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GIUSEPPI PAGA UN PEZZO DEL DEBITO A TRUMP: il tweet più costoso al mondo, ma sarà abbastanza?

 

Il tweet di endorsment di Trump a “Giuseppi” rischia di essere il più costoso della storia italiana. Il premier  Conte conferma al 100% l’impegno nella costruzione ed acquisto degli F35 americani, con il versamento della prima tranche da 385 milioni ai partner a stelle e strisce. Confermato completamente l’acquisto di 90 caccia, di cui 30 nella versione B a decollo corto ed atterraggio verticale e 60 nella versione A da caccia, che saranno costruiti a Cameri negli stabilimenti Alenia Aermacchi, con utilizzo della vicino aeroporto, ex base aerea, come supporto.

Il problema è che, dopo l’espulsione dal progetto della Turchia, che avrebbe dovuto essere uno dei maggiori committenti, ci sono dei forti dubbi sull’economicità del progetto. Gli ordini, dopo quelli italiani, si sono letteralmente dimezzati e non ci sono prospettive di nuovi clienti, dato che il caccia è incredibilmente costoso e complesso e che gli altri paesi committenti, come Israele, preferiscono costruirseli in casa. Germania, Francia e Spagna si sono gettati nel progetto FCAS, che coinvolge Airbus, mentre noi stessi, con il Regno Unito, stiamo sviluppando il caccia di sesta generazione Tempest, progetto a cui si unirà anche la Svezia. Insomma F 35 sembra un mezzo di costosa transizione, tanto più di il Typhoon sinora si è rivelato un buon mezzo con una prospettiva operativa. Un caccia di cui si poteva fare a meno, che era nel mirino del Movimento Cinque Stelle, ma che, come tante altre cose, è stato oggetto un una grande retromarcia politica, tanto pagano i contribuenti, quelli che si vuole tartassare con il sostituo d’imposta sulle colf o con la “Lotta al contante”.

Sarà abbastanza a far tornare il buon Giuseppi  nelle grazie di Trump? Non crediamo proprio. C’è tutto il problema legato all’appoggio dei Servizi Italiani alle operazioni anti – Trump nel 2016, i vari casi Papadopoulos, l’aiuto di Renzi e Gentiloni  ad Hillary Clinton, con tanto di endosrment pubblici e privati. Curiosamente gli incontri del procuratore William Barr con le autorità italiane sono stati resi ampiamente noti alla stampa, segno che i qualcuno, nei nostri servizi, non ha ancora ben capito che il vento è cambiato e che, con queste mosse, si rischia di rendere ancora più fragile la posizione di Giuseppi e del governo italiano nel suo complesso. I dazi sui formaggi e sui liquori sono anche un segnale che negli USA non sono poi così fessi come li pensavano in Italia…

 

 


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