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Giappone al bivio: perché una vittoria “bulgara” della Takaichi potrebbe essere l’unica salvezza per Yen e Bond
Giappone: perché la vittoria della Takaichi può salvare lo Yen. Analisi controcorrente: una maggioranza schiacciante dell’LDP eviterebbe il caos fiscale delle opposizioni e riporterebbe stabilità sui Bond dopo gli scandali.

I mercati tremano all’idea di una nuova ondata di spesa pubblica, ma il vero pericolo per i titoli di stato nipponici potrebbe annidarsi in una maggioranza debole. Ecco il paradosso di Tokyo.
Il Giappone si avvicina alle urne in un clima che definire elettrico è un eufemismo. Domenica si vota e i mercati globali osservano Tokyo con la stessa apprensione con cui si guarda un sismografo durante uno sciame sismico. La narrazione prevalente fino a ieri era semplice: una vittoria di Sanae Takaichi, fiera erede dell’Abenomics e “colomba” fiscale dichiarata, avrebbe affossato lo Yen e fatto esplodere i rendimenti dei titoli di stato (JGB) a causa delle sue promesse di spesa allegra.
Tuttavia, come spesso accade in economia, la realtà è controintuitiva. Analisti di peso, da Mizuho a Barclays, suggeriscono ora che una vittoria schiacciante dell’LDP (Partito Liberal Democratico) potrebbe essere, paradossalmente, lo scenario best-case per la stabilità finanziaria del Sol Levante. Questo perché è sempre meglio un male certo, che un incerto bene.
Il paradosso della forza politica
Il ragionamento è squisitamente pragmatico. Se la coalizione guidata dalla Takaichi, insieme al partner JIP (Japan Innovation Party, un partito molto forte nella città di Osaka), dovesse conquistare la soglia psicologica dei 300 seggi su 465 alla Camera Bassa, il Primo Ministro si troverebbe con le mani libere.
Una maggioranza risicata costringerebbe l’LDP a scendere a patti con un’opposizione che, incredibilmente, sta giocando al rialzo sul populismo fiscale. Mentre la Takaichi propone “solo” una sospensione biennale dell’IVA sui generi alimentari (costo stimato: 10 trilioni di Yen), le opposizioni chiedono l’abolizione totale o il taglio dell’IVA al 5% su tutto il paniere. Praticamente l’attuale primo ministro appare la soluzione più moderata fra partiti che propongono, tutti, forti aumenti della spesa pubblica.
Ecco un confronto rapido delle posizioni in campo che spaventano i detentori di bond:
| Partito | Proposta Fiscale | Impatto sui conti pubblici | Reazione prevista dei Bond |
| LDP (Takaichi) | Sospensione IVA (8%) su alimentari per 2 anni | Alto (~10T Yen), ma temporaneo | Nervosismo gestibile |
| Centrist Reform Alliance | Abolizione totale IVA su alimentari | Molto Alto e Strutturale | Sell-off probabile |
| D.P. for the People | Taglio IVA generale al 5% | Devastante per il gettito | Panico sui mercati |
In sintesi: una Takaichi forte non ha bisogno di “comprare” il supporto delle opposizioni con misure fiscali suicide.
Stabilità dopo la tempesta degli scandali
C’è poi un fattore politico che i mercati, nella loro freddezza, apprezzano: la stabilità istituzionale. Gli ultimi governi LDP sono stati logorati da scandali finanziari e lotte intestine che hanno paralizzato l’azione di governo. Una vittoria netta della Takaichi spazzerebbe via le incertezze, fornendo al Giappone un esecutivo capace di durare e, soprattutto, di interloquire con Washington senza il cappello in mano.
Gli Stati Uniti, infatti, hanno già espresso irritazione per la debolezza dello Yen, che rischia di esportare pressioni deflazionistiche o instabilità. Un governo solido a Tokyo può permettersi di “ascoltare” i consigli americani e moderare la spesa pubblica post-elettorale, rassicurando i detentori di debito. Come nota Barclays, la pressione esterna e quella dei mercati costringeranno verosimilmente la Takaichi a riporre nel cassetto i sogni più espansivi una volta chiuse le urne, ma potrà farlo solo se non sarà sotto ricatto parlamentare.
La corsa alle urne: i dati del voto anticipato
Che l’attenzione sia massima lo dimostrano i dati diffusi dal Ministero degli Affari Interni. L’affluenza al voto anticipato , che si è svolto oggi, sabato, è esplosa:
- Votanti anticipati: 20.796.327 elettori.
- Incremento: +4,36 milioni (+26,56%) rispetto alle elezioni del 2024.
- Percentuale: Oltre il 20% degli aventi diritto ha già espresso la propria preferenza.
Questo aumento, registrato in tutte le prefetture, segnala che il tema del carovita (spinto dallo Yen debole che rincara l’import di energia e cibo) ha toccato il nervo scoperto dell’elettorato. Questo spinge gli elettori ad essere attivi.
Verso un lunedì di fuoco?
I rendimenti dei decennali sono già sui massimi e lo Yen languisce ai minimi da 18 mesi. Attualmente, come si vede dal grafico sottostante, non siamo più ai massimi sui rendimenti dei titoli decennali, ma restiamo molto vicini:
Lunedì mattina, alla riapertura dei mercati asiatici, la volatilità sarà la protagonista. Se la Takaichi vincerà con margine, potremmo assistere a un iniziale sell-off istintivo, seguito però da una stabilizzazione: il mercato realizzerà che un “falco convertito in colomba” con una maggioranza blindata è meglio di un parlamento appeso alle promesse irrealizzabili dell’opposizione.
La Takaichi ha già dimostrato pragmatismo in passato, facendo marcia indietro sugli stimoli quando il mercato obbligazionario ha ringhiato. Con 300 seggi, avrà la forza politica per farlo di nuovo, salvando capra (la crescita) e cavoli (i bond).









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