Attualità
Germania, cade il muro di Magdeburgo: AfD conquista la presidenza del parlamento e mette all’angolo la CDU
Crolla il cordone sanitario in Sassonia-Anhalt: accordo con il movimento di Sahra Wagenknecht, CDU all’angolo e AfD pronta a prendersi la guida del Land.

Il cosiddetto cordone sanitario tedesco ha ceduto di schianto sotto il peso della realtà elettorale. A Magdeburgo, capitale della Sassonia-Anhalt, l’Alternative für Deutschland (AfD) compie un passo che segna una cesura nella storia repubblicana federale: la conquista della presidenza del parlamento regionale.
Chi presiede il Landtag governa l’amministrazione parlamentare, esercita i poteri disciplinari e di polizia interna, decide le assunzioni e soprattutto detta i ritmi dell’agenda legislativa. È, a tutti gli effetti, la seconda carica istituzionale dello Stato federato e non solo una fiura di pura rappresentanza
Per anni la classe politica tradizionale ha ripetuto come un dogma l’invalicabilità della Brandmauer, la barriera ideologica eretta per isolare la destra. Eppure, tentativi di esclusione, pressioni giudiziarie e campagne mediatiche hanno prodotto il risultato opposto: hanno accelerato la normalizzazione della forza guidata a livello locale da Ulrich Siegmund, reduce dal 43,8% incassato alle urne.
A salire sullo scranno più alto dell’assemblea sarà Tobias Rausch, trentacinquenne imprenditore immobiliare, parlamentare dal 2016 e figura non appartenente all’ala più radicale del partito. Nemmeno le polemiche sul presunto nepotismo che hanno lambito la sua cerchia familiare sono riuscite a fermarne la corsa verso la carica.
Alla fine la realtà dei numeri nel parlmaneto ha favorito l’accordo anche se non direttamente alla luce del sole: un accordo snon ufficiale con l’alleanza di Sahra Wagenknecht (BSW) ha assegnato ad AfD la preisdenza e concesso al partito di sinistra, che ha preso solo il 5,3% dei voti, una delle vicepresidenze, garantendogli una rappresentanza importante.
Di fronte a questo schema, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) è scivolata nell’impotenza. Dopo ventiquattro anni ininterrotti alla guida della Sassonia-Anhalt, il governatore uscente Sven Schulze ha dovuto capitolare. La scelta della CDU di astenersi, motivata con la scusa che “l’AfD non ha comunque bisogno dei nostri voti“, maschera a fatica l’imbarazzo per l’inconsistenza della propria linea. Tra l’altro la posizione della AfD mette in evidenza come il partito sia spaccato fra un’opposizione totale e la possibilità di un accordo con i sovranisti. La sinistra di SPD, Verdi e Linke ha votato contro in modo compatto.
Dietro questo terremoto istituzionale non ci sono soltanto dinamiche di palazzo, ma le ferite economiche profonde della Germania orientale. La Sassonia-Anhalt sconta anni di deindustrializzazione, costi energetici alle stelle a causa delle politiche di transizione ecologica imposte dall’alto e la crisi asfissiante del tessuto della piccola e media impresa.
Mentre Berlino discuteva di purezza ideologica, i territori chiedevano interventi materiali immediati:
- Protezione delle filiere manifatturiere locali schiacciate dall’aumento delle bollette;
- Sblocco della spesa per infrastrutture e trasporti, sacrificata alle regole rigide del freno al debito federale;
- Difesa del commercio e dell’artigianato locale dalle rendite burocratiche;
- Una gestione dell’immigrazione tarata sui fabbisogni reali delle imprese territoriali.
Schulze ha già preparato il terreno per la ritirata strategica parlando di “opposizione costruttiva”. In parole semplici: la CDU valuterà i singoli provvedimenti nel merito. Se AfD proporrà sgravi per le imprese locali o la riforma del canone radiotelevisivo pubblico, i cristiano-democratici non potranno votare contro senza alienarsi la propria base produttiva.
La posizione della CDU però apre la strada a una situazione che fino a ieir era profondamente rifiutata dai centristi e che metterà in difficoltà Merz. Comunque scegliere se votare pro o contro certi provvedimenti significherà l’apertura di discussioni politiche, la prima fase della costruzione di una vera e propria coalizione.
Adesso la prossima scadenza è per la metà di dicembre, quando Siegmund tenterà il colpo grosso: farsi eleggere Ministro Presidente del Land. All’AfD mancano tre voti per la maggioranza assoluta. Nel segreto dell’urna, il malumore serpeggiante tra i banchi della CDU potrebbe facilmente tradursi nei franchi tiratori necessari a incoronare il primo governatore di destra della Germania moderna.







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