a chi diceva la verità con almeno sei mesi di anticipo.

Adesso, per attaccare il campione, si trasformano in perfetti complottisti.  Comunque, stiano sereni e pensino positivo (casomai, un tampone in più, per sicurezza). Se Nole vincerà gli Open d’Australia, potranno sempre denunciare che è un complotto no vax. In fondo, dopo tutti gli slurp allo strapotere della dittatura sanitaria, uno slam di Djokovic se lo possono pure concedere.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com


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