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Giappone e Germania: il “parallelismo asimmetrico”

Parliamo di Germania e Giappone.

Queste 2 nazioni hanno tantissimi punti in comune, nel bene o nel male:

  • Ambedue hanno un economia basata sull’industria manifatturiera (con un peso sul PIL notevolmente superiore ad USA, UK e Francia), specie ad alta e media tecnologia
  • Ambedue sono paesi con un economia di trasformazione: esportano manifatture d’eccellenza o di media qualita’, importano materie prime, componenti e prodotti a bassa qualita’
  • Sono le grandi nazioni con storicamente i minori tassi d’inflazione da 2 decadi (nel caso del Giappone con frequenti periodi di deflazione), e con tassi di interesse bassissimi
  • Sono nazioni con andamenti demografici assolutamente disastrosi
  • Sono nazioni che investono massicciamente sulla Ricerca e sull’innovazione, leaders nell’industria standardizzata
  • Sono nazioni sostanzialmente prive di materie prime
  • Sono paesi con una popolazione fortemente “motivata”, con lavoratori e tecnici efficienti, con una buona dose di nazionalismo e con una disciplina ferrea
  • Sono nazioni con infrastrutture moderne, ed una Pubblica Amministrazione coi fiocchi

 

Ambedue queste nazioni nel corso degli anni 90 vennero definite come I grandi malati dell’economia mondiale. Nell’ultimo decennio, pero’, la Germania ha avuto un colpo di reni, mentre il declino giapponese e’ proseguito. La cosa appare piuttosto strana, visto che:

  • il Giappone e’ inserito nell’area piu’ dinamica del pianeta (l’Asia Orientale), mentre la Germania e’ inserita nel contesto economico in maggiore declino del mondo (l’Europa). Notoriamente essere inseriti in un area dinamica dal punto di vista degli interscambi, aiuta l’economia.
  • Il Giappone ha storicamente un livello di spesa pubblica notevolmente inferiore a quella tedesca (anche nel 2012 siamo al 41% contro 45%) ed un livello di tassazione che nella media degli ultimi 10 anni e’ inferiore di oltre il 10% (nel rapporto su PIL).

 

Rammentiamo la situazione delle 2 nazioni nel 1990:

  • Il Giappone veniva da una corsa di 30 anni di crescita economica poderosa. Di fatto esplose una sorta di bolla. Negli ultimi 20 anni il Giappone ha adottato politiche di vario genere, ma di fatto il Sol Levante non s’e’ mai ripreso in modo duraturo.
  • La Germania si unifico’, ed enormi costi furono legati al fatto che la ex-Germania Est doveva essere convertita da economia comunista in economia di mercato.

 

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Mettiamo un po’ di grafici in fila. Se ne deduce quanto segue:

  • Negli ultimi 20 anni il Debito Pubblico netto (Debito Lordo meno riserve) del Giappone e’ esploso, mentre quello della Germania e’ salito. Analogamente il Giappone ha avuto Deficit Pubblici ed un andamento dei Debiti complessivi (pubblici e privati) decisamente meno brillanti.
  • A livello di cambi, lo Yen ha avuto alti e bassi, ma s’e’ complessivamente notevolmente rivalutato tanto sull’Euro, quanto sul Dollaro, e le valute adottate nelle nazioni vicine. La Germania ha usufruito dell’Euro, cioe’ di un cambio meno forte di quello che avrebbe avuto col Marco, e cio’ ha certamente aiutato l’export, e quindi il PIL ed i conti pubblici. Si nota infatti che la Germania dal 2000 in poi ha ampliato enormemente l’attivo commerciale, mentre il Giappone, dopo l’ultima rivalutazione, ha visto piombare la bilancia commerciale in negativo.

 

Conclusioni:

E’ difficile individuare una causa specifica che spieghi come stanno le cose nelle 2 nazioni. E’ certamente vero che la Germania s’e’ comportata tanto sul fronte conti pubblici, quanto sul fronte valuta, in modo decisamente piu’ profittevole.

Il Giappone di recente ha lanciato una politica volta a svalutare la moneta e alzare l’inflazione, ritenuta da molti rischiosa o ambiziosa o suicida (a seconda di come la si legge). Lo scopo e’ rilanciare l’export (e quindi il PIL reale), rivalutare le Riserve essenzialmente in valuta estera ed alzare il PIL nominale; cio’ ha l’effetto teorico di abbassare il Debito Netto. Ovviamente con un deficit al 10%, mezzo mondo ansioso di svalutare a sua volta, ed una nazione con domanda interna asfittica, e’ da vedere se nel tempo la cura funzionera’.

Personalmente, ritengo che sul lungo periodo, tanto Germania, quanto Giappone, non se la vedranno troppo bene (ripeto… parlo del lungo periodo): hanno una demografia assolutamente negativa. La Germania prima o poi dovra’ fare I conti con gli squilibri dell’Euro e verra’ meno in un modo o nell’altro il vantaggio competitivo degli ultimi anni (inoltre il contesto Europa continuera’ per un pezzo ad essere asfittico in termini di crescita economica).  Il Giappone sul medio-lungo periodo fara’ i conti con i guai che lo attanagliano da oltre 20 anni.

 

By GPG Imperatrice

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