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Germania: senza gas russo crollo della chimica, alluminio e vetro. -8% del PIL

Il mese scorso, la Russia ha ridotto i flussi di gas naturale del Nordstream del 60% a causa di una presunta interruzione. Le industrie tedesche, che dipendono in larga misura dal gas naturale russo a basso costo, si trovano ad affrontare costi energetici alle stelle che hanno messo molte di esse in pericolo di collasso.

“A causa delle strozzature del NatGas, intere industrie rischiano di crollare definitivamente: alluminio, vetro, industria chimica”, ha dichiarato al quotidiano Bild am Sonntag Yasmin Fahimi, capo della Federazione tedesca dei sindacati.

Fahimi ha avvertito: “Un tale crollo avrebbe conseguenze enormi per l’intera economia e per i posti di lavoro in Germania”.

Un disastro simile è stato previsto anche dalla Bundesbank, che prevede un crollo del PIL tedesco di oltre 8%, fra diretto e per rotture delle catene logistiche, nel 2023. Un disastro da tempi di guerra.

Il ministro dell’Economia Robert Habeck, citato sabato da Bloomberg, ha dichiarato che il governo sta lavorando per affrontare l’aumento dei costi dell’energia per i servizi pubblici e per le imprese e le famiglie. Ha avvertito settimane fa che la Germania dovrebbe prepararsi a ulteriori tagli al NatGas, ma anche prepararsi ai tagli non produce gas, né  garantisce le produzioni.

La Germania ha recentemente attivato la “fase di allarme” del suo piano di emergenza NatGas per far fronte alle carenze, dato che la crisi energetica nella più grande economia europea è tutt’altro che superata.

Habeck ha anche paragonato la stretta sulle forniture di gas naturale russo e i suoi effetti dannosi sulle industrie a un catalizzatore che potrebbe innescare una crisi simile a quella di Lehman Brothers. Francamente ci sembra ben peggio: Lehman fu una crisi artificiale e finanziaria, questa è una crisi di fattori produttivi, eppure la testa tedesca è talmente finanziarizzata che per loro è lo stesso.

George Saravelos, chief FX strategist di Deutsche Bank, ha dichiarato giorni fa ai clienti di essere sempre più preoccupato per l’evolversi della crisi energetica in Germania. Saravelos ha sottolineato che la diminuzione delle forniture di gas naturale in Germania e la conseguente impennata dei prezzi dell’elettricità hanno creato enormi problemi alle industrie e ai servizi pubblici.

La settimana scorsa il più grande fallimento è stato quello dell’azienda tedesca di gas ed energia Uniper. Le azioni della società sono crollate perché ha ricevuto solo il 40% del NatGas dalla Russia e il resto ha dovuto acquistarlo sul mercato aperto (al di fuori dei contratti a lungo termine), dove i prezzi sono saliti alle stelle. Questo ha creato un’immensa tensione per l’azienda, che ha perso fino a 30 milioni di dollari al giorno, o se annualizzato, potrebbe essere una perdita di 11 miliardi di dollari. Ovviamente il problema è la caduta delle azioni, mica il fatto che non ci sia il gas per far andare avanti l’industria.Le aspettative dal

Prima o poi, la Germania imparerà, se questo è dovuto a un dissesto economico, che farsi segnalare avanguardisti della virtù per sostenere la guerra in Ucraina è stata una cattiva idea, soprattutto quando non si ha il coraggio di estrarre il proprio gas con le tecniche del Fracking. Comunque qualche bella notte invernale al freddo e qualche settimana senza stipendio potrebbero convincere anche il vere più estremo a ripensare le proprie posizioni…..

 


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