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GERMANIA ED EVASIONE: DOPOM CUM-EX UN SECONDO SCANDALO COINVOLGE LE BANCHE

 

Le banche tedesche sono sempre al centro degli scandali di evasione fiscale in Germania. Mentre in Italia si dà la caccia al panettiere che non emette lo scontrino o all’idraulico che non dichiara 100 euro, in Germania nel centro del mirino sono i complessi sistemi di esterovestizione della proprietà delle azioni. Solo che, come riporta SZ, si è giunti addirittura ad inventarsi la proprietà di azioni all’estero pur di poter detrarre  utili dalle proprie dichiarazioni dei redditi.

Lo schema era, ed è, piuttosto semplice. In Germania le tasse sui capital gain effettuate da operatori esteri sul mercato tedesco vengono rimborsate in modo automatico dalle banche, perché non competono all’area di tassazione tedesca. Molti titoli tedeschi non sono però posseduti fisicamente per queste transazioni, ma attraverso certificati rappresentativi del titolo, American Depository Receipt, o ADR, un  po’ come le ricevute di deposito del nostro Monte Titoli. Gli studi legali Allen & Overy e Walther Graf hanno scoperto che almeno in sei casi , all’interno della Deutsche Bank, sono stati denunciati capital gain su scambio azioni attraverso gli ADR per titoli azionari tedeschi neppure esistenti. Praticamente si sono inventati titoli e ADR, hanno dichiarato di averli scambiati con cospicui utili, hanno ottenuto il rimborso delle imposte teoricamente pagate sullo scambio stesso attraverso DB, ma alla base non esisteva la compravendita iniziale. Sinora i casi scoperti coprono la cifra di 1,5 milioni di euro e sono avvenuti dal 2010 al 2012, in DB.

La cifra sembra piccola, soprattutto se confrontata con i casi Cum-Ex che arrivavano ad un valore complessivo di 50 miliardi, ma bisogna ricordare che si tratta di pochi casi risultati da controlli quasi casuali ed a campione. Una superficiale disamina dell’anno 2014 ha portato alla scoperta di 85 casi per oltre 12 milioni di euro frodati al fisco.  A noi viene il sospetto che l’operazione non fosse possibile senza una serie di appoggi interni, perché se i rimborsi complessivi richiesti  alla Banca fossero risultati superiori a quando la banca, nel suo insieme, poteva richiedere al fisco sarebbe scattato un campanello di allarme. Al contrario qualcuno probabilmente sapeva che una parte dei rimborsi fiscali per capital gain non veniva riscossa ed ha pensato bene di approfittarne. La magistratura tedesca ha affermato che indagherà tutte le persone coinvolte in questo genere di traffici.

Nel frattempo, in Italia, si fanno tante chiacchiere per andare a caccia dei poveracci che evadono per sopravvivivere. L’evasione vera è altrove.

 


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