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Gas Naturale: un gruppo di senatori USA si oppone alle esportazioni in Europa

 

Le esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto (LNG) servono come meccanismo per aiutare a mantenere le luci accese e le case riscaldate in Europa in questo inverno senza vento, ma questo aiuto potrebbe essere messo in forse proprio dagli USA. Un gruppo di senatori democratici invia una lettera al segretario all’Energia Jennifer Granholm esortando lei e Biden amministrazione di agire per limitare le esportazioni di GNL degli Stati Uniti.

Nella loro lettera, questi 10 senatori “… sollecitano il Dipartimento a condurre una revisione delle esportazioni di LNG e il loro impatto sui prezzi interni e sull’interesse pubblico, e sviluppare un piano per garantire che il gas naturale rimanga accessibile per le famiglie americane. Fino a quando un tale piano è completato, il Dipartimento dovrebbe prendere in considerazione l’interruzione delle approvazioni dei permessi degli impianti di esportazione di LNG negli Stati Uniti“.

Questo approccio protezionista potrebbe avere delle ricadute economiche e strategiche pesantissime:

  • prima di tutto l’Europa ha un disperato bisogno di LNG statunitense questo inverno e probabilmente oltre, dato che l’eolico si rivela sempre più una delusione. Tra l’altro la crisi europea dell’energia è legata anche alla posizione strategica degli USA verso la Russia.
  • Il secondo è il fatto che, nonostante i livelli record di esportazioni di LNG negli ultimi mesi, la produzione statunitense di gas naturale continua a godere di un costante surplus rispetto alla domanda interna. Il prezzo negli Stati Uniti, attualmente pari a circa $ 4,80 per Mmbtu presso l’Henry Hub, non è collegato ai prezzi internazionali del gas naturale, che in Europa è attualmente venduto da 6 a 7 volte il prezzo degli Stati Uniti. Le aziende USA perderebbero notevoli flussi finanziari.

La comprovata risorsa statunitense di gas naturale è pari a centinaia di anni di  consumo attuale. quindi non c’è nessun pericolo per le scorte USA anche fornendo, in modo marginale , la UE. Tra l’altro, come abbiamo detto, crisi è stata provocata dalle politiche energetiche e strategiche  sbagliate adottate dai governi che condividono la visione generale dell’energia di Granholm, Biden e dai  senatori democratici.

Ecco un elenco dei senatori che hanno firmato questa lettera: Jack Reed (D-RI), Angus King (D-ME), Elizabeth Warren (D-MA), Ed Markey (D-MA), Debbie Stabenow (D-MI ), Tina Smith (D-MN), Richard Blumenthal (D-CT), Patrick Leahy (D-VT), Gary Peters (D-MI) e Sheldon Whitehouse (D-RI).

Si tratta di senatori che provengono dal Minnesota o dal New England , stati molto “Dem” e la cui ricchezza non deriva dall’export USA di Gas Naturale Liquefatto, ovvio che a loro non interessi per nulla questo fattore. Anzi se vi fosse un eccesso di gas interno i loro elettori potrebbero trane dei vantaggi, ma questo a discapito dei produttori, che non avrebbero i fondi per investire, oltre che per gli europei. Una visione miope comune nella politica moderna.

 


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