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Germania ed Italia: a prima inflaziona, la seconda no. Fino a quando terranno i tedeschi prima di arrabbiarsi

 

 

Oggi sono stati resi pubblici molti dati interessanti per prevedere l’evoluzione dell’economia e della politica all’interno della UE e della BCE e, soprattutto, per capire fino a quando i tedeschi manderanno giù il rospo inflazionistico e fino a che punto questa politica monetaria potrà andare avanti.

La Germania si è svegliata con l’inflazione più alta degli ultimi anni:

Il picco dell’inflazione è principalmente attribuito all’effetto dell’imposta sul valore aggiunto, dopo che il governo ha tagliato temporaneamente l’imposta nella seconda metà del 2020 come parte del sostegno economico legato alla pandemia. Il capo della banca centrale tedesca Jens Weidmann la scorsa settimana ha espresso preoccupazione per il fatto che la BCE potrebbe mantenere i tassi d’interesse bassi per troppo tempo, osservando che i suoi esperti hanno visto l’inflazione tedesca avvicinarsi al 5% entro la fine dell’anno. L’inflazione delle merci è salita al 5,4 percento a luglio dal 3,1 percento, tra aumenti più rapidi sia del costo dell’energia (11,6 percento contro il 9,4 percento) che dei prezzi dei generi alimentari (4,3 percento contro l’1,2 percento).

L’Italia invece ha un’inflazione che non decolla, anzi… Siamo inchiodati a un 1,7%, oltre due punti in meno di quanto provato dalla Germania.

Wiedmann sta già pestando i piedi, con, tra l’altro, la Germania che ha mancato i propri obiettivi di crescita, con solo 1,5%.  Immaginiamo le tensioni che si stanno creando a Berlino, con i consiglieri politici della Merkel che sono terrorizzati da un’inflazione che potrebbe arrivare al 5% entro fine anno. La BCE appare molto tranquilla, parlando di un possibile 3% in area euro per ottobre con un 2,2% ora. certo, i teutonici affermeranno che siamo comunque sopra il 2%. La BCE è pronta alla risposta: l’inflazione tedesca è dovuta a fattori internazionali (i costi dell’energia) e interni tedeschi, come la fine della detrazione IVA. Probabilmente il board della Banca Centrale ha ragione, ma la Germania vota, e l’inflazione è un tasto molto debole. Vedremo nei prossimi giorni una serie di attacchi pesanti per ottenere un cambiamento della politica monetaria.


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